Fresca di aggiornamento, la Mazda 3 1.6 ha una linea disegnata dedicando molta cura all’aerodinamica. Rispetto al vecchio modello, il paraurti frontale è stato rivisto per consentire un migliore efficienza del radiatore di raffreddamento, mentre davanti alle ruote, sotto la scocca, ci sono deflettori che riducono la resistenza all’aria: il coefficiente di penetrazione (Cx) è di 0,30: un ottimo risultato per una due volumi. Rispetto al vecchio modello ha guadagnato anche in capacità di carico: il volume del baule è cresciuto di 75 litri.
La carrozzeria della Mazda 3 è abbastanza lunga per una “media” (446 cm) e l’abitabilità è notevole anche se l’ideale è viaggiare in quattro: dietro, chi sta al centro ha la seduta corta e male imbottita. Pur essendo un’auto da famiglia, il look è grintoso e non mancano notevoli qualità dinamiche: grazie all’assetto equilibrato e allo sterzo diretto è molto appagante guidare fra le curve, e la tenuta di strada è sempre sicura.
Il motore è un 1.6 a gasolio, sovralimentato per mezzo di una turbina a geometria variabile (un sistema che migliora la risposta ai bassi giri). Non è silenziosissimo, però eroga con fluidità i suoi 109 CV e, oltre a chiedere poco gasolio, non manca di brìo. Peccato che il cambio sia a cinque marce, quando molte rivali hanno anche la sesta: in questo caso avrebbe migliorato il comfort in autostrada.
L’allestimento Advanced della Mazda 3 è davvero completo, sia per quanto riguarda il comfort, sia per la sicurezza: di serie ci sono sei airbag e il controllo della stabilità, ma anche la radio con cd e accessori che di solito si pagano a parte, come il “clima” automatico bizona, il navigatore oppure l’automatismo dei fari e del tergicristallo. Per risparmiare un po’ ci si può orientare sulla Active che, però, non ha né i sensori di distanza posteriori né i cerchi in lega di 17 pollici.

























































