Problemi motore Ford EcoBoost 1.0: le auto coinvolte

Motori
Pubblicato 08 maggio 2025

Il tre cilindri dell’ovale blu è stato montato su un grande numero di vetture. Il suo lancio è stato accolto molto favorevolmente, ma nel lungo periodo questa unità ha evidenziato alcuni difetti.

ford motore 10 ecoboost

Fin dalla sua introduzione, nel 2012, il motore Ford EcoBoost 1.0 si è imposto all’attenzione del mondo automobilistico, diventando un vero best seller sul mercato europeo. Un propulsore compatto, con soli tre cilindri, 1.000 cc di cilindrata, capace di erogare potenze paragonabili a unità di cilindrata superiore, promettendo al contempo consumi ed emissioni contenuti. Le sue innovazioni tecniche e le prestazioni brillanti gli sono valse numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso titolo di “International Engine of the Year” per più anni consecutivi.

LE CARATTERISTICHE

Il successo dell’EcoBoost 1.0 si fonda su una serie di soluzioni tecniche all’avanguardia per l’epoca del suo debutto. Tra le principali caratteristiche si annoverano:

  • Architettura a tre cilindri: riduce gli ingombri, il peso e gli attriti interni;
     
  • Turbocompressore: fondamentale per garantire una coppia robusta fin dai bassi regimi e una potenza specifica elevata;
     
  • Iniezione diretta di benzina: ottimizza la combustione, migliorare l’efficienza e riduce le emissioni;
     
  • Cinghia di distribuzione a bagno d’olio: riduce l’attrito e la rumorosità rispetto alle cinghie a secco tradizionali e ha intervalli di sostituzione teoricamente più lunghi;
     
  • Collettore di scarico integrato nella testata: permette un più rapido riscaldamento del motore e del catalizzatore, migliorando l’efficienza nelle partenze a freddo e contribuendo al raffreddamento dei gas di scarico per ottimizzare le prestazioni del turbo;
     
  • Leggerezza: con un monoblocco in ghisa (per una rapida entrata in temperatura) e testa in lega in alluminio, il peso a secco del motore si attesta intorno ai 97 kg;
     
  • Versatilità: offerto in diversi step di potenza (comunemente 100 CV, 125 CV, 140 CV) e successivamente anche in versioni mild hybrid fino a 170 CV;
     
  • Disattivazione dei cilindri: nelle versioni più recenti è stata introdotta la tecnologia di disattivazione di un cilindro ai carichi parziali per ridurre ulteriormente i consumi.


the new ford focus ecoboost hybrid

SU QUALI AUTO È MONTATO

La sua versatilità ha permesso alla Ford di montare l’EcoBoost 1.0 su una gran quantità di modelli (e anche questo è un segreto della sua ampia diffusione), dalle più piccole citycar fino a veicoli commerciali compatti. Questa la lista dei veicoli su cui si può trovare nelle sue varie versioni (non tutte sono state vendute ufficialmente in Italia):

  • 85 CV: Ford Focus;
     
  • 100 CV: Ford Focus, Ford C-Max, Ford B-Max, Ford Fiesta, Ford EcoSport, Ford Transit Courier;
     
  • 125 CV: Ford Focus, Ford C-Max, Ford B-Max, Ford Fiesta, Ford EcoSport, Ford Mondeo, Ford Tourneo Courier, Ford Transit Courier;
     
  • 125 CV mhev: Ford Puma, Ford Fiesta, Ford Focus;
     
  • 140 CV: Ford Fiesta, Ford Focus;
     
  • 155 CV mhev: Ford Puma, Ford Fiesta, Ford Focus
     
  • 170 CV mhev: Ford Puma.


PROBLEMI DELL’ECOBOOST 1.0

Nonostante i tanti pregi e i riconoscimenti, nel corso degli anni sono emerse alcune criticità che hanno interessato una parte dei motori EcoBoost 1.0, generando preoccupazione tra i proprietari e dibattito nel settore.

  • Cinghia di distribuzione a bagno d’olio
    La cinghia, lavorando immersa nell’olio motore, in alcuni casi ha mostrato segni di degrado prematuro. La causa principale sembra essere la contaminazione dell’olio motore da parte di particelle della cinghia stessa o l’utilizzo di lubrificanti non conformi alle specifiche Ford. Questo deterioramento può portare alla rottura della cinghia o, più frequentemente, all’ostruzione del pescante della pompa dell’olio a causa dei detriti della cinghia sbriciolata. La conseguenza diretta è una lubrificazione insufficiente o assente, che può causare danni gravissimi e costosi al motore, fino alla sua completa rottura.

    La Ford ha successivamente aggiornato le specifiche dell’olio e, in alcuni casi, introdotto modifiche tecniche e campagne di richiamo o estensioni di garanzia per affrontare il problema su determinati lotti di produzione. La casa inizialmente dichiarava una durata della cinghia di 240.000 km o 10 anni, ma in seguito ha rivisto gli intervalli, abbassandoli a 150.000 km o anche meno, a seconda dell’uso. In alcune condizioni critiche, le prime avvisaglie possono comparire già intorno ai 100.000 km. La manutenzione scrupolosa, con l’utilizzo dell’olio corretto e il rispetto degli intervalli di sostituzione, è cruciale.
     
  • Surriscaldamento e problemi al sistema di raffreddamento
    Sono stati segnalati casi di surriscaldamento del motore. Le cause possono essere diverse, incluse perdite dal circuito di raffreddamento, malfunzionamenti del termostato o problemi alla guarnizione della testata. Alcune testimonianze indicano come potenziale punto debole un piccolo tubo di degasaggio del vaso d’espansione, realizzato in plastica, che in alcuni casi si è fessurato o rotto, causando perdite di liquido refrigerante. Le elevate temperature dei gas di scarico, tipiche dei motori turbo a iniezione diretta, possono inoltre mettere sotto stress i componenti del sistema di raffreddamento.
     
  • Usura prematura e rotture della turbina
    Sebbene meno frequenti rispetto ai problemi legati alla cinghia in bagno d’olio, sono stati riportati casi di malfunzionamenti o rotture premature del turbocompressore.
     
  • Pompa dell’olio
    Legato spesso al deterioramento della cinghia a bagno d’olio, anche la cinghia dedicata alla pompa dell’olio (anch’essa a bagno d’olio) o il suo tenditore possono presentare problemi, compromettendo la pressione dell’olio nel motore.


ford motore 10 ecoboost 2

DALLA CINGHIA ALLA CATENA (MA NON PER TUTTI)

Preso atto dei problemi la Ford ha lavorato per risolvere i problemi derivanti dall’utilizzo della cinghia a bagno d’olio, sostituendo la cinghia con una catena a partire dal 2018. L’aggiornamento però non ha interessato tutti i motori, ma solo alcuni di essi. Come regola generale si può dire che tutti gli EcoBoost 1.0 costruiti prima del 2018 hanno la distribuzione a cinghia, mentre tutti quelli con tecnologia ibrida leggera hanno la catena. Andando nel dettaglio e prendendo in considerazione i modelli più diffusi in Italia a partire dal 2017 (Fiesta, Focus, EcoSport e Puma), ecco i codici motore e la relativa tipologia di distribuzione (per trovare il codice motore della propria vettura si deve consultare la voce P.5 sul libretto di circolazione).

Fiesta

Sulla Fiesta prodotta a partire dal 2017 tutti i motori inizialmente utilizzati hanno la cinghia a bagno d’olio. Parliamo dei motori con codice SFJE (100 CV), M1JL e M1JM (125 CV), YYJE (140 CV). Con la Fiesta prodotta a partire dal 2019 le cose cambiano e la catena viene montata sui motori con codice B7JA (125 CV), M0JB (95 CV), ma non sui motori da 100 CV con codice SFJN e SFJP, che continuano ad avere la cinghia. A partire dal 2022, tutte le Fiesta prodotte hanno motori mild hybrid: si riconoscono per i codici B7JB Hybrid (125 CV) e BZJA Hybrid (155 CV). 

Focus

Le Focus prodotte prima del 2017 hanno tutti motori con distribuzione a cinghia (con codici motore che iniziano con la sigla M1). Il nuovo modello, prodotto a partire dal 2018, ha invece tutti propulsori con motori a catena, a partire dal B7DA (125 CV) e anche tutte le ibride leggere: l’unica eccezione è il motore B3DA (100 CV), che invece ha ancora la cinghia di distribuzione a bagno d’olio. 

Puma

In commercio dal 2020, la Ford Puma monta gli stessi motori della Ford Fiesta, utilizzando solamente unità con la distribuzione a catena con gli stessi codici motore: M0JA (95 CV), B7JA (125 CV), B7JB Hybrid (125 CV) e BZJA Hybrid (155 CV). 

Ecosport

Infine la Ford EcoSport, prodotta dal 2017 al 2024: tutti gli EcoBoost 1.0 disponibili su questo modello hanno sempre la cinghia di distribuzione a bagno d’olio: nessun motore è stato aggiornato con la catena.

ford motore 10 ecoboost 11

È UNA BUONA SCELTA?

Naturalmente non tutti i motori EcoBoost 1.0 con la distribuzione a cinghia hanno manifestato questi problemi, soprattutto quelli appartenenti a proprietari che hanno seguito con attenzione i piani di manutenzione e utilizzato ricambi conformi alle specifiche del costruttore. L’acquisto di una vettura usata con questo tipo di motore non è da scartare a priori, ma bisogna verificare con attenzione che la manutenzione sia stata svolta seguendo il piano ufficiale (con cambi d’olio regolari e utilizzando lubrificanti corretti), che su auto con oltre 100.000 km la cinghia sia già stata sostituita o almeno ispezionata e che in presenza di un richiamo ufficiale l’esemplare sia stato sistemato. Come abbiamo visto, sulla maggior parte dei motori più recenti il problema è stato risolto sostituendo la cinghia con la catena. Rimane il problema della cinghia della pompa dell’olio, presente anche sui propulsori aggiornati, ma questa è una fonte decisamente meno frequenti di guasti.

KIT AFTERMARKET

Per risolvere le criticità di cui sopra il mondo dei ricambi ha sviluppato delle soluzioni. Si tratta di kit aftermarket che consentono di sostituire la cinghia con una catena: i prezzi variano da un centinaio di euro a oltre 400 euro ai quali va aggiunto il lavoro di un meccanico professionista per l'installazione.

LEGGI ANCHE

Problemi motore Volkswagen 1.0 TSI: le auto coinvolte

Cinghia di distribuzione in bagno d’olio: quali motori ce l’hanno



Aggiungi un commento
Ritratto di marcoveneto
8 maggio 2025 - 17:20
"E' stato accolto molto favorevolmente" ma da chi?? Sempre un 3 cilindri rimane. Che sia la "Moda" del momento non lo discuto, ma sicuramente usare un cilindro in meno è solo un risparmio per l'azienda che lo produce più che un vantaggio per il cliente.
Ritratto di Rav
8 maggio 2025 - 21:18
4
A leggere qui e in giro non ha ricevuto tutti i commenti negativi del 1.2 Stellantis, pur avendo sostanzialmente lo stesso problema alla cinghia (e forse qualcuno in più). Anzi ricordo una discussione dove mi veniva decantato sto Ecoboost sul quale ero scettico.
Ritratto di marcoveneto
9 maggio 2025 - 10:58
Si è vero, ha fatto meno scalpore del Puretech forse perchè i numeri di quelli difettosi sono meno? Non lo so, resta pur sempre un povero 3 cilindri.
Ritratto di Quello la
8 maggio 2025 - 23:19
Mi pare abbia vinto il premio motore dell’anno, caro marco, tanto per capirci sulla bontà di certi premi
Ritratto di marcoveneto
9 maggio 2025 - 11:00
Si è vero, nella categoria 3 cilindri mi pare...Anche il Puretech lo vinse, peccato che non tengano conto dell'affidabilità, bensì solo la progettazione / innovazione del motore. Quindi tutto bene, finchè non lo si usa e si scoprono i reali problemi e difetti
Ritratto di Merigo
9 maggio 2025 - 17:53
1
Il "premio del anno", che sia auto dell'anno o motore dell'anno, è appunto riferito all'anno che termina o tutt'al più al precedente, ma non certo a 5 anni prima. Conseguentemente l'affidabilità non è un dato conosciuto al momento dell'assegnazione del premio. Sarebbe come se si assegnassero i Premi Oscar ai film delle stagioni precedenti in base al successo ottenuto al botteghino: viceversa i Premi vengono assegnati dalla Giuria in base al giudizio dei Giurati, e se poi al botteghino nessuno se li filerà non è un problema dell'Academy.
Ritratto di L-anziano
10 maggio 2025 - 08:25
Confermo
Ritratto di Merigo
9 maggio 2025 - 17:34
1
Non è questione di moda ma di spazi fisici nel vano motore e di costi. Come hanno appena dichiarato congiuntamente John Elkann e Luca De Meo, rispettivamente Presidente di Stellantis e AD di Renault, le city car di oggi sono zeppe di accorgimenti inutili o perlomeno superflui appunto su city car. Accorgimenti che occupano spazi e rendono care e quindi invendibili le auto comunemente prodotte e conosciute come "utilitarie", come appunto molte delle proposte Stellantis e Renault ma anche Ford. Ho iniziato a guidare nel 1975, come molti la FIAT 127, equipaggiata con il glorioso 4 cilindri aste e bilancieri da 903 cm3. E ricordo come allora sotto il cofano non ci fosse nulla oltre al motore. Se aprivi il cofano, pur in un vano motore piccolo come era quello della 127, vedevi l'asfalto sotto l'auto e per cambiare una lampadina avevi tutto lo spazio per cambiarla come quella del lampadario di casa (mentre oggi devi andare dall'elettrauto). Non c'erano né il servosterzo né il servofreno, impensabile l'aria condizionata, motore aspirato senza compressore, senza iniezione, senza intercooler ma solo con un carburatore a pressione ambientale. Ovviamente niente "lussi" come il lavavetro elettrico, alzacristalli e specchietti elettrici, niente navigatore, niente computer di bordo e neanche la radio e lo spazio per alloggiarla (l'amico "ricco" la faceva montare "a sbalzo" con un traliccio davanti alla leva del cambio, perché quelle estraibili con maniglia erano di là da venire). Cambio a 4 marce + retro ovviamente manuale. Insomma nulla. E infatti la FIAT 127 costava nel 1975 più o meno 500.000 lire che sarebbero circa 3.100,00 € di oggi (convertitore ISTAT). Cioè circa 2 stipendi di un Operaio di oggi come erano circa 2 stipendi di allora. Oggi l'auto confrontabile con la FIAT 127 di allora non esiste più perché più di tanto nel cofano non ci sta, e così si deve togliere 1 cilindro e comunque quel qual cosa di simile commercialmente costa non 3.000,00 € ma poco meno di 30.000,00 €, cioè non 2 ma 20 stipendi medi. La "piccola" è ormai "grande", cioè FIAT 600 e Grande Panda, Alfa Romeo Junior, JEEP Avenger, Lancia Y, Opel Corsa, Citroen C3 per citare le offerte Stellantis; e infatti la Grande Punto non esiste più e non verrà sostituita (la Pandina è un'irripetibile genialata). De Meo non ha caso ha dichiarato che in Renault stanno facendo i salti mortali per fare rientrare la Clio che verrà lanciata nel 2026 in una logica di peso e costo accettabile appunto per una Clio, auto nell'immaginario collettivo come city car non certo Premium, da acquistare intorno ai 12/15.000,00 € ma non certo a 30.000,00! Quindi marcoveneto, non mi stupirei se il rendere obbligatori ulteriori ADAS vari e l'inasprire le già paranoiche Norme Euro NCAP (paranoiche per city car che circolano con il divieto di superare i 50 km/h e non i 30 km/h), obbligheranno a togliere un ulteriore cilindro e riesumare il Twin Air, rumorosetto ma peraltro ottimo motore.
Ritratto di Mauro1971
9 maggio 2025 - 23:29
1
Io avevo azioni Fiat Marchionne aveva ragione a smettere la grande punto..ho avuto due punto ma da azionista..giusto così..costava troppo e guadagnavi nulla come azienda..non avendo premium non puoi coprire i costi..mentre Ford wolkswagen possono farlo ..tutto qui..un giorno ho guadagnato 900 euro vendendo azioni Fiat..e ci mettevo Max 3000 euro..
Ritratto di L-anziano
10 maggio 2025 - 08:42
Chiaro il concetto e condivisibile. Mi permetto solo di specificare che la 127 nel 1972 costava 950.000 lire (se la comprò mio padre). Inoltre considera che le city cars vanno anche fuori city, e basta un urto a velocità non certo elevata per rendere l'anima al Signore.

VIDEO IN EVIDENZA

listino
Le ultime entrate
  • Audi A6 Allroad
    Audi A6 Allroad
    da € 82.350 a € 92.250
  • Xpeng G6
    Xpeng G6
    da € 43.670 a € 56.470
  • Hyundai Inster
    Hyundai Inster
    da € 27.650 a € 29.900
  • Audi Q3 Sportback
    Audi Q3 Sportback
    da € 46.200 a € 66.500
  • Audi Q3
    Audi Q3
    da € 44.200 a € 64.500

PROVATE PER VOI

I PRIMI CONTATTI

  • Volvo EX60 P10 Ultra AWD
    € 75.350
    Morbide rassicurazioni - Vai al primo contatto
    Suv elettrica, la Volvo EX 60 ha uno stile moderno ed è molto comoda e rapida. Non costa certo poco, ma è curata e offre tanto. Così così la modulabilità dei freni.
  • Jeep Compass 1.6 PHEV Summit eDCT7
    € 48.900
    Svelta, ma non nella ricarica - Vai al primo contatto
    La Jeep Compass ibrida ricaricabile è scattante, ampia e ben fatta. Solo a trazione anteriore, richiede minimo tre ore per le ricarica completa. E il comfort non sempre convince.
  • Ferrari 849 Testarossa Spider 4.0 V8 biturbo
    € 500.000
    Aperta cambia poco, ma si sente di più - Vai al primo contatto
    La Ferrari 849 Testarossa Spider conserva le prestazioni, la precisione e la sorprendente facilità di guida della coupé. Il tetto rigido ripiegabile aggiunge però la possibilità di ascoltare ancora meglio il poderoso V8 biturbo.