NEWS

Volkswagen: Piëch vende la sua quota

19 marzo 2017

Il patriarca della famiglia Porsche-Piëch sta trattando la vendita delle sue azioni della Porsche SE, che detiene il 52% del gruppo Volkswagen.

Volkswagen: Piëch vende la sua quota

FATTO EPOCALE - Finisce un’epoca nella storia Volkswagen, nonché Porsche, nonché Audi. Ferdinand Piëch, 79 anni (nella foto), nipote da parte di madre del fondatore di Volkswagen e Porsche, ha deciso di cedere il suo pacchetto azionario (14,5% del totale) della società Porsche SE, che è la finanziaria attraverso cui la famiglia Porsche-Piëch controlla il gruppo Volkswagen, avendo in portafoglio il 52% delle azioni. Finisce un’epoca perché Piëch è stato la figura di gran lunga maggior risalto nella famiglia Porsche-Piëch e ha inciso nella vita del gruppo Volkswagen-Porsche come nessun altro.

FIGURA STORICA - Piëch è stato infatti uno dei protagonisti dei successi sportivi Porsche degli Anni 60-70; poi ha guidato l’Audi “inventandone” l’attuale identità di marca di prestigio tecnologicamente d’avanguardia; infine ha diretto il gruppo Volkswagen promuovendo una azione di espansione che l’ha portato a essere ai vertici dell’industria automobilistica mondiale. In definitiva, Piëch è il personaggio del mondo dell’auto che come nessun altro ha unito competenza tecnica specifica e doti di guida strategica. Per questo profilo a dir poco eccezionale la notizia che Piëch abbia deciso di liberarsi delle sue azioni del gruppo suona clamorosa, appunto come la fine di una fase storica.

CONFERMA UFFICIALE - La notizia è stata diffusa dal periodico tedesco Der Spiegel, per poi essere confermata ufficialmente dalla stessa società Posche SE. Contemporaneamente si è anche saputo che le varie figure della famiglia Porsche-Piëch punterebbero a chiudere la transazione entro metà aprile, quando è in calendario una riunione del consiglio di sorveglianza (dove siedono i rappresentanti degli azionisti, tra cui attualmente anche Ferdinand Piëch). Infatti, gli altri membri della famiglia hanno diritto di prelazione per acquistare le azioni. Le azioni detenute da Ferdinand Piëch costituiscono il 14,7% del totale (che è di 153 milioni di azioni) e in base al valore borsistico attuale la transazione dovrebbe avere un costo di circa un miliardo di euro. Assieme alle indiscrezioni, poi confermate, delle trattative in corso è stato anche scritto che non ci sarebbero problemi sul finanziamento dell’operazione.

SCONTRO IN FAMIGLIA - La ventilata uscita di Piëch dalla Volkswagen in pratica si delinea come l’atto finale di una vicenda  che negli ultimi due anni ha dato luogo a scontri e colpi di scena. I primi “fuochi d’artificio” ci furono quando un paio d’anni fa Piëch si schierò contro la riconferma di Winterkorn al vertice del gruppo Volkswagen. Dopo anni di (almeno apparente) guida egemonica di Piëch, la famiglia Porsche-Piëch si divise e al termine dello scontro prevalse la fazione capeggiata da Wolfgang Porsche, altro nipote del fondatore Ferdinand Porsche. 

STRASCICO DEL DIESELGATE? - Episodio clou di tutta la vicenda è poi stato lo scandalo Dieselgate (scoppiato a metà settembre 2015 e in conseguenza del quale Winterkorn ha dovuto abbandonare la guida del gruppo Volkswagen ed è attualmente indagato dalla magistratura tedesca). La posizione di Piëch su tutta la questione ha trovato una esternazione clamorosa nelle settimane scorse, quando l’ex presidente del gruppo ha risposto alle domande degli inquirenti che indagano sul Dieselgate affermando che Winterkorn e alcuni membri del consiglio di sorveglianza erano al corrente dei problemi con il sistema di controllo delle emissioni prima che la vicenda diventasse pubblica innescando l’enorme scandalo Dieselgate. 

COLPI BASSI - Le affermazioni di Piëch sono state giudicate “non plausibili”, ma va detto che Piëch ha riferito di aver saputo la cosa da un vecchio amico, potente uomo d’affari ed ex ambasciatore di Israele. Come ad alludere a una fonte ben informata, magari con sottintese entrature con gli efficientissimi servizi israeliani. Un quadro in cui ovviamente ci sta anche l’ipotesi che a sapere in anticipo delle vicende truffaldine della Volkswagen in materia di emissioni sia stato anche Piëch, e che magari questo elemento sia stato tra i motivi per cui si schierò contro la conferma di Winterkorn al vertice della Volkswagen. Ipotesi e illazioni, a corollario del fatto reale e concreto costituito dal grande gesto di Piëch di cedere le sue azioni.

LE INCOGNITE DEL DOMANI - Forse in un futuro più o meno prossimo si saprà come sono andate veramente le cose nei dettagli. Anche se è più che probabile che l’attenzione per il prossimo futuro sarà più per le prospettive che non per il passato. È da vedere come il gruppo risentirà del cambiamento dell’assetto azionario, a maggior ragione nel momento particolare che la Volkswagen sta vivendo, cioè una fase che impone nuove strategie e programmi di grande prospettiva, come enunciato dai vertici societari nei giorni scorsi in occasione della presentazione del bilancio 2016. Più in generale, sarà da vedere se i cambiamenti azionari nella famiglia Porsche-Piëch potrà anche essere occasione per una revisione dello statuto della società, in cui come noto sindacati e il lander della Bassa Sassonia, dove ha sede la Volkswagen, hanno un ruolo determinante. Va tempo che da tempo c’è chi auspica una modifica della società (e soprattutto della legge su cui si poggia).

Aggiungi un commento
Ritratto di Dicoluc
19 marzo 2017 - 23:51
3
"ha guidato l’Audi “inventandone” l’attuale identità di marca di prestigio tecnologicamente d’avanguardia" Ma questo in quale sogno bagnato di responsabili marketing accade? La tecnologia d'avanguardia, dieselgate a parte, gliela da Magneti Marelli (e non solo a loro), quindi sarebbe anche Italiana.
Ritratto di Dicoluc
19 marzo 2017 - 23:51
3
Ma poi prestigio con il centro di gravità sull'asse sterzante e motore a sbalzo, vendute come premium...
Ritratto di Fr4ncesco
20 marzo 2017 - 00:31
Ma vuoi mettere i full-led e il quadro strumenti digitale (della nVidia)?
Ritratto di marian123
20 marzo 2017 - 09:58
nVidia è il produttore di processore grafico, il quadro digitale è prodotto dalla bosch.
Ritratto di Flavio Pancione
20 marzo 2017 - 12:33
7
vabè dicoluc addirittura? guidi lexus, auto probabilmente simbolo di una mentalità aperta e scrivi frasi del genere. Tutte le case "fanno così", anzi "si fa così", di certo ora Audi o chiunque sia non si mette a produrre i processori grafici.. Anche io di solito non sono in sintonia con Audi ma il lavoro che c'è stato nel cambiare la percezione del marchio, appunto c'è stato, impossibile non riconoscerlo.
Ritratto di marian123
20 marzo 2017 - 10:05
Dicoluc sarebbe l'ora di smetterla con tutta questa disinformazione. Lo sanno anche i bambini ormai che tutto è frutto di collaborazioni tra le varie aziende. Infatti certi marchi più prestigiosi ancora certe tecnologie non le hanno. A cosa serve il centro ricerca per sistemi di illuminazione a Ingolstadt se la magneti marelli fornisce tutto pronto??
Ritratto di Fr4ncesco
19 marzo 2017 - 23:53
FCA potrebbe approfittarne comprando le azion di Piëch insediandosi nel gruppo VAG e poi scalandolo come ha fatto con Chrysler, assorbendolo o fondendosi. Non so se sia fattibile o meno però.
Ritratto di AMG
20 marzo 2017 - 11:02
Questa mi sembra una frase che si accosterebbe di più la livello di alcuni fiattari che al tuo Fr4ncesco.. Pare chiaro che Piech venderà le sue quote alla famiglia Porsche Piech, o semmai ciò non accadesse dubito lascerebbero spaizo all'entrata in società di parti fastidiose come potrebbe esserlo l'ingresso assurdo di FCA. Che in ogni caso non avrebbe né i soldi per, né importanti conquiste a favore di una simile manovra
Ritratto di Fr4ncesco
20 marzo 2017 - 12:23
Beh, fino a qualche tempo fa poteva essere assurdo che GM cedesse dopo quasi 100 anni il suo polo europeo ad un gruppo che stava sull'orlo del fallimento un paio di anni prima. O che il gruppo VAG, che rappresenta il rigore tedesco per antonomasia, cadesse in fallo con un imbroglio sui motori. Poi non so tra FCA e VAG chi sia più solida allo stato attuale. Da tedeschi non vogliono ammetterlo ma sono in crisi, FCA potrebbe essere una manna (loro ma anche qualcun'altro chiraramente).
Ritratto di marian123
20 marzo 2017 - 12:37
Riguardo la solidità, FCA sarebbe già fallita se avesse dovuto pagare una multa come il gruppo vag. Poi basta vedere che uno è il primo costruttore mondiale, l'altro si trova in ottava posizione.
Pagine