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Auto aziendali: la "stangata" arriva dopo 5 anni. Ecco come cambiano le tasse in busta paga

Pubblicato 29 giugno 2026

Il nuovo decreto correttivo della Riforma fiscale riscrive le regole del fringe benefit.

Auto aziendali: la "stangata" arriva dopo 5 anni. Ecco come cambiano le tasse in busta paga

Novità importanti in arrivo per chi guida un'auto aziendale in uso promiscuo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera preliminare al cosiddetto "Decreto Omnibus", il quarto tassello correttivo della Riforma fiscale che punta a mettere ordine (e a fare cassa) sulla tassazione dei veicoli concessi ai dipendenti.

Le nuove disposizioni, salvo sorprese nell'iter parlamentare, diventeranno pienamente operative a partire dal periodo d'imposta 2026, con l'obiettivo dichiarato di semplificare le procedure e, contemporaneamente, spingere le aziende a rinnovare i parchi auto più vecchi e inquinanti.

L’ETÀ DELL’AUTO DIVENTA UN COSTO

La modifica più rilevante riguarda l’anzianità del mezzo. Se finora il calcolo del fringe benefit era legato principalmente alle emissioni e al costo chilometrico, con le nuove regole la data di prima immatricolazione peserà come un macigno sulla busta paga. Per tutte le auto che hanno superato i cinque anni di vita (precisamente dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione), il valore del benefit imponibile aumenterà del 50%.

Questa "maggiorazione per anzianità" non risparmia nessuno: si applicherà sia ai veicoli che rientrano nel nuovo regime basato sull'alimentazione, sia a quelli ancora sotto la disciplina transitoria. In termini pratici, un'auto a benzina o diesel con un costo chilometrico ACI che genera un valore convenzionale di 6.000 euro annui, oggi vede tassati 3.000 euro (il 50%); superato il quinto anno, la base imponibile salirà a 4.500 euro, con un aggravio diretto di IRPEF e contributi per il lavoratore.

ALIMENTAZIONE: IL NUOVO CRITERIO PER LE ALIQUOTE

Il decreto conferma l'addio definitivo al vecchio sistema basato esclusivamente sui grammi di CO2 per chilometro, sostituendolo con un criterio legato alla tipologia di motore introdotto dalla Legge di Bilancio 2025. La base del calcolo rimane la percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui secondo le Tabelle ACI, su cui si applicano tre percentuali fisse:

  • 10% per i veicoli puramente elettrici (BEV); 
  • 20% per le ibride plug-in (PHEV); 
  • 50% per tutti gli altri veicoli, inclusi benzina, diesel, GPL e metano. 


Questa semplificazione, se da un lato premia le "green", dall'altro penalizza molte auto termiche moderne che, pur avendo emissioni basse, si ritrovano nella fascia più alta della tassazione.

IL FORFAIT SUGLI OPTIONAL E IL DUBBIO WALLBOX

Occhio agli accessori: se l'azienda decide di arricchire l'auto con optional non inclusi nei listini standard delle Tabelle ACI, il valore del fringe benefit subirà un ulteriore incremento forfettario del 5%. Una mossa pensata per evitare calcoli analitici complessi, ma che di fatto aumenta il prelievo fiscale. Resta però un punto interrogativo per chi sceglie l'elettrico: non è ancora chiaro se l'installazione di una wallbox domestica fornita dall'azienda possa essere assorbita in questo 5% o se debba essere tassata separatamente.

RIASSEGNAZIONI E REGIME TRANSITORIO

Buone notizie sul fronte burocratico: la riassegnazione di un’auto già presente in flotta a un nuovo dipendente non farà scattare automaticamente penali o regimi più severi, mantenendo il trattamento collegato al veicolo (fatta salva, ovviamente, la maggiorazione dopo i 5 anni).

Per quanto riguarda i veicoli ordinati entro fine 2024 e assegnati entro il 2025, il decreto garantisce un passaggio morbido, evitando il ricorso al "valore normale" che avrebbe comportato costi molto più elevati.

Secondo il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, questo intervento serve a eliminare le incertezze interpretative che hanno confuso imprese e lavoratori negli ultimi anni. Quel che è certo è che, per chi guida una "vecchia" gloria aziendale, il 2026 rischia di essere un anno decisamente più caro.



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Ritratto di Alexspc79
29 giugno 2026 - 19:04
14
+1
Ritratto di zanzara73
29 giugno 2026 - 19:28
Cosa accade a chi è stata consegnata nel secondo semestre 2025 un'auto aziendale ordinata entro fine 2024 (e si è trovato suo malgrado una bella stangata fiscale)? E' previsto un rimborso per l'anno fiscale 2025 o la norma avrà effetto solo per quest'anno?
Ritratto di Rav
29 giugno 2026 - 21:00
4
Cambiare tutto per cambiare giusto qualcosa, credo sian ben pochi quelli a cui cambiano l'auto aziendale dopo oltre 5 anni.
Ritratto di giocchan
30 giugno 2026 - 01:21
In effetti ho sempre pensato che difficilmente quelle auto arrivino a più di 5 anni...
Ritratto di MS85
30 giugno 2026 - 09:57
Sicuramente sono pochi sul totale i casi nei quali le aziendali durano così a lungo, ma rimane una porcata dal punto di vista della sostenibilità. Per dire: col regime fiscale norvegese il prossimo anno mi calano le tasse perché l’auto è stata immatricolata 2 anni fa e dal terzo il valore nominale ai fini fiscali viene ridotto. C’è dunque un incentivo a non cambiare costantemente la macchina. Già ad esempio in Olanda la soglia è 10 anni, quindi le aziende sono incentivate a fare il ricambio del parco a massimo 2-3 anni tipicamente, tanto nessuno la terrebbe 10. Qui addirittura ti spingono a fare il cambio. Sia chiaro, vista lato costruttore è un gradito regalo. Dal punto di b vista dell’ambiente è una mezza bestemmia.
Ritratto di giocchan
30 giugno 2026 - 17:25
Le auto di 5 anni non le butta nessuno - si rivendono. Il senso è: le auto costano troppo, quindi ci deve essere un rifornimento costante di auto ex-aziendali nel mercato dell'usato (come succede ad esempio in Germania, dove è normale comprare auto usate aziendali di un anno o due). Il punto è che il mercato dell'usato deve avere un flusso continuo di automobili "fresche": altrimenti ti ritrovi in situazioni come il mercato italiano attuale, dove auto vecchissime, inquinanti e poco sicure, valgono cifre che solo fino a pochi anni fa sarebbero state folli. Ovviamente non sto parlando delle youngtimer, ma della classica Panda di 20 anni fa: fino a 5-10 anni fa, sarebbe stata rottamata o regalata (valendo sostanzialmente meno del passaggio di proprietà), oggi si vende "bene". Aumentando l'offerta dell'usato, automaticamente ne cala il prezzo, e le auto più vecchie vengono rottamate "spontaneamente" (e chi veramente ha solo 1k-2k per comprare un'auto usata, può comprare qualcosa di più decente che non casca a pezzi).
Ritratto di MXcinquista
1 luglio 2026 - 12:53
2
La doccia fredda dell'usato è arrivata con il covid a seguito della crisi dei chip, ho visto di persona aziende che prima consideravano l'usato e le permute in un fastidio e che sbolognavano ai commercianti, iniziare ad offrire servizi sull'usato "garantito" per venderle al prezzo più alto possibile perchè se volevi una panda nuova e configurata nel 2020 dovevi attendere 6 mesi almeno. Anche in italia fino ad una decina di anni fa era costume acquistare (o meglio importare) auto semestrali dalla germania, peccato che poi è arrivata la finanza che ha visto che le vetture venivano acquistate con iva esposta e solo 1 commerciante su 10 poi versava l'iva, hanno messo quindi leggi più restrittive e pure il carosello dell'import tedesco si è fermato
Ritratto di Kevin Alv
30 giugno 2026 - 14:26
in realtà esistono almeno 2 casistiche : estensione del contratto già esistente (spesso le condizioni per il 5º o 6º anno sono piu vantaggiose, tutto sommato continui ad utilizzare un mezzo di cui conosci la storia - e, se hai intenzione di lasciare l'azienda nel breve termine non rischi di sobbarcati il peso di un nuovo contratto) --- altro caso: la riassegnazione di un veicolo gia disponibile ma immatricolato 1 o 2 anni prima (talvolta si sceglie questa possibilità per non dover aspettare 7/8 mesi un veicolo nuovo - talvolta sì è proprio costretti per rientrare in un budget o non dover scegliere un veicolo nuovo ma con caratteristiche inferiori)
Ritratto di Illuca
29 giugno 2026 - 21:37
Incentivare le plug in é una ca@@ata pazzesca
Ritratto di giocchan
30 giugno 2026 - 01:23
È una roba che non è destinata a durare. Nel giro di qualche anno le PHEV saranno equiparate alle ICE (esattamente come già oggi, ai fini del fringe benefit, le HEV sono equiparate alle ICE).