Tra i fenomeni meccanici meno conosciuti ma potenzialmente più pericolosi nel mondo dei motori a gasolio, c’è quello dell’autoalimentazione, conosciuto anche come runaway diesel. Si tratta di una condizione rara ma reale, in cui il motore diesel continua a girare da solo anche dopo aver spento il quadro o tolto la chiave, arrivando in alcuni casi a salire di giri fino al fuori regime e, nei casi più gravi, a danneggiarsi irrimediabilmente (video qui sotto).
Il principio alla base del fenomeno è legato al modo in cui funziona un motore diesel. A differenza dei motori a benzina, dove la combustione è regolata da una farfalla che controlla l’aria aspirata, nei diesel la potenza è determinata dalla quantità di carburante iniettato. Se per qualche motivo il motore comincia a “mangiare” un’altra fonte di combustibile (come vapori d’olio provenienti dal turbo o dal carter) può autoalimentarsi, cioè continuare a funzionare anche senza iniezione controllata dal sistema di gestione elettronica.
In pratica, il motore aspira e brucia il proprio olio motore o altri vapori infiammabili, comportandosi come se ricevesse gasolio in eccesso. Questo porta a un aumento incontrollato dei giri, spesso accompagnato da un rumore metallico crescente e da un fumo denso dallo scarico. Nei casi più estremi, se il fenomeno non viene interrotto, la temperatura e la pressione interne possono salire al punto da provocare la rottura del motore.
Il fenomeno dell’autoalimentazione è facilmente riconoscibile: il motore inizia ad accelerare in modo rapido e crescente senza alcun intervento sull’acceleratore. Lo scarico emette una gran quantità di fumo denso, spesso di colore blu-biancastro (caratteristico dell’olio bruciato), e un rumore anomalo meccanico aumenta vertiginosamente. Se si presenta questa situazione, è il segnale che il motore sta “consumando” il proprio olio lubrificante e continuerà a farlo fino a quando l’olio non sarà esaurito o fino alla rottura meccanica.
Le cause principali sono quasi sempre legate a un eccessivo afflusso di olio motore nel condotto di aspirazione. Il caso più frequente è la rottura o il cedimento delle tenute del turbocompressore nei motori turbo: l’olio che lubrifica l’albero della turbina, non più trattenuto dalle guarnizioni, viene aspirato dal motore, finendo per alimentare la combustione.
Altre cause possono includere un livello di olio eccessivamente alto, problemi al sistema di ventilazione del basamento che indirizzano i vapori d’olio nell’aspirazione o, in rari più casi, l’aspirazione di gas o vapori infiammabili dall’esterno. Una volta che l’olio inizia a funzionare da carburante, il motore non risponde più ai comandi dell’acceleratore e, cosa fondamentale, non si spegne neanche girando la chiave su off, poiché nonostante l’alimentazione a gasolio sia interrotta l’olio continua a essere aspirato e bruciato.
La prevenzione dall’autoalimentazione passa soprattutto per la corretta manutenzione del veicolo, in particolare del sistema di turbocompressione e dei sistemi di ventilazione del basamento. Ispezioni e sostituzioni periodiche secondo le indicazioni del costruttore e il monitoraggio di eventuali consumi anomali di olio motore sono i migliori alleati per evitare questo pericoloso inconveniente.
Se l’autoalimentazione si verifica, la priorità assoluta è interrompere l’afflusso di aria al motore: è questo l’unico modo per fermare la combustione in assenza di controllo sul “carburante”, che in questo caso è l’olio. Serve rapidità e freddezza, senza mai dimenticare la sicurezza, tenendo comunque conto che il rischio di danni seri al motore è estremamente elevato una volta che il fenomeno si manifesta. La prima cosa da fare è inserire la marcia più alta possibile e, tenendo il piede saldamente premuto sul freno, rilasciare bruscamente la frizione. Questo tentativo di “soffocare” il motore con il suo stesso carico di inerzia, pur potendo causare danni alla trasmissione, può fermare la rotazione prima che il motore si distrugga.
Se questo tentativo non riesce meglio mettere in folle e accostare in un luogo sicuro. Non spegnere l'auto in movimento dato che questo attiva il bloccasterzo e toglie pressione all'impianto frenante, creando un serio pericolo. Una volta fermi, se possibile, si dovrebbe chiudere l’aspirazione dell’aria: in un veicolo stradale standard questa è un’azione complessa e pericolosa, ma in mezzi pesanti o industriali potrebbe essere l’unica soluzione se si riesce ad accedere al filtro dell’aria o al condotto di aspirazione. Qualunque azione va fatta solo se le condizioni lo permettono e senza rischiare la propria incolumità. In tutti gli altri casi è meglio lasciare che il motore si arresti da solo e poi far intervenire un meccanico per la diagnosi e l’eventuale riparazione.









