Italdesign: si riparte da Ginevra

7 marzo 2016

Dopo l'uscita di Giugiaro dall'azienda, al Salone svizzero l'Italdesign si presenta con un inedito logo, una vettura firmata dal nuovo direttore dello stile e una volontà di crescita.

Italdesign: si riparte da Ginevra
NUOVO LOGO - Il Salone di Ginevra 2016 ha rappresentato un nuovo inizio per l'Italdesign: passata in mano della Volkswagen nel 2010 ha visto, lo scorso autunno, anche l'abbandono del fondatore Giorgetto Giugiaro. Da allora, l'amministratore delegato è Jörg Astalosch mentre il direttore dello stile è Filippo Perini. La GTZero (foto qui sopra) esposta è la prima concept del nuovo corso e, per sottolineare questa “frattura”, l'atelier ha rinnovato anche il logo: alle “I” e “D” di Italdesign, si aggiunge la “G” (un omaggio allo stesso Giugiaro), tutto sottolineato dal tricolore italiano.
 
NON SOLO AUTO - Nelle vetture elettriche, Astalosch vede una grande possibilità di crescita, perché rappresenta l'ingresso nel mercato automobilistico di nuovi attori che possono aver bisogno dei servizi dell'Italdesign. D'altra parte, ricorda lo stesso AD, “tutti possono fare concept “pazze” o auto solo per la pista, mentre le nostre devono essere omologabili e producibili in serie in maniera efficiente”: l'azienda, infatti, si occupa non solo del disegno ma anche dell'ingegnerizzazione delle proprie proposte e può persino produrre in piccola serie dei prototipi marcianti.
 
NON SOLO VOLKSWAGEN - Una cosa che lo stesso Astalosch mette bene in chiaro è che la nuova Italdesign, a dispetto della proprietà, non è concentrata sui prodotti della Volkswagen: “dentro il gruppo siamo un outsider e ciò ci permette di prendere qualche rischio. L'azienda deve essere di successo anche dal punto di vista economico ma il vero risultato è portare avanti il nostro design”. Per cercare questo successo, si tenterà anche una maggiore differenziazione degli ordini: oggi ben il 95% del lavoro arriva dalle case automobilistiche.
 
 
A spiegarci la GTZero, la prima concept della “nuova” Italdesign, è la stessa persona che l'ha firmata: Filippo Perini (foto sopra). 
 
Partiamo dal nome: perché è stato scelto?
Le lettere GT la identificano come una granturismo 2+2, mentre lo “zero” simboleggia sia le emissioni, dato che l'auto è elettrica, sia il “punto zero”: il nuovo inizio per questa azienda.
 
Come è nata l'idea?
Ho scelto il tipo di carrozzeria shooting brake, ovvero una tre porte con portellone, perché sono sempre stato affascinato da questo tipo di vetture. Ho inoltre voluto sottolineare il portellone, che è l'elemento funzionale caratterizzante, con un profilo luminoso che fa anche da fanale.
 
A cosa si è ispirato?
Mi hanno sempre attirato le cosiddette “breadvan” di Maserati e Ferrari, oltre alla MG B GT. Venendo però dalla Lamborghini, è stato inevitabile riproporre alcuni elementi, come dettagli del muso e la forma delle bocchette d'aerazione nell'abitacolo.
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Ritratto di marcoluga
10 marzo 2016 - 12:24
Ridateci Giugiaro !!!