La Ford Puma ha forme grintose mentre la Jeep Renegade è massiccia e ispirata alle 4x4 “dure e pure”. Ma, se lo stile è ben diverso, entrambe queste piccole crossover di marchi americani e prodotte in Europa (la Ford in Romania, la Jeep in Basilicata) sono pratiche e spaziose: la prima ha un baule più ampio, la seconda è più accogliente per i passeggeri. Piacciono molto di seconda mano; con un usato “fresco” (qui consideriamo auto del 2022) e in ottimo stato si risparmia comunque tanto rispetto al corrispondente modello nuovo.
Entrambe sono disponibili a benzina (anche mild hybrid); solo la Jeep, però, c’è anche a trazione integrale (oltre che anteriore) e ha varianti diesel e ibride plug-in. La Renegade mantiene quotazioni un po’ più alte visto che le auto oggi in vendita sono in pratica come quelle di tre anni fa, mentre la Puma è stata aggiornata da poco nello stile (mascherina rivista e nuova plancia) e si può avere anche elettrica; la prova del nuovo modello è a pagina 78. Le versioni di cui parliamo, diffuse e facili da trovare, sono ibride “leggere” spinte da motori turbo poco assetati di benzina: un 1.0 a tre cilindri abbinato al cambio manuale per la Ford e un 1.5 a quattro pistoni e con trasmissione robotizzata a doppia frizione a sette marce per la rivale. Il cambio automatico si poteva avere, pagando un extra, pure nella Puma.

Si guida molto bene: ha uno sterzo pronto e sospensioni abbastanza efficaci nel filtrare le asperità, pur limitando il rollio in curva. È più scattante della Renegade: nel test del n. 3.2020, lo “0-100” aveva richiesto 9,7 secondi contro i 10,2 della Jeep. Simili invece i consumi: 15,3 km/l rilevati in media. Il tre cilindri, però, non è silenzioso e ad alta velocità è evidente il rumore di rotolamento delle gomme. Come la Renegade, ha i cerchi in lega di 17”, i fendinebbia e i sensori di parcheggio posteriori; aggiunge i retrovisori ripiegabili elettricamente, che erano optional nella rivale.
| FORD PUMA 1.0 EcoB. Hybrid ST-Line | |
| Nel 2022 costava € | 27.350 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/999/3 |
| Potenza kW (CV)/giri | 92 (115)/n.d. |
| Cambio | 6 marce + retro |
| Velocità max km/h | 191 |
| 0-100 km/h secondi | 9,8 |
| Consumo medio km/l | 18,5 |
| Lungh./largh./alt. cm | 419/181/155 |
| Capacità di carico litri | 456/1216 |

Gli oltre 200 kg in più di peso rispetto alla Puma e la scarsa aerodinamica (causa di fruscii già intorno ai 100 km/h) non incidono sui consumi: 15,2 km/l rilevati in media nella prova del n. 10.2022 (merito anche del motore elettrico, che può muovere da solo la vettura fino a 30 km/h). Il cambio robotizzato non è sempre puntuale nella risposta. Nonostante uno sterzo meno diretto e le sospensioni morbide, tra le curve è stabile e maneggevole. L’allestimento Limited (l’unico all’epoca disponibile in abbinamento alla mild hybrid) ha il “clima” automatico bizona (non presente nella Ford) e la retrocamera, che nella Puma andava pagata a parte.
| JEEP RENEGADE 1.5 T4 Limited DDCT | |
| Nel 2022 costava € | 33.100 |
| Carburante/cm3 /n. cilindri | benzina/1469/4 |
| Potenza kW (CV)/giri | 96 (131)/5500 |
| Cambio | Robotizz. doppia friz. 7 marce + retro |
| Velocità max km/h | 191 |
| 0-100 km/h secondi | 9,7 |
| Consumo medio km/l | 17,5 |
| Lungh./largh./alt. cm | 424/181/167 |
| Capacità di carico litri | 351/1297 |

Non è esente da guai. Le trasudazioni di lubrificante dalla guarnizione della testa dipendono dal filtro dell’olio montato male in fabbrica o in officina in occasione dei tagliandi. Se, invece, si sentono degli “scatti” quando si gira lo sterzo a vettura ferma, potrebbe esserci un bullone allentato. Se il problema continua a verificarsi anche dopo averlo fatto serrare, bisogna sostituire tutto il piantone. Se, negli esemplari dotati di cambio automatico, compare la scritta “Trasmissione in surriscaldamento” nel cruscotto, di solito basta accostare lasciando il motore acceso, per far raffreddare il cambio. Proseguendo la marcia, il rischio è che il messaggio cambi in “Trasmissione surriscaldata” e si avverta odore di bruciato all’interno dell’abitacolo. Diversi i problemi all’impianto multimediale: spegnimenti frequenti e improvvisi dello schermo “touch” e difficoltà di connettività con gli smartphone. Basta un aggiornamento del software per sistemare queste noie e i malfunzionamenti del sistema di chiamata di emergenza.

Prima di acquistarne una, controllate con l’aiuto di un esperto lo stato di salute della meccanica e, in modo particolare, del sottoscocca e degli ammortizzatori: stiamo parlando di un’auto che, probabilmente, è stata usata anche in fuori strada. Diversi i problemi segnalati: il cambio robotizzato, per esempio, a volte seleziona la “folle” durante la marcia; la soluzione prevede l’aggiornamento del software e la sostituzione di alcuni cablaggi. Nelle diesel con cambio manuale, invece, la frizione tende a slittare e a vibrare. Per togliere i cigolii provenienti dai sedili anteriori basta regolarli leggermente più in alto, mentre i fischi provenienti dai freni nelle fasi di arresto si possono eliminare sostituendo le pastiglie con un modello diverso. Tra le altre noie, segnaliamo la rottura delle guarnizioni delle cornici dei finestrini anteriori (nella zona più vicina al parabrezza) dovuta all’eccessiva pressione del vetro quando si richiude.

È curata (plancia e pannelli porta sono morbidi) ma alcuni tasti (come quelli per disattivare i sensori di parcheggio), sono troppo in basso. Due gli schermi: il cruscotto digitale di 12,3”, ben leggibile, e il display “touch” di 8” per il sistema multimediale; quest’ultimo è poco reattivo, ma ci sono il navigatore (era optional nella Renegade), Apple CarPlay, Android Auto e pure la piastra di ricarica wireless per gli smartphone, non presente nella rivale. Anche dietro si sta comodi, ma solo in due (il divano è un po’ stretto) e niente maniglie di appiglio nel soffitto. Il bagagliaio, più ampio di quello della Renegade, ha un profondo pozzetto in plastica lavabile sotto il piano di carico (togliendo quest’ultimo, si caricano anche oggetti alti). La cappelliera si alza col portellone; lontana da terra la soglia.

È ben fatta, come la Puma, ma meno moderna: il cruscotto ha solo un monitor di 7” tra il contagiri e il tachimetro a lancetta e l’infotainment (con display a sfioramento di 8,4” posto troppo in basso) non è il massimo della reattività. L’auto si riscatta con un abitacolo più grande e arioso: davanti è accogliente e il guidatore può contare sulla regolazione lombare elettrica del sedile, mentre dietro c’è abbastanza agio per tre, con accesso facile e molto spazio per la testa. Tanti i portaoggetti (ma le tasche nelle porte sono un po’ piccole) e i passeggeri posteriori dispongono anche di una presa Usb. Il divano può essere reclinabile in tre parti (era un optional piuttosto costoso) e anche lo schienale del sedile destro si ripiega in avanti, consentendo di trasportare oggetti molto lunghi; agevoli i carichi.

Al lancio, nel 2019, le versioni sono tre e tutte spinte da un 1.0 turbo a benzina con tre cilindri: una da 125 CV e due mild hybrid, sempre con 125 o con 155 CV. Nel 2020 debuttano, tra gli altri, due 1.5: un grintoso tricilindrico da 200 CV e un diesel da 120 CV. L’anno seguente il 1.0 “non ibrido” scompare dal listino, seguito dall’unità a gasolio, mentre nel 2023 esordisce una 1.0 mild hybrid da 159 CV. L’anno dopo è la volta di un restyling che porta a modifiche estetiche esterne e interne e, dal 2025, a una variante elettrica da 169 CV.

Nasce nel 2014 con motori turbo a benzina o diesel e con potenza fra 120 e 170 CV. L’anno dopo arriva un 1.6 a “verde” da 110 CV e nel 2017 debutta anche la 1.4 turbo bifuel a Gpl, che sparisce dopo pochi mesi. Col lifting del 2018, la gamma torna tutta turbo e debutta, tra gli altri, un 1.0 a tre cilindri a benzina da 120 CV. Le 1.3 ibride plug-in 4x4 automatiche esordiscono nel 2020, mentre quattro anni più tardi, in concomitanza con l’addio del 1.6 a gasolio e l’arrivo di una mild hybrid a benzina con un 1.5, la gamma diventa interamente ibrida.

Nel 2019 ha meritato cinque stelle nei test dell’Euro NCAP, ma nel 2022 ne ha persa una per via dei criteri più severi relativi alla protezione degli adulti a bordo: ha ottenuto il massimo dei voti negli scontri laterali, ma ha mostrato qualche criticità per quanto riguarda il torace del guidatore nell’urto frontale pieno. Tre anni fa aveva, come la Renegade, sette airbag, la frenata automatica e il riconoscimento dei segnali stradali, ma poteva vantare in più l’avviso anti-colpo di sonno e il mantenimento in corsia. L’utile cruise control adattativo, però, andava sempre pagato a parte.

È stata valutata per la prima volta ben undici anni fa conquistando cinque stelle, ma nel 2019, con prove decisamente più severe, ne ha portate a casa solo tre. I motivi? La frenata automatica non di serie per tutte (ancora nel 2022, nella “base” Longitude non era nemmeno optional) e i punteggi mediocri ottenuti nella protezione del torace: del passeggero posteriore nell’urto frontale e di quello del pilota nel test laterale contro un palo. Tre anni fa la Limited aveva il cruise control adattativo (optional in tutte le Puma) ma l’avviso anti-colpo di sonno non era disponibile nemmeno pagando un extra.

Le più accessibili ST-Line e Titanium (quest’ultima con sospensioni più morbide ma priva dei retrovisori ripiegabili elettricamente e con il “clima” manuale anziché automatico) sono le più diffuse. Facili da trovare anche le ST-Line X, con cerchi più grandi (18”) rispetto a quelli delle ST- ine. Le mild hybrid sono richiestissime (in modo particolare quella da 125 CV) ma anche la sportiva ST, mossa da un 1.5 turbo a tre cilindri a benzina da 200 CV, è meno rara di quanto si potrebbe pensare.

La 1.0 turbo a tre cilindri a benzina da 120 CV è la più facile da trovare, seguita dalla 1.6 turbodiesel da 131 CV. Anche le ibride piacciono, con la mild più diffusa di quelle “alla spina”. Quattro gli allestimenti, con il ricco Limited che recita la parte del leone. Anche la “base” Longitude (priva del cruise control adattativo, dei fendinebbia, della frenata automatica e del sedile del guidatore con supporto lombare elettrico) si trova con relativa facilità. Rare le Trailhawk e le Business Plus.
Tra queste crossover piccole e spaziose (ma non così affidabili) prevale di poco la Ford Puma: frutto di un progetto più recente, è più sicura e più agile tra le curve, oltre a vantare quotazioni più basse. La Renegade, prodotta in Italia, è più comoda, è disponibile anche a trazione integrale e consente una maggiore scelta di versioni. Il nostro giudizio è formulato tenendo conto della categoria e del prezzo della vettura e prendendo in considerazione tutti i motori della gamma, fin dal debutto.









