La formula del noleggio è sempre più centrale nelle abitudini d’acquisto (e d’uso) degli italiani. Secondo i dati elaborati da Aniasa e Dataforce, una vettura su tre immatricolata in Italia tra gennaio e marzo appartiene a questo canale, con una quota di mercato che sfiora il 34%. Se il mercato automobilistico complessivo cresce dell’8,2%, il noleggio fa ancora meglio segnando un +12,3% per le sole autovetture.

Il vero protagonista di questo inizio d'anno è il noleggio a breve termine (NBT), che ha fatto registrare un’accelerazione formidabile del 58,3%, fino a quasi 59.500 nuove targhe. A spingere le immatricolazioni sono stati fattori eccezionali come il rinnovo delle flotte per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e le festività pasquali anticipate. In questo scenario, la classifica dei modelli più richiesti è stata letteralmente rivoluzionata rispetto all'anno scorso. La nuova regina è la Jeep Avenger, che ha visto un aumento vertiginoso delle immatricolazioni del 144%. Al secondo posto resiste l’intramontabile Fiat Pandina (+47,1%), seguita dalla Renault Captur che segna un +120,1%. Al quarto posto troviamo la novità Fiat Grande Panda, mentre a chiudere la top 5 è la Nissan Qashqai (+12,3%). È interessante notare come la sfida sia accesissima: tra il primo e il quinto modello in graduatoria ballano meno di 500 unità, dalle 3.100 unità della Avenger alle 2.631 della Qashqai.

Il noleggio a lungo termine (NLT), pur segnando un apparente -3,5% nelle vetture, rimane su livelli estremamente solidi: il segno meno è infatti dovuto esclusivamente al confronto con un primo trimestre 2025 che era stato eccezionale grazie a picchi di forniture alle società captive e al bando Consip. Nel 2026, il lungo termine ha comunque targato 105.000 vetture, un volume superiore a quello del 2024. Qui la regina assoluta si conferma la Fiat Pandina, con 6.000 unità. Tuttavia, la citycar italiana segna un -44%, spiegato da un “travaso” interno verso la sorella maggiore: la Fiat Grande Panda. Quest'ultima ha ottenuto un gradimento immediato nelle flotte aziendali, piazzandosi subito al secondo posto con circa 4.000 unità. Il resto della classifica è dominato da suv di medie dimensioni: la Volkswagen Tiguan conquista il terzo gradino del podio, seguita dalla BMW X1 e dalla Peugeot 3008, tutte sopra la soglia delle 3.000 unità.

Analizzando chi effettivamente guida queste auto, emerge che quasi 80 noleggi su 100 nel lungo termine rimangono appannaggio dei clienti aziendali, anche se la quota dei privati è salita leggermente al 21,7%. Ma cosa scelgono queste due categorie? I privati che scelgono il noleggio a lungo termine puntano sulla Cupra Leon, che guida la classifica di categoria davanti alla Volkswagen Tiguan e alla Toyota Yaris Cross, seguite dall’Audi A5 e dalla Ford Puma. Se invece guardiamo ai clienti aziendali, la preferita in assoluto è la Volkswagen Tiguan, che precede la BMW X1, la Toyota C-HR, la classica Volkswagen Golf e la Peugeot 3008.

Sotto i cofani delle auto a noleggio, la rivoluzione è ancora più marcata. Il diesel sta scomparendo rapidamente: nel lungo termine è sceso al 22,6%, mentre nel breve termine è crollato ad appena il 10,4%. A prendere il posto delle auto a gasolio sono soprattutto le ibride plug-in, che nel lungo termine sono esplose con un +124,8%, arrivando a una quota record del 17,7%. Questa scelta è dettata spesso da vantaggi fiscali per i dipendenti che hanno l’auto aziendale (fringe benefit). Le auto elettriche pure (BEV), invece, faticano ancora a convincere: la loro quota nel lungo termine è scesa al 5,5%, mentre nel breve termine è ferma a un marginale 1,2%.
Infine, bisogna fare attenzione alla “minaccia” che arriva da Oriente. I brand cinesi stanno conquistando quote di mercato pesantissime: in soli tre mesi hanno raggiunto il 12,4% del totale nazionale, raddoppiando rispetto all’anno scorso. Nel noleggio a lungo termine le immatricolazioni di auto cinesi sono addirittura triplicate (oltre 7.000 unità), segno che sono entrate ufficialmente nelle “car policy” delle aziende italiane. Se nel lungo termine conquistano terreno, nel breve le auto cinesi sono invece già una realtà consolidata, con una quota che sfiora il 18%.































