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Tata, stop al progetto dell’auto sportiva?

7 agosto 2017

Questioni economiche avrebbero suggerito al costruttore indiano di rivedere il progetto della Tamo Racemo.

Tata, stop al progetto dell’auto sportiva?

UN TAGLIO ALLE SPESE - Leggera e maneggevole, la Tamo Racemo (si pronuncia Reis-mo) è stata scelta per mostrare le caratteristiche del neonato marchio Tamo, a cui l’indiana Tata stava lavorando per conquistare in Europa clienti più giovani di quelli che comprano di solito i suoi modelli. L’operazione avrebbe subito però un brusco stop, legato a considerazioni di natura economica: stando al magazine Autocar India, la Tata avrebbe rinunciato ad investire le somme previste nelle operazioni non essenziali in seguito ai brutti risultati dell’ultimo bilancio, che costringeranno l’azienda a studiare una politica di tagli e riduzione delle spese. Fra queste ci sarebbero anche i circa 33 milioni di euro da spendere per il nuovo marchio ed i costi legati alla partecipazione al Salone dell’automobile di Ginevra 2018 (6-18 marzo), appuntamento costoso al pari delle altre grandi esibizioni che le case costruttrici non ritengono più essenziale.

SCARSI GUADAGNI - La prima uscita in pubblico della Tamo Racemo (nelle foto) risale proprio all’edizione 2017 della rassegna svizzera, quando la Tata annunciò di voler diversificare gli investimenti e lanciare un nuovo marchio per i giovani, che avrebbe portato all’esordio tecnologie non disponibili sulle Tata (auto più essenziali e dal costo inferiore) su modelli accattivanti e dallo stile molto personale. Non a caso la Racemo è una coupé lunga appena 382 cm da guidare per divertirsi, complice la disposizione centrale del motore, la presenza di raffinate sospensioni a quadrilatero e la brillantezza promessa dal tre cilindri, che si avvale del turbo e sviluppa 190 CV nonostante la cilindrata di 1.2 litri. La Tata è il principale costruttore indiano di automobili e una vera potenza a livello industriale, con attività dalla produzione di acciaio alla chimica, ma il settore delle auto non dà i risultati sperati: solo la Jaguar Land Rover (acquisita nel 2008) è in attivo.

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Ritratto di FedericoBentyaga
8 agosto 2017 - 08:18
Quest'auto, fin dalla prima volta che l'ho vista, proprio qui su AV, mi ha entusiasmato: linea, prestazioni, tecnologia e prezzo ci sono (o ci dovrebbero essere). Peccato che Tata stia rivalutando l'idea perché, almeno secondo la mia opinione, dovrebbe produrla ed in Europa avrebbe un enorme successo tra chi sogna un'auto sportiva dai costi contenuti. Poi è ovvio che non avrebbe il prestigio o il fascino di una Lotus o un Alfa Romeo, però lo guadagnerebbe nel tempo...
Ritratto di Alfiere
8 agosto 2017 - 12:29
Si guadagna più con le sportive fake ed i vari pacchetti sport in europa che con quelle vere. Triste, ma è la realtà.