Gomme invernali: la guida alla scelta

16 novembre 2015
Sicurezza
Nella stagione fredda, il fondo stradale è più scivoloso anche quando non nevica: vi aiutiamo a scegliere le gomme ad hoc.
DI COSA SONO FATTE - Con le basse temperature tipiche dei mesi autunnali ed invernali, l’aderenza dei pneumatici “estivi” cala, anche sull’asfalto asciutto. Per comprenderlo, basta una prova con una normale gomma per cancellare: fatela strisciare su una superficie e ripetete l’operazione dopo averla tenuta in frigorifero per un paio d’ore. Farà sicuramente meno presa. I pneumatici invernali (le cosiddette "gomme termiche”), utilizzano speciali materiali che le mantengono morbide e garantiscono un grip adeguato anche col freddo: le differenze, rispetto ai pneumatici estivi, s’iniziano a sentire sotto i 7 °C circa (per contro, col caldo si usurano di più). Inoltre, i numerosi canali e intagli migliorano l’aderenza su neve e bagnato. Ecco perché è bene utilizzare gomme specifiche per l’inverno e toglierle in primavera.
 
CHE COSA DICE LA LEGGE?
 
Nel codice della strada e nelle tante ordinanze (l’elenco aggiornato è sul sito www.pneumaticisottocontrollo.it) emesse da enti locali e gestori delle strade, le gomme invernali sono equiparate alle catene da neve: nei tratti in cui i cartelli lo indicano, bisogna montarle (le catene vanno tenute a bordo e usate in caso di neve). Non è soggetto all’obbligo chi circola soltanto in città, a meno che risieda in Valle d’Aosta o in comuni (come Varese) che abbiano emanato ordinanze in merito. Le disposizioni locali devono coprire un periodo minimo che va dal 15 novembre al 15 aprile. In teoria, basterebbe montare due sole gomme invernali, sulle ruote motrici: il ministero si limita a raccomandare di utilizzarne quattro. Tuttavia, il “poker” è meglio: per motivi di sicurezza, e per avere il veicolo nella massima efficienza (come prescritto dall’articolo 79 del codice).
 
PREZIOSI IN TUTTE LE CONDIZIONI
 
 
I pneumatici invernali non si limitano a trarci d’impaccio sulla neve (i modelli da noi testati in passato si sono rivelati più efficaci delle catene, che, tra l’altro, si possono usare soltanto fino a 50 km/h). I materiali che li compongono e il disegno del battistrada, infatti, ci vengono in aiuto anche contro tutte le altre “trappole” che l’inverno può riservare: strade ghiacciate, asfalto bagnato e pure asciutto, quando le temperature scendono parecchio. Ovviamente, non tutti i prodotti garantiscono le stesse prestazioni. E, infatti, i prezzi variano parecchio da un modello all’altro. Perciò conviene farsi consigliare dal gommista.
 
SULLA NEVE “GIOCANO” DI SPIGOLO
 
Sulla neve, entrano in gioco gli intagli (che si “aggrappano” alla coltre bianca) e le lamelle: imprigionano i fiocchi che (come nelle palle di neve) si uniscono a quelli sul terreno. Sempre più diffuse le lamelle 3D: si deformano meno in curva e in frenata.
 
COL GHIACCIO È L’ACQUA CHE “TRADISCE”
 
Le gomme invernali aiutano anche sul ghiaccio: riducono lo scivolamento dovuto alla pellicola d’acqua sulla lastra. I tasselli di quelli “termici” (porosi e fitti di lamelle) rompono lo strato liquido: a diretto contatto col ghiaccio, la gomma scivola meno (per una semplice prova, passate un dito all’interno di un freezer).
 
SUL BAGNATO LA DIFFERENZA È NEI CANALI
 
Quando piove, il maggior numero di tasselli dei pneumatici invernali smaltisce meglio l’acqua. La forma dei canali è studiata nei dettagli: per esempio, nei Bridgestone Blizzak LM001 (nel disegno qui accanto) i tasselli smussati evitano la formazione di vortici che rallenterebbero il drenaggio dell’acqua.
 
ASCIUTTO: SE SONO MORBIDI “TENGONO” DI PIÙ
 
 
Sono utili anche quando non piove o nevica, ma fa freddo: a differenza di quelli estivi, le gomme invernali utilizzano un materiale che rimane abbastanza morbido al calare della temperatura. Così, aderiscono meglio all’asfalto.
 
COME SCEGLIERE LE INVERNALI
 
Per orizzontarsi nella scelta, conviene chiedere consiglio al gommista di fiducia: valutando lo stile di guida del cliente, il tipo di vettura e la spesa prevista per l’acquisto, saprà individuare il prodotto “giusto”. Chi, invece, vuole fare da sé, magari acquistando le gomme invernali su internet (la rete consente notevoli risparmi), dovrà avere le idee chiare per evitare errori costosi. Fondamentale è non sbagliare la misura, l’indice di carico e il codice di velocità: si rischia una multa e il ritiro della carta di circolazione. Ma occorre anche comprare una gomma che, poi, non deluda in fatto di prestazioni e consumi. In tal senso, un piccolo aiuto può darlo l’etichetta imposta dall’Unione europea.
 
INDIVIDUARE LA MISURA
 
 
Le misure dei pneumatici invernali devono corrispondere a quelle elencate nella carta di circolazione, pena una multa da 419 a 1.682 euro, in base all’articolo 78 del codice della strada. Non si può sgarrare su larghezza, altezza e diametro del cerchio: corrispondono, rispettivamente, ai numeri indicati nell’esempio a sinistra (205/55 R 16). Per quanto riguarda l’indice di carico (indica il peso massimo sopportabile da ogni ruota), si può passare a valori superiori. Lo stesso vale per il codice di velocità, nel quale l’ultima lettera in coda alla misura esprime la velocità massima di omologazione della gomme (per esempio, “H” sta per 210 km/h). Tuttavia, solo per le invernali e soltanto nel periodo dal 15 ottobre al 15 maggio, è concesso scendere con quest’ultimo valore fino al codice “Q” (deroga ammessa in base alla circolare ministeriale 104 del 1995). In questo caso, però, un adesivo (da applicare alla plancia) ricorda il limite di velocità delle gomme che si stanno utilizzando.
 
IL FIOCCO DI NEVE
 
 
Le gomme invernali devono avere il simbolo M+S (mentre quello con il fiocco di neve e le tre montagne non è obbligatorio). Spesso, il libretto permette ulteriori misure per questo tipo di coperture.
 
L’ETICHETTA EUROPEA CI PUÒ AIUTARE
 
Due anni fa, l’Unione europea ha reso obbligatoria, per tutti i nuovi pneumatici venduti come ricambio, un’etichetta da apporre sul prodotto (o un’indicazione nei listini) che certifichi tre parametri importanti per la sua scelta: resistenza al rotolamento (decisiva per i consumi di carburante), frenata sul bagnato e rumorosità (avvertibile all’esterno) prodotta dalla ruota di un’auto che viaggia a 80 km/h. Attenzione: questi dati sono frutto di un’autocertificazione del costruttore; inoltre, non vengono considerate voci significative quali la durata del battistrada, la resistenza all’aquaplaning, la tenuta di strada in curva e sul bagnato. Nel caso delle gomme invernali, poi, manca ogni riferimento alle capacità di trazione e frenata sulla neve. Ma sarebbe difficile inserire tutti i parametri che definiscono un pneumatico: nelle fasi di sviluppo, i costruttori ne analizzano fino a 50.
 
CONSUMI: PER LE TERMICHE, NÉ “A” NÉ “B”
 
La resistenza al rotolamento è collegata al consumo di carburante: le valutazioni vanno da “A” (il massimo dell’efficienza) a “G”. L’elevato numero di intagli e le mescole morbide impediscono ai pneumatici invernali di andare oltre la valutazione “C”.
 
RUMORE PIÙ DECIBEL, MENO COMFORT
 
 
La rumorosità viene rilevata all’esterno (quella nell’abitacolo dipende dalla vettura), a 80 km/h, con l’auto in folle a motore spento. I valori sono espressi in decibel: buoni quelli sotto i 70.
 
FRENATA SE HANNO LA “B” SONO GIÀ BUONE
 
 
Anche nella frenata sul bagnato da 80 km/h le valutazioni vanno da “A” (per le gomme migliori) a “G”: tra i due estremi la differenza è di 18 metri. Sono già molto valide le gomme invernali che meritano la “B”.
 
ANCHE COL FREDDO CONTROLLATE LA PRESSIONE
 
 
Per le gomme invernali, la pressione corretta di utilizzo non varia rispetto alle “estive”: il valore giusto è quello prescritto dalla casa automobilistica (lo si trova in genere in un’etichetta, all’interno della porta del guidatore o nello sportello del carburante). Attenzione anche alle eventuali differenze raccomandate per i viaggi a pieno carico. Si può controllarla dai gommisti (di solito lo fanno gratis) o nelle stazioni di servizio: in questo caso, usate erogatori con manometri “a colonna” (anziché integrati nella “pistola”), che non sono soggetti a colpi che li possono “starare”. Altra possibilità, i kit gonfia e ripara, di serie in diverse vetture.
 
TEMONO PARTICOLARMENTE L’USURA
 
 
Per legge, lo spessore minimo del battistrada dei pneumatici, estivi o invernali che siano, è di 1,6 mm. Ma, soprattutto per gli ultimi, è meglio non scendere sotto i 4 mm, per avere intagli abbastanza profondi da drenare bene l’acqua e fare presa sulla neve. Lo spessore si può controllare con una moneta da 2 euro inserita tra i tasselli (devono arrivare a toccare la parte dorata), o mediante eventuali indicatori nel battistrada. Per esempio, nelle Apollo Alnac 4G Winter, un simbolo a fiocco di neve si “trasforma” in un… sole quando si arriva a 4 mm. Nelle Goodyear UltraGrip 9, invece, il fiocco svanisce. Nelle Nokian (qui sopra il battistrada delle WR D3), oltre al fiocco di neve che scompare arrivati a 4 mm, ci sono tre cifre: se si leggono solo le prime due, lo spessore è di 6 mm.
 
LE ALL SEASON PER EVITARE IL CAMBIO
 
 
La soluzione migliore per viaggiare sicuri tutto l’anno è alternare alle coperture “normali” quelle “termiche”. Tuttavia, c’è chi per ragioni economiche (sostituire i quattro pneumatici estivi con gli invernali e viceversa costa una cinquantina di euro, equilibratura compresa) preferisce evitare di utilizzare due treni di gomme. In questo caso, c’è una soluzione di compromesso: le “all season”. L’offerta di prodotti non manca, e ormai tanti hanno oltre alla marcatura M+S (obbligatoria per legge) anche il simbolo con il fiocco di neve e le tre montagne che ne certifica l’attitudine a neve e ghiaccio. Il consiglio, però, è di scegliere questo tipo di pneumatici solo se non si fa parecchia strada (d’estate si consumano in fretta), al volante di un’auto non troppo pesante e guidando in modo prevalentemente tranquillo. Salvo rari casi (come le Kleber Quadraxer), le “all season” non hanno particolari simboli. Spesso, però, si riconoscono dal nome (tipo le Goodyear Vector 4Seasons o le Vredestein Quatrac).
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Ritratto di MASSIMO69
21 novembre 2015 - 15:19
Non sono d'accordo sul fatto che ci siamo pneumatici invernali di serie A o di serie B. I pneumatici invernali per essere ritenuto tali devono rispettare delle regole e queste sono descritte molto bene nell'articolo. Poi che alcune vadano meglio di altre è un'altro discorso perché magari marchi come Continental o Michelin hanno anni di esperienza alle spalle. Credimi io monto delle Khumo da tre inverni e vanno benissimo e io sono uno che di montagna se ne intende.
Ritratto di aidan61
13 gennaio 2016 - 08:45
Buongiorno a tutti! Sono una donna emi piacciono i motori...se qualcuno potrebbe consigliarmi su un acquisto conveniente di pneumatici per una C3 Picasso consideranto il fatto che : 1) uso l'auto di rado e non per lavoro 2) percorro pochi km annui 3) il ricorso nev o ghiaccio non lo affrontò 4) viaggio da sola e sono un peso piuma5) trasporto talvolta bagagli di poca importanza6) vorrei gomma sicura economiche ma pur sempre valide. Grazie per il vostro aiuto. Nadia. a
Ritratto di aidan61
13 gennaio 2016 - 08:46
Scusate gli errori ma la tastiera mi fa arrabbiare.
Ritratto di phimlico
10 ottobre 2016 - 14:07
Io per il momento ti consiglierei l'acquisto di una grammatica italiana e ripassare le differenze tra congiuntivo e condizionale che con la tastiera non c'entrano assolutamente nulla.
Ritratto di aidan61
22 ottobre 2017 - 17:08
Prrrrrrrrrrrrrŕ
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