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Riversimple: la citycar va a idrogeno

18 febbraio 2016

Due posti, dimensioni da minicar ma sostanza da auto. Con un motore per ogni ruota e una fuel cell a idrogeno che li alimenta.

Riversimple: la citycar va a idrogeno
QUADRIMOTORE - Due posti, inquinamento zero, quasi 500 km di autonomia e con una percorrenza media equivalente a più di 100 km/litro: il biglietto da visita della Riversimple Rasa, vetturetta di costruzione inglese, è autorevole. Si tratta di un’auto a idrogeno, che utilizza una fuel cell da 8,5 kW (12 CV) che alimenta quattro motori elettrici, uno per ruota: ogni motore agisce da generatore in frenata per il recupero dell’energia cinetica - fino al 70% dichiarato durante le frenate più impegnative, e circa il 50% in condizioni normali.
 
A 100 ALL’ORA RAPIDAMENTE - Il powertrain della Riversimple Rasa è composto da sole 18 parti in movimento e di conferire alla Rasa un’apprezzabile verve: il passaggio da 0 a 60 miglia orarie (96 km/h) viene promesso in 10 secondi. Per converso, eusta è anche la velocità massima raggiungibile, in quanto - per preservare l’autonomia - è limitata elettronicamente. Se non altro, promette la Riversimple, la velocità di crociera coincide con quella massima - anche se, sulla carta, sarebbero state forse più adatte le 70 miglia autostradali in vigore nel Regno Unito. La tecnologia legata alla fuel cell è disponibile anche per altri costruttori.
 
 
LEGGERISSIMA - Il peso della Riversimple Rasa è di soli 580 kg, grazie all’uso di una monoscocca in fibra di carbonio ed elementi in alluminio: il telaio in sé pesa 39 kg, le portiere 8 e la fuel cell 19. La carrozzeria è costituita da materiale plastico rinforzato con fibra di carbonio: di sicuro non si può dire che la costruzione non sia all’avanguardia. Due sole sono le marce: avanti e indietro. La produzione prevede 20 unità quest’anno: le auto di preserie saranno affidate ad altrettanti (per mutuare un termine informatico) beta tester, che dovranno saggiarne vizi e virtù. L’obiettivo dichiarato è di 3500 unità annue entro il 2018, distribuite nelle città inglesi in cui verranno realizzate le stazioni per il rifornimento di idrogeno, vale a dire il limite infrastrutturale più evidente a una tecnologia di sicuro interesse.
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Ritratto di Gianni.ark
19 febbraio 2016 - 00:34
Che la tecnologia sia di sicuro interesse è fuor di dubbio ma esteticamente è un aborto... poi non capisco il perché di quelle ruotine da tosa erba...
Ritratto di luigi sanna
19 febbraio 2016 - 03:33
5
Semplice, x ridurre l'attrito nell'avanzamento. E' una macchina con specifiche ben precise, mettere gomme larghe non avrebbe senso. Non deve fare il tempo al Nurburgring.
Ritratto di Gianni.ark
19 febbraio 2016 - 12:14
Capisco ma... se procedi alla velocità massima di 96 Km/h e affronti una curva, magari con strada bagnata, dove finisci? E se prendi una buca come quelle delle nostre strade?
Ritratto di luigi sanna
19 febbraio 2016 - 14:36
5
Non vedo il rischio, è una vettura leggerissima, quindi le gomme vanno più che bene. Se prendi una curva veloce sul bagnato, sono problemi di chi le fa. Io conservo sempre un buon istinto di sopravvivenza, quando piove si va piano.... X le buche, il problema è per tutti, e in ogni caso pagherebbe il Comune...
Ritratto di luigi sanna
19 febbraio 2016 - 03:37
5
Andrebbe anche bene, in un Mondo diverso. Ma bisogna pur cominciare, certo che messa nel traffico è davvero piccina, se vieni tamponato da un SUV, la vedo brutta. Cmq. la trovo interessante...
Ritratto di Co_Bra
19 febbraio 2016 - 08:58
Non so, gli ingombri mi sembrano un po' elevati in rapporto allo spazio interno, ma forse non è possibile fare altrimenti, tra bombole batterie eccetera Resta sempre il problema della produzione dell'idrogeno…
Ritratto di Dr.Torque
19 febbraio 2016 - 09:32
Non ho mai capito perché le auto ad alimentazione diversa dagli idrocarburi tradizionali debbano essere per forza orrende. Investono troppo nella ricerca tecnologica e poi restano solo 70 euro per pagare un designer? Comunque, al di là di ogni considerazione estetica soggettiva, la forma di piccola coupé non ottimizza né lo spazio né l'aerodinamica (ammesso che l'aerodinamica sia un obiettivo per un mezzo che passerà il 90% della propria vita a meno di 50km/h).
Ritratto di AMG
19 febbraio 2016 - 22:41
Si vive nel mondo delle auto anche per queste cose. Progetti tutti da disprezzare e apprezzare. Personalmente trovo il progettk innanzitutto interessante per la tecnologia e le soluzioni adottate, inoltre gradevole anche se fortemente anticonvenzionale nel disegno. Un grande peccato è che messa vicino a vetture "umane" (com'è inevitabile in strada) l'auto risulti piuttosto ridicola e fin troppo minuta... Altro importante problema è la velocità (e non l'autonomia) che però è tuttavia proporzionata con le caratteristiche dell'auto dopotutto. Bello il progetto quindi, ma finisce lì purtroppo