Mini

Mini
Mini 5 porte

da 18.800

Lungh./Largh./Alt.

398/173/143 cm

Numero posti

5

Bagagliaio

278/941 litri

Garanzia (anni/km)

2/illimitati
In sintesi

La Mini a cinque porte, nella storia della casa inglese, è una “prima assoluta”, perché mai era stata proposta in passato. In tema di estetica ricalca i tratti della tre porte (che costa un po’ meno), per nulla snaturati dall’aumento della lunghezza (+16 cm, per un totale di 398), del passo (+7,2 cm) e dell’altezza. Quel che cambia è lo spazio, soprattutto per i passeggeri posteriori: hanno 7 cm in più per le gambe, e maggiore agio per testa e gomiti; quanto al bagagliaio, il guadagno vale 67 litri, per un totale di 278 (941 reclinando lo schienale del divano, suddiviso asimmetricamente). Sempre a proposito di interni, rimane invece invariata l’impostazione della zona davanti, dove ritroviamo la strumentazione collocata sul piantone dello sterzo e il display inserito nel caratteristico elemento circolare nella plancia (Tft a quattro righe oppure di 8” a colori a seconda degli optional installati). Pur riviste nella geometria, le solide sospensioni conservano lo schema MacPherson anteriore e multilink posteriore: complice lo sterzo preciso e diretto, l’agilità è quasi pari a quella della sorella “corta”. E, anche in questo caso, fra gli optional figurano il selettore della risposta Mini Driving Modes (con regolazioni Sport e Green oltre alla Mid) e le sospensioni elettroniche regolabili su due tarature. Tutti turbo i motori della Mini a cinque porte: la Cooper monta un 1.5 a tre cilindri e 136 CV, la Cooper S un 2.0 a quattro cilindri da 192 CV; altrimenti ci sono le diesel Cooper D (1.5 a tre cilindri da 116 CV) e Cooper SD (2.0 a quattro cilindri da 170 CV). Le versioni d’accesso, economicamente più abbordabili, sono le “One”: 1.5 a benzina da 102 CV (disponibile anche in versione guidabile da neopatentati, con 55 kW/75 CV di potenza) oppure 1.5 diesel da 95 CV.

Versione consigliata

Se con la Mini a cinque porte si punta al risparmio va bene la Cooper D, brillante e davvero parca. Altrimenti si può esagerare con la Cooper S o con l’altrettanto veloce SD, magari da arricchire con il cambio automatico Steptronic (a sei marce come quello manuale previsto di serie). Nutrita la lista degli optional, che comprende anche dispositivi di recente concezione quali l’head-up display, i fari totalmente a led, il sistema di parcheggio automatico o il cruise control adattativo con funzione freno.

Perché sì

Guida Anche in questa versione “lunga”, la Mini conserva il suo tipico “go-kart feeling” che, fra le curve, la rende molto più divertente della maggior parte delle rivali.

Linea Anche con due porte in più è sempre lei. E l’aumento di lunghezza non l’ha resa più goffa, anzi.

Sicurezza “Incollata” all’asfalto e provvista di freni potenti, la Mini a cinque porte può essere equipaggiata con dispositivi di assistenza alla guida di ultima generazione.

Personalizzazione Bisogna essere disposti a spendere, ma accedendo alla variegata offerta di optional si può ottenere una vettura quasi unica.

Perché no

Comfort Sullo sconnesso ci si rende conto che la taratura degli ammortizzatori è più da sportiva che da compatta da famiglia, a maggior ragione con cerchi di 17” o 18”.

Dotazione La vettura non è a buon mercato, eppure fa pagare a parte anche il “clima” automatico o il pacchetto portaoggetti.

Quinto posto A differenza della versione a tre porte è previsto il posto centrale del divano. Che, comunque, risulta più sacrificato dei due laterali.

Visibilità Le estese cornici nere che delimitano il piccolo lunotto riducono la visuale (ben spesi gli euro necessari per aggiungere la retrocamera).

GLI INTERNI
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