Nel mondo della Formula 1, anche pochi centesimi di secondo possono valere una pole position. Per questo motivo, i motoristi Mercedes e Red Bull avevano scovato una zona grigia nel regolamento tecnico riguardante l'erogazione della potenza elettrica. Normalmente, quando la batteria esaurisce l'energia massima disponibile, il sistema deve ridurre la potenza in modo graduale, con un “ramp down” di 50 kW al secondo per evitare bruschi rallentamenti. Mercedes e Red Bull, invece, riuscivano a mantenere i 350 kW massimi dell'MGU-K fino all'ultimo metro del giro lanciato.

Per aggirare il calo graduale, i team utilizzavano una deroga pensata per la sicurezza: lo spegnimento immediato del sistema ibrido in caso di emergenza tecnica. Innescando volontariamente questa "modalità protezione" proprio in vista del traguardo, i piloti evitavano lo scalino di potenza, guadagnando un surplus stimato tra i 50 e i 100 kW nelle ultime frazioni di secondo, pari a circa mezzo decimo di vantaggio. La "penale" prevista dal regolamento - un blocco totale del sistema elettrico per 60 secondi - risultava indolore, poiché scattava durante il giro di rientro ai box.
A far saltare il banco è stata la Ferrari. La scuderia di Maranello non ha contestato formalmente la legalità del sistema, ma ha chiesto chiarimenti alla FIA per capire se tale manovra potesse essere replicata da tutti. La Federazione, preoccupata anche per i rischi legati alla sicurezza (alcuni piloti, come Albon, si erano ritrovati quasi fermi in traiettoria dopo il traguardo per l'incapacità del sistema di ripartire correttamente), ha deciso di intervenire.

La risposta della FIA è stata netta: lo spegnimento dell'MGU-K resterà consentito solo in presenza di un guasto reale e verificabile tramite telemetria. Qualsiasi uso strategico per fini prestazionali sarà vietato a partire dal prossimo Gran Premio di Miami. Per la Ferrari si tratta di una vittoria politica significativa, capace di eliminare un piccolo ma costante vantaggio dei diretti concorrenti in un momento in cui le gerarchie della griglia sono cortissime.
L’intervento si sposa con la linea del ceo della F1, Stefano Domenicali, il quale ha ribadito che la qualifica deve essere il momento in cui il pilota spinge al massimo, senza dover gestire l’energia o preoccuparsi di arrivare al traguardo con le batterie scariche. Nel frattempo, a Miami è atteso anche un corposo pacchetto di aggiornamenti proprio per la Ferrari, che punterà a migliorare ulteriormente l'erogazione della parte elettrica e l'aerodinamica.



















