La Fiesta dell’ultima generazione piace molto per la linea originale e di impronta sportiva, definita dal frontale aggressivo con i fari “sfuggenti” e dalla grande presa d’aria trapezoidale, mentre l’andamento del tetto verso la coda e la forte inclinazione dei montanti anteriori la fanno sembrare quasi una coupé a cinque porte.
Molto positive le sensazioni alla guida: la precisione dello sterzo e le sospensioni tutt’altro che morbide fanno sì che fin dai primi chilometri se ne apprezzino la stabilità e la sicurezza sia nei percorsi tortuosi sia nei veloci curvoni autostradali. Peccato che il turbodiesel 1.4 da appena 68 CV sia un po’ moscio nella risposta all’acceleratore: ai semafori è pigro nello scatto e se si deve fare un lungo sorpasso è bene calcolare accuratamente lo spazio a disposizione.
La Titanium è la versione più completa, ma come avviene per tutte le Ford (chissà poi perché) la radio si deve pagare a parte, e pure a caro prezzo. Anche l’ESP e i sensori di distanza figurano tra gli optional. Chi vuole risparmiare qualcosa può optare per l’allestimento Plus, che in pratica è quello “base”, ma in questo i cerchi sono in acciaio e il “clima” è di tipo manuale.
Chi vive nelle grandi città o in località a rischio di limitazione del traffico in caso di forti livelli di inquinamento, farà bene a puntare sulla 1.6 TDCi con motore da 90 cavalli, che dispone di serie del filtro antismog. Col motore 1.4 da 68 CV, infatti, questo dispositivo non si può avere neppure a pagamento, e farlo montare dopo l’acquisto (riomologando la vettura) è complicato, costoso e decisamente sconsigliabile.


