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Rifornimenti con fattura elettronica? Qualche dubbio c’è

16 marzo 2018

Il provvedimento che, da luglio 2018, impone a professionisti e aziende l'utilizzo della moneta elettronica per pagare i carburanti potrebbe provocare difficoltà agli interessati.

Rifornimenti con fattura elettronica? Qualche dubbio c’è

CHIARIMENTI URGENTI - Per come sono state scritte, le nuove norme che dal primo luglio imporranno a professionisti e aziende il pagamento di carburanti e oli combustibili con moneta elettronica (leggi qui) potrebbero generare confusione. Le modifiche all'articolo 164 del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (Tuir), che eliminano tra l'altro l'uso della carta carburante e relativi timbri, sono state messe a punto per arginare il pericolo di truffe ai danni dell'Erario. Servirebbero, però, al più presto delucidazioni, per permettere agli interessati di adeguarsi al meglio alle indicazioni, a partire da che cosa si intenda come metodo di pagamento alternativo alla moneta elettronica, accettabile ai fini fiscali. Altre indicazioni servirebbero per permettere alle aziende di approntare per tempo una gestione puntuale di tutta la documentazione e dei relativi cicli interni di gestione.

RISCHIO-CAOS - Nei giorni scorsi ulteriori dubbi sull'applicabilità delle nuove norme sono stati avanzati dal quotidiano economico di Confindustria, il Sole 24 Ore. In un articolo dal titolo "Pagamenti tracciabili per i costi dell'auto", viene evidenziato un rischio-caos: "Le modifiche varate nel campo delle imposte dirette e indirette non sono sovrapponibili, per cui ne esce un quadro caotico. (...) Occorre intervenire con urgenza per ripristinare un po' di ordine, visti i limiti all'attività interpretativa dell'Agenzia delle Entrate". Nell'articolo sono state, per esempio, indicate come criticità la mancata previsione dell'obbligo per gli autocarri e l'assenza di vincoli di tracciabilità per altre spese relative ai mezzi gommati. Per quello che riguarda la detraibilità dell'Iva, invece, il Sole sottolinea come risultino di fatto "interessati agli obblighi di pagamenti tracciabili, oltre ai carburanti, anche tutti gli altri costi disciplinati dalla stessa disposizione quali, ad esempio, la custodia, la manutenzione, la riparazione, il noleggio, il leasing e quelli di utilizzo (ad esempio il pedaggio)". Insomma, la disparità di contenuti nelle norme introdotte potrebbe creare ai contribuenti difficoltà a livello interpretativo e operativo, che sarebbe opportuno chiarire prima della loro entrata in vigore.

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Ritratto di fastidio
16 marzo 2018 - 13:13
3
Il mio dubbio è, la fattura te la devono fare al momento dato che non si consegna più la scheda carburante? se si prevedo luuunghe code..
Ritratto di otttoz
16 marzo 2018 - 14:14
anni addietro mi stupii di poter pagare con carta di credito l'esigua somma occorrente per il biglietto di un bus urbano in svezia sullo stesso bus e tutto automaticamente e funzionante. I vantaggi sono di non non dover badare agli spicci,risolvere ogni problema dovuto alla diversa valuta e, soprattutto, nessun problema di rapinatori che ambiscono al contante! in italia invece o il pos non funziona o ti fanno pagare le commissioni se la usi!
Ritratto di str
16 marzo 2018 - 15:18
In Italia ogni volta che paghi, lasci l'obolo alla banca. Questo va bene se il pagamento è gratis, oppure se lo gestisce una banca dello Stato, ma continuare a ingrassare le Banche è vergognoso. In Austria, comunque Ti dicono: sono io che debbo decidere come pagare e non devono obbligarmi a lasciare soldi alla banche. Sta a vedere che l'Austria è un covo di ....
Ritratto di Leonal1980
16 marzo 2018 - 21:05
3
Io con la Cc con nfc pago anche il caffè ormai se la vedo sul banco.
Ritratto di Paolo-Brugherio
19 marzo 2018 - 14:50
6
Scusa Leonal1980, puoi tradurre in italiano il significato di "Cc" e "nfc"? Cerchiamo di evitare l'utilizzo di una stenografia personale... in fin dei conti scrivere i vocaboli correttamente, che siano comprensibili da tutti, non è un ostacolo insormontabile! E' anche una questione di rispetto nei confronti di chi legge.
Ritratto di str
16 marzo 2018 - 15:15
E se faccio Diesel alla sera di ritorno dal lavoro, con distributori chiusi, come faccio a detrarre la spesa? Per le piccole detrazioni, es. 100 euro di spesa, nel mio regime fiscale lo Stato me ne lascia detrarre 20, e mi sembra ci sia il rischio che le spese per detrarre siano superiori alla detrazione!!
Ritratto di Agl75
16 marzo 2018 - 20:38
Un accordo con Eni, Esso o chi altri, è possibile per PI come per aziende. Con questo sistema le spese per carburante sono facilmente tracciabili. Il cuore dell’articolo verte sulle altre spese associate all’auto aziendale.
Ritratto di fastidio
19 marzo 2018 - 13:20
3
e come fai ora? ti lasciano il timbro a distributore chiuso?
Ritratto di mvtiguan
19 marzo 2018 - 23:55
Se lei è un soggetto con P.Iva, può pagare con bancomat, carta di credito, sullo scontrino sono riporfati gli estremi del distributore. Oppure la carta di credito,debito o prepagata, devono essere intestate alla azienda, o una carta carburanti, in questo ultimoo caso è vincolato al marchio di carburante
Ritratto di str
21 marzo 2018 - 09:53
La carta di credito non è fattura.
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