Allergie alla guida: avversari invisibili

11 aprile 2018
Sicurezza
Con la bella stagione, l’aria si riempie di pollini: chi è allergico reagisce con rinite, starnuti, tosse, congiuntivite. E nella guida le cose si complicano.

UN FENOMENO IN CRESCITA - Immaginate di soffrire di “raffreddore da fieno” e di essere al volante della vostra auto: state per effettuare un sorpasso, quando una raffica di starnuti vi costringe a chiudere gli occhi. Solo per qualche istante, sia chiaro: ma basta per compromettere la sicurezza. La colpa è dei pollini prodotti da alcune piante (graminacee, oleacee, urticacee e composite) e trasportati dal vento. Granuli “invisibili” e generalmente innocui, tranne che per chi ne è allergico: in tal caso, queste sostanze scatenano una reazione eccessiva. Starnuti, prurito delle narici, rinite (naso che cola), tosse, asma, congiuntivite. Abbastanza per distrarsi dalla guida, magari solo per cercare (e usare) un fazzoletto di carta. Questi problemi sono sempre più diffusi, anche per via dello smog che irrita le mucose: secondo Assosalute (l’associazione dei produttori di farmaci da automedicazione), soffre di allergia primaverile ben il 20% degli italiani, contro il 17% di tre anni fa.

CON I FARMACI, CAUTELA - Si chiama prick test il mezzo più efficace per sapere che cosa vi fa male. L’allergologo applica piccole quantità di sostanze su leggeri graffi superficiali praticati sull’avambraccio: così i liquidi entrano in circolo nell’organismo. Dopo una mezz’ora, in base alle reazioni cutanee il medico formula la diagnosi, cui segue la cura. Basata su antistaminici, vasocostrittori o corticosteroidi, che possono provocare sonnolenza: leggete i foglietti illustrativi delle medicine, e consultate un medico se dovete guidare.

CINQUE SOLUZIONI PER RIDURRE I FASTIDI

1) Anche il “clima” può essere d’aiuto
Alzate una barriera efficace contro i pollini, le polveri sottili e i microrganismi, mantenendo efficienti i filtri del climatizzatore. Non esitate a sostituirli a ogni tagliando, oppure se avvertite odori sgradevoli o una riduzione del flusso d’aria.

2) Pulizie di primavera
Passate l’abitacolo con l’aspirapolvere e le superfici interne con uno straccio umido (non riutilizzatelo senza lavarlo, perché si trasforma in un ricettacolo di allergeni e inquinanti): un’operazione da ripetere ogni due settimane circa.

3) Attenzione ai quattrozampe
Se trasportate un cane o un gatto, l’abitacolo raccoglie le squame rilasciate dalla pelle dell’animale, ma anche particelle di saliva e di forfora e acari (artropodi microscopici che “sguazzano” nel pelo). Pulite i sedili dell’auto frequentemente.

4) Rasaerba in azione? alla larga
Se avete organizzato una scampagnata, una volta a destinazione accertatevi che nei paraggi non stiano tagliando l’erba: gli allergeni liberati da questa operazione irritano le vie aeree, con rinite e starnuti che si fanno sentire subito.

5) E a destinazione... acqua e sapone
I pollini si annidano nei capelli, sulle palpebre, nelle ciglia e nelle sopracciglia, oltre che, in generale, sulla pelle: se avete viaggiato in macchina, dopo essere giunti a destinazione una doccia (con shampoo) vi libererà da ogni nemico.

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Ritratto di AMG
11 aprile 2018 - 16:36
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