Guida all'acquisto dei pneumatici estivi

27 marzo 2017
Sicurezza
Per viaggiare sicuri, avere gomme in ordine è fondamentale. Ecco qualche consiglio per sceglierle.

MEGLIO PASSARE ALLE GOMME ESTIVE - Anche se l'inverno è passato, in primavera o in estate pioggia e acquazzoni non sono rari. Ed è proprio sul bagnato che, con pneumatici usurati, si rischia di più: gli spazi d’arresto si allungano, la tenuta di strada peggiora e aumenta il rischio-aquaplaning (in velocità, il battistrada consumato, con canali meno profondi rispetto a quelli di una gomma nuova, non riesce più a smaltire l’acqua e perde il contatto con l’asfalto, rendendo l’auto ingovernabile). Se quattro “scarpe” nuove sono l’ideale per viaggiare in sicurezza, questo è il momento giusto anche per rimontare le gomme estive (se in buone condizioni) in luogo delle “termiche” usate d’inverno. Queste ultime si possono utilizzare tutto l’anno (ma non è consigliabile farlo, perché col caldo gli spazi d’arresto si allungano), a patto che il loro codice di velocità sia uguale o superiore a quello riportato sulla carta di circolazione; altrimenti, vanno tolte entro il 15 maggio, pena una sanzione da 422 a 1.695 euro (articolo 78 del codice della strada). Chi deve acquistare pneumatici nuovi può risparmiare chiedendo più preventivi (ai gommisti o su internet): anche a parità di prodotto, le differenze non mancano.

POCHI MILLIMETRI FANNO LA DIFFERENZA - Nella progettazione di un pneumatico lo studio dei canali per il drenaggio dell’acqua è fondamentale per la sicurezza: simulazioni al computer aiutano a trovare profili sempre migliori per numero, forma e inclinazione degli intagli. Ovviamente, la massima efficacia si ha con il battistrada nuovo (spessore 6-7 millimetri), mentre via via che questo si consuma la sicurezza sul bagnato si riduce: già sotto i 3-4 millimetri sarebbe opportuno cambiare le gomme per non cominciare ad avere problemi. Per una verifica immediata, basta inserire in verticale, tra i tasselli, una moneta da 1 euro: se la parte dorata “scompare” nei solchi, si può stare tranquilli. Alcune gomme, come le Nokian iLine, hanno impressi dei numeri (corrispondono ai millimetri residui di battistrada e scompaiono via via che lo si consuma) che ne segnalano lo spessore. Sono imposti dalla legge, invece, gli indicatori d’usura: quando i tasselli scendono al loro livello, il “pit stop” è obbligatorio. Ma sporgono solo di 1,6 mm: pochi per guidare sicuri sul bagnato.

ATTENZIONE: QUI SBAGLIARE È VIETATO - Scegliere da soli un pneumatico, soprattutto se lo si acquista su internet, non è difficile, ma richiede attenzione: oltre che nell’individuare quello più adatto alle proprie esigenze (in termini di comfort, stile di guida, chilometri percorsi ogni anno), anche nel determinare la misura corretta. Le “taglie” giuste sono riportate nella carta di circolazione. Per esempio, 205/55 R 16 indica una gomma larga 205 mm e con fianco alto 113 mm (il 55% di 205), da montare su un cerchio di 16 pollici di diametro. Dopo questi valori si trovano un numero e una lettera. Il primo è l’indice di carico, cioè il peso massimo che il singolo pneumatico può sopportare, mentre la seconda corrisponde al codice di velocità (cioè, l’andatura massima permessa). Entrambi sono definiti da tabelle internazionali che li associano a un valore in chilogrammi e in km/h: per esempio, un pneumatico marchiato 91H è omologato per 615 kg e per 210 km/h (le lettere finali sono due solo nelle gomme ZR, omologate oltre i 240 km/h). Vietato sgarrare sulle dimensioni (la sanzione parte da 422 euro), e occhio a quelle seguite nel libretto dalla sigla M+S, riservata alle gomme invernali. Per i due codici finali, sono invece ammessi valori superiori: come, nel “nostro” caso, 94V (670 kg, 240 km/h) in luogo di 91H.

OCCHIO ALL’OMOLOGAZIONE - Le gomme vendute in Europa devono riportare il numero di omologazione e una “E” seguita dal codice del paese che l’ha rilasciata (per esempio,1 sta per la Germania, 2 per la Francia, 3 per Italia). La “CCC”, invece, è l’ok per la Cina.

LA PRESSIONE VA CONTROLLATA SPESSO - I pneumatici non hanno bisogno di molta manutenzione: la convergenza è da controllare se l’auto non va bene diritta o se il battistrada si consuma in modo non uniforme, mentre la bilanciatura è da monitorare ogni 10.000-15.000 km (o se si avvertono vibrazioni in velocità). Ma c’è un valore da controllare almeno una volta al mese ed è la pressione di gonfiaggio. Dev’essere quella indicata dal costruttore dell’auto nel libretto d’uso e manutenzione o in un adesivo vicino alla porta del guidatore o al bocchettone di rifornimento. Viaggiare con pneumatici sgonfi è pericoloso (peggiorano tenuta di strada, stabilità e spazi di frenata) e penalizza i consumi di carburante, perché aumenta la resistenza al rotolamento. Ma anche avere le gomme troppo gonfie non va bene: il comfort diminuisce (il pneumatico assorbe male le irregolarità dell’asfalto), la tenuta di strada pure. Inoltre, sia in caso di “sovragonfiaggio” sia di pressione insufficiente, l’usura del battistrada non sarà uniforme. La pressione va controllata a pneumatici “freddi”: dopo che l’auto è ferma da qualche ora, senza aver percorso più di una decina di chilometri (ovviamente ad andatura tranquilla). La verifica è semplice e si può fare anche da sé, purché si sia certi della taratura del manometro: talvolta quelli delle stazioni di servizio perdono precisione, a causa degli urti che ricevono da utilizzatori poco attenti. Piuttosto, meglio usare (se c’è) il compressore del kit “gonfia e ripara” gomme della propria auto, sempre che consenta il solo gonfiaggio (alcuni non funzionano se non collegati alla bombola del sigillante). La scelta più comoda, ovviamente, è andare dal gommista.

PER ALLUNGARE LA LORO “VITA”- Oltre a una corretta manutenzione, per far “vivere” il più a lungo possibile i pneumatici è necessario guidare con accortezza: accelerazioni brusche e frenate “all’ultimo metro” aumentano l’usura del battistrada. E anche percorrere le curve a velocità sostenuta ne peggiora il consumo, soprattutto nella parte esterna. Non solo: alle gomme non fa bene neppure viaggiare con l’auto troppo carica. Lunghe soste sotto il sole cocente possono far invecchiare precocemente la gomma, causandone screpolature. Ma anche chi tiene l’auto ferma in garage deve stare attento: se non la utilizza per diversi mesi si rischia di far deformare i pneumatici. Meglio, in questo caso, aumentarne la pressione di un bar, per ripristinarla al valore corretto prima dell’utilizzo. E, nelle manovre, serve ulteriore attenzione: per esempio, urtando contro un marciapiede si rischia di danneggiare il fianco del pneumatico (procurando un taglio o un rigonfiamento), mentre sterzando le ruote con l’auto ferma aumenta l’abrasione nella zona di contatto col suolo (fatelo, se possibile, muovendo un poco la vettura).

LE DEVE DARE IL VENDITORE - All’acquisto pretendete i valori dell’etichetta europea, un’autocertificazione del costruttore con tre parametri: resistenza al rotolamento (incide sui consumi di carburante), frenata sul bagnato e rumorosità. Non esauriscono tutti gli elementi di valutazione di un pneumatico, ma sono importanti nella scelta. Il venditore può inserirli in fattura o consegnarvi una brochure. Per far valere la garanzia (che è di due anni) conservate la fattura e lo scontrino. Questi devono specificare pure l’imposta per lo smaltimento dei pneumatici: circa 3 euro per ciascuno, anche se non ci sono vecchie gomme da riconsegnare.

L'INDICE DI CARICO

È il numero che indica il carico massimo, cioè il peso, che il singolo pneumatico può supportare ed è riportato sul fianco subito dopo la misura: in 175/65 R15 84H il numero 84 indica appunto l'indice di carico. Nella tabella qui sotto la corrispondenza con il peso supportabile.

   
Ind. di peso Peso in kg
55 218
58 236
59 243
60 250
61 257
62 265
63 272
64 280
65 290
66 300
67 307
68 315
69 325
70 335
71 345
72 355
73 365
74 375
75 387
76 400
77 412
78 425
   
Ind. di peso Peso in kg
79 437
80 450
81 462
82 475
83 487
84 500
85 515
86 530
87 545
88 560
89 580
90 600
91 615
92 630
93 650
94 670
95 690
96 710
97 730
98 750
99 775
100 800
   
Ind. di peso Peso in kg
101 825
102 850
103 875
104 900
105 925
106 950
107 975
108 1000
109 1030
110 1060
111 1090
112 1120
113 1150
114 1180
115 1215
116 1250
117 1285
118 1320
119 1360
120 1400

 

CODICI DI VELOCITÀ

Indica la velocità massima per la quale il pneumatico è omologato. Anch'esso si trova nell'indicazione della misura sul fianco della gomma: 175/65 R15 84H indica che questo pneumatico è omologato fino a 210 km/h

   
Cod. di vel. Vel. in km/h
A1 5
A2 10
A3 15
A4 20
A5 25
A6 30
A7 35
A8 40
B 50
C 60
   
Cod. di vel. Vel. in km/h
D 65
E 70
F 80
G 90
J 100
K 110
L 120
M 130
N 140
P 150
   
Cod. di vel. Vel. in km/h
Q 160
R 170
S 180
T 190
U 200
H 210
V 240
ZR >240
W 270
Y 300
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Ritratto di antoniomariagrimaldi
15 novembre 2018 - 10:28
ciao sono d'accordo con te!
Ritratto di allocco
10 aprile 2018 - 11:00
Ci sono tre tipi di pneumatici fondamentalmente: Simmetrici, Asimmetrici e Direzionali 1) pneumatici simmetrici. Sono quelli di maggiore impiego, ma per avere lo stesso comportamento tra le gomme a destra o a sinistra, gli intagli devono essere ortogonali alla direzione di marcia, o al più con leggera inclinazione in entrambe le direzioni (es. Continental e Dunlop). La spalla destra e sinistra avranno la stessa flessibilità (e quindi anche il comportamento in curva), e le ruote possono subire senza problemi l'inversione tra i due lati 2) Le attuali gomme asimmetriche hanno spesso un comportamento scorretto tra i due lati, perché influenzato dalla direzione degli intagli; in caso di pioggia l'acqua verrà forzata a scaricarsi all'esterno da un lato (es. sinistra), mentre dall'altro lato tenderà a raccogliersi verso la parte centrale della gomma, con notevole rischio di acquaplanning. Su tutte le ruote il lato esterno ha la spalla più rigida per favorire la tenuta in curva; in questo le asimmetriche hanno qualche vantaggio, ma le case costruttrici degli pneumatici (e i gommisti) dovrebbero fornire pneumatici con disegno simmetrico per il lato destro e il sinistro se hanno cordoli obliqui verso l'esterno (Uniroyal Rain Sport 3). La soluzione è senz'altro onerosa ma la ritengo necessaria, altrimenti può essere pericoloso un acquaplanning anche con le gomme nuove. 3) Le gomme direzionali hanno un disegno che permette di scaricare l'acqua sui due lati; come i simmetrici non direzionali le spalle hanno la stessa flessibilità, ma le ruote destre devono restare a destra e le sinistre a sinistra, quindi non si può fare l'inversione tra i due lati senza smontarle dal cerchio. Solo ultimamente e per gomme invernali la Michelin ha fornito un ottimo prodotto, ma sono poche (es. Toyo e Kumho) ne forniscono anche di estive. Poiché abito in un'area piovosa, la mia scelta è per queste ultime. Ma... correggere il titolo no?
Ritratto di allocco
10 aprile 2018 - 11:03
Ci sono tre tipi di pneumatici fondamentalmente: Simmetrici, Asimmetrici e Direzionali. 1) pneumatici simmetrici. Sono quelli di maggiore impiego, ma per avere lo stesso comportamento tra le gomme a destra o a sinistra, gli intagli devono essere ortogonali alla direzione di marcia, o al più con leggera inclinazione in entrambe le direzioni (es. Continental e Dunlop). La spalla destra e sinistra avranno la stessa flessibilità (e quindi anche il comportamento in curva), e le ruote possono subire senza problemi l'inversione tra i due lati 2) Le attuali gomme asimmetriche hanno spesso un comportamento scorretto tra i due lati, perché influenzato dalla direzione degli intagli; in caso di pioggia l'acqua verrà forzata a scaricarsi all'esterno da un lato (es. sinistra), mentre dall'altro lato tenderà a raccogliersi verso la parte centrale della gomma, con notevole rischio di acquaplanning. Su tutte le ruote il lato esterno ha la spalla più rigida per favorire la tenuta in curva; in questo le asimmetriche hanno qualche vantaggio, ma le case costruttrici degli pneumatici (e i gommisti) dovrebbero fornire pneumatici con disegno simmetrico per il lato destro e il sinistro se hanno cordoli obliqui verso l'esterno (Uniroyal Rain Sport La soluzione è senz'altro onerosa ma la ritengo necessaria, altrimenti può essere pericoloso un acquaplanning anche con le gomme nuove. 3) Le gomme direzionali hanno un disegno che permette di scaricare l'acqua sui due lati; come i simmetrici non direzionali le spalle hanno la stessa flessibilità, ma le ruote destre devono restare a destra e le sinistre a sinistra, quindi non si può fare l'inversione tra i due lati senza smontarle dal cerchio. Solo ultimamente e per gomme invernali la Michelin ha fornito un ottimo prodotto, ma sono poche (es. Toyo e Kumho) ne forniscono anche di estive. Poiché abito in un'area piovosa, la mia scelta è per queste ultime.
Ritratto di dikdik
5 maggio 2018 - 01:22
Salve Volevo sapere come si fa a scegliere le gomme giuste per la propria auto...esiste una guida? Grazie
Ritratto di allocco
5 maggio 2018 - 15:39
Il gommista può consigliare per l'acquisto in base alle esigenze personali: vende gomme costose o economiche; invernali o estive, simmetriche, asimmetriche o direzionali. Ti può consigliare delle costose Conti o Michelin o gomme cinesi non troppo inferiori come qualità. L'importante è fidarsi della sua esperienza.
Ritratto di antoniomariagrimaldi
15 novembre 2018 - 10:31
io le prendo online, è un sito che a parere mio ha i prezzi più bassi d'Italia, https://www.euroimportpneumatici.com/, poi le porto al gommista sottocasa e le faccio montare, prenderle da lui mi costava il triplo, ora gli pago solo il montaggio (e sembra che anche lui stia acquistando qui, perché vidi degli catoli familiari fuori alla sua officina) heheheh
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