Pininfarina H2 Speed, per correre a emissioni zero

3 marzo 2016

La Pininfarina è a Ginevra con un prototipo da competizione con tecnologia fuel cell e monoscocca in fibra di carbonio.

Pininfarina H2 Speed, per correre a emissioni zero
CREATA CON GREENGT - La Pininfarina torna al passato per anticipare il futuro. Dopo anni di assenza nello sviluppo di prototipi da competizione, settore nel quale ha creato capolavori come la Fiat Abarth Monoposto Pininfarina Record del 1960 o la Sigma Grand Prix del 1969, l'atelier di Torino si presenta a Ginevra con una concept concepita per le gare, la H2 Speed. Un nome che svela la principale innovazione nascosta sotto la carrozzeria: la tecnologia fuel cell a idrogeno realizzata in collaborazione con GreenGT, società franco-svizzera nata nel 2008 per la progettazione e lo sviluppo di sistemi di propulsione a basso impatto ambientale. 
 
DUE MOTORI ELETTRICI - La sfida dei progettisti per la realizzazione della Pininfarina H2 Speed è stata di realizzare una carrozzeria in grado di ospitare le componenti del sistema a celle a combustibile rispettando ingombri e distribuzione dei pesi (41% davanti e 59% dietro). Il tutto con un telaio monoscocca in fibra di carbonio capace di scaricare a terra con efficacia la potenza sviluppata dai due motori elettrici da 370 kW, circa 503 CV. Una potenza complessiva che consente di raggiungere i 300 km/h, di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,4” e di percorrere i 400 metri con partenza da fermo in 11”. 
 
È UNA MONOMARCIA - A fornire l'energia necessaria per correre alla Pininfarina H2 Speed sono le full cell da 210 kW alimentate dai 6,1 kg di idrogeno rifornibili in 3 minuti e capaci di garantire, a detta dei tecnici di Torino, un'autonomia pari a quella di un'auto con motore tradizionale. I serbatoio sono in fibra di carbonio, omologati per ospitare l'H2 a 700 bar di pressione e posizionati nelle fiancate e carenati al fine di migliorare l'aerodinamica della vettura. Della “meccanica” fa parte pure una batteria da 20 Ah addetta soprattutto a immagazzinare la “corrente” proveniente dal sistema di recupero di energia in fase di frenata. La trasmissione alla ruote posteriore è diretta e a rapporto unico, priva di frizione e di differenziale ma con il torque vectoring per la gestione della coppia motrice. La H2 Speed pesa 1.420 kg, ha freni in carbonio, sospensioni a quadrilatero e cerchi OZ Racing da 19” nell'anteriore e da 20” nel posteriore.
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Ritratto di DamуAno
4 marzo 2016 - 11:37
che schifo. la mito ha piu fascino ed e piu sportiva, soprattutto quella di mia mamma. saluti.
Ritratto di caronte
5 marzo 2016 - 22:16
È supertecnoligica ed è la copia della honda NSX.
Ritratto di Mbrty
6 marzo 2016 - 23:12
Troppo futuristica..qui in Italia non avrà successo...non siamo preparati ad auto del genere