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Flotte aziendali: cresce l’elettrico ma tanti preferiscono l’ibrido

Pubblicato 04 giugno 2021

Si registra un incremento del numero di aziende che scelgono l’elettrico per le loro flotte, ma c’è chi continua a essere riluttante.

Flotte aziendali: cresce l’elettrico ma tanti preferiscono l’ibrido

LA RICERCA - Il numero di auto elettriche in circolazione è in aumento, ma sono ancora diverse le aziende che si stanno dimostrando titubanti sulle potenzialità di questo tipo di veicoli quando devono scegliere le vetture che compongono le loro flotte. Questo è quanto emerge dal sondaggio “La carica dei 102”, promosso dall’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand (composto da fleet e mobility manager di grandi aziende) e dalla rivista Fleet Magazine. Per cercare di rendere il risultato il più possibile trasparente e corrispondente alla realtà si è deciso di prendere in considerazione 102 aziende di ogni dimensione (grandi, medie, PMI) e di diversi settori merceologici (farmaceutica, tour operator, banche, logistica, compagnie aeree, assicurazioni, consulenza). Queste imprese hanno a loro disposizione un parco auto pari a 118.439 vetture, di cui 106.654 a noleggio e 3.612 unità elettriche (2.480 delle quali assegnate, il resto in pool).

I TIMORI - Uno dei motivi principali che solitamente rende i potenziali acquirenti titubanti all’idea di acquistare un modello elettrico è dato dal timore di poter restare a secco durante il viaggio. Si dovrebbe quindi analizzare il proprio modo di agire per sciogliere eventuali dubbi. In linea di massima la maggior parte delle auto che compongono una flotta aziendale non percorre più di 100 chilometri, quindi non correrebbero certamente questo rischio. Non solo, i modelli più recenti hanno compiuto progressi importanti proprio nella loro autonomia proprio per cercare di soddisfare le esigenze anche dei più esigenti. 

PERCHÉ SCEGLIERE L’ELETTRICO? - La ricerca ha analizzato le motivazioni che hanno spinto a puntare sui veicoli elettrici quando si tratta di rinnovare la flotta aziendale. Più della metà degli intervistati che ha già scelto questa strada per motivi di responsabilità di impresa, mentre il 44% ha deciso di dare un contributo tangibile all’ambiente con un mezzo che garantisca emissioni ridotte. Il 37%, invece, lo ha fatto pensando di potersi muovere anche quando in città vengono introdotti blocchi alla circolazione. La stragrande maggioranza continua però a essere titubante e non intenzionata a passare all’elettrico. Le ragioni sono innanzitutto tre: si teme di avere difficoltà quando si deve programmare un viaggio, i pochi punti di ricarica presenti sul territorio e i tempi di rifornimento considerati eccessivi.

L’IBRIDO PIACE SEMPRE DI PIÙ - L’indagine mette in evidenza una crescita del numero di veicoli ibridi nelle flotte. Le scelte si concentrano sui tre diversi modelli (Full, Mild e Plug-in), ma con una leggera preferenza per il Plug In. Gli intervistati hanno indicato i motivi che li hanno spinti a preferire l’ibrido: il 60% ha motivato la sua scelta con l’abbassamento delle emissioni medie di CO2, seguito da responsabilità sociale di impresa, risparmi negli spostamenti, tipologie di percorsi e chilometraggi effettuati dai driver, consumi ridotti e tassazione agevolata del fringe benefit. 





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Ritratto di lucios
5 giugno 2021 - 07:27
4
Già se si è proprietari e utilizzatori bisogna vedere la propensione all'uso di queste auto, che per ora sono ancora acerbe per i più. Figuriamoci per chi la deve comprare e dare in uso agli altri.
Ritratto di otttoz
7 giugno 2021 - 19:19
bene....adesso si tassi pesantemente l'ibrido che inquina lo stesso!
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