NEWS

Romano Artioli: un disegno per far fallire la Bugatti

5 giugno 2016

Il manager, ex proprietario della Bugatti Automobili, lancia un'accusa: il fallimento fu causato da un sabotaggio.

Romano Artioli: un disegno per far fallire la Bugatti

STORIA DI ALTI E BASSI - La Bugatti, sin dal 1998, fa parte del gruppo Volkswagen, che da allora l'ha rilanciata riportandola ai fasti dei primi decenni del '900: in quel periodo la casa francese (creata dall’italiano Ettore Bugatti) produceva automobili sportive e di lusso tecnicamente avanzate per i loro tempi. Nel 1987, dopo l'oblio seguito alla fine dell'attività negli Anni 50, il marchio Bugatti viene acquistato dall’imprenditore mantovano Romano Artioli intenzionato ad un rilancio in grande stile. Artioli investe oltre 100 miliardi di lire per sviluppare una vettura per certi versi rivoluzionaria (la EB110, nelle foto) e costruisce uno stabilimento all’avanguardia, a Campogalliano, nel pieno di quell’Emilia sempre stata “terra dei motori”. Ma l’investimento non produce i frutti sperati: la Bugatti chiude nel 1995. Artioli, oggi 84enne, rivela la sua verità sulle dinamiche che portarono al fallimento.

NELLA BOCCA DEL LEONE - Lo fa nel corso di un documentario realizzato dal canale svizzero Kidstone TV, intitolato “La supercar dimenticata” (The forgotten supercar, qui sotto), nel quale sono racchiuse interviste allo stesso Artioli e a molte altre persone coinvolte nel progetto. Il manager parla di un sabotaggio, teso a danneggiare un’azienda molto ambiziosa e per la quale lavoravano tecnici proveniente anche da realtà concorrenti. Artioli esprime inizialmente il suo scetticismo nei confronti nell’area geografica, che paragona alla “bocca del leone” in quanto molto vicina agli stabilimenti delle Ferrari e Lamborghini. “Volevo fare queste cose in Francia”, sono le sue parole. “Ma non ci fu niente da fare. I modenesi lei non li schioda, e senza questa gente si poteva fare la Bugatti”. Artioli confessa pertanto di aver scelto l’Emilia contro la sua volontà, sapendo in anticipo che la decisione sarebbe potuta essere molto rischiosa. Mai, però, di questa entità.

UNA BANDA - Come apprendiamo dal video qui sotto, Romano Artioli afferma che qualcuno, che lui conosce bene evidentemente, ma si guarda bene dal nominare, ordì un sabotaggio minacciando i fornitori. Se questi avessero lavorato ancora per la Bugatti non avrebbero più lavorato per forniture più grandi. Inoltre i pezzi arrivavano non funzionanti e con evidenti difetti e gli ordini dei clienti nascosti da qualcuno all'interno. La definisce “una banda che la Mafia era una squadra di boy scout in confronto”.

THE FORGOTTEN SUPERCAR from Kidston.TV on Vimeo.

Aggiungi un commento
Ritratto di basti73
5 giugno 2016 - 14:10
Se questa storia è vera mi vengono in mente due o tre nomi che possono aver complottato ma è meglio stare zitti và.
Ritratto di theone87
5 giugno 2016 - 20:09
non scherziamo su, avrebbero boicottato anche la pagani! e cmq questo tipo di auto se fatte bene e con storia alle spalle vendono ovunque e c'è (c'era anche 20 anni fa soprattutto con più soldi tra i ricchi) sempre mercato!
Ritratto di SINESTRO
6 giugno 2016 - 11:56
3
per caso c'entra qualcosa la triade di calciopoli?
Ritratto di ivanvalenti
6 giugno 2016 - 16:25
1
si. moratti-facchetti-guido rossi....
Ritratto di Davide Pellini
5 giugno 2016 - 14:22
Che tristezza
Ritratto di Alessandro
5 giugno 2016 - 15:11
Supercar dimenticata è esagerato la eb 110 è stato e sarà per sempre un mito.La vicenda che prima di questo video non conoscevo è molto triste e fa pensare a quella poca bruttissima gente italiana che rovina il geniale capolavoro di altri tanti compatrioti.Tipico affare al''italiana.Ora la Bugatti Franco-tecesca produce una specie di goffo missile che secondo il mio parere non ricalca per niente lo spirito delle Bugatti ante guerra .cosa che invece era riuscita bene alla Eb110. .
Ritratto di MAXTONE
5 giugno 2016 - 16:17
Beh oddio la Chiron a me non sembra altro che la versione 2016 della EB, non mi sembra abbiano impostazioni così diverse.
Ritratto di Fr4ncesco
5 giugno 2016 - 15:51
Se dai fastidio al p esce più grosso questo userà tutti i suoi mezzi per farti fuori, tanto nell'industria quanto nella politica, nello sport ecc. È un mondo sporco e purtroppo, come detto, queste vicende infangano il lavoro onesto di persone oneste, in ambo i lati.
Ritratto di AlexTurbo90
6 giugno 2016 - 00:42
Ma tu ci credi a questa storia? Io la vedo un po' come una cosa messa su così gridando: "GOMBLODDO!", solo per giustificare la propria incapacità manageriale. Non ti viene il dubbio che allora anche Pagani avrebbe fatto la stessa fine, subendo le stesse (presunte) ingiustizie della Bugatti? Poi pure il fatto che abbia rivelato solo ORA tutti questi retroscena... e per di più su un canale svizzero? MAH! Resto con moltissimi dubbi sulla veridicità di queste accuse.
Ritratto di Fr4ncesco
6 giugno 2016 - 09:56
Certe dichiarazioni vanno prese con le pinzette e le campane si sentono a due, poi da quanto ne so anche in Bugatti c'erano conflitti di interesse vari. Inoltre c'è la Pagani, la Lamborghini stessa è nata dal nulla a pochi passi da Ferrari e Maserati, c'era la De Tomaso (fallita per motivi di successione). Quindi trattasi fino a prova contraria di supposizioni, sono dichiarazioni di Artioli (con tutta la buona fede) a senso unico. Tuttavia il mondo industriale è losco, ovunque quindi sarebbe ipocrita condannare l'una o l'altra azienda senza considerare il resto.
Pagine