Kia

Kia
Soul

da 39.850

Lungh./Largh./Alt.

420/180/160 cm

Numero posti

5

Bagagliaio

315/1339 litri

Garanzia (anni/km)

7/150.000

In sintesi

La terza generazione della Kia Soul è venduta in Europa solo in versione elettrica, chiamata e-Soul: da 136 CV e batteria da 39,2kWh oppure 204 CV e 64 kWh. Come sulle precedenti Soul, le forme sono originali, col cofano piatto, i fari schiacciati e la parte posteriore squadrata. Ricca la dotazione: tutte hanno sedili e volante riscaldabili, fari full led, sistema multimediale con schermo di 10,25’’ (si collega al web e permette di cercare anche le colonnine), sensori di distanza anche davanti, frenata automatica d’emergenza e cruise control adattativo. E la garanzia di 7 anni o 150.000 km copre anche la parte elettrica. In rapporto ai soli 420 cm di lunghezza, l'abitabilità è elevata; meno generoso, invece, il bagagliaio (chi ha bisogno di uno più ampio si orienti sulla "cugina" Kia e-Niro, che costa uguale, è poco più lunga e ha la medesima meccanica). La presa di ricarica è sul frontale: è di tipo CCS Combo 2, ovvero quella “europea”, e l'auto accetta corrente alternata fino a 7,2 kW (11 col caricatore opzionale, che però va montato in fabbrica) e continua fino a 100 kW. Dal cellulare si possono gestire la ricarica e, per portare in temperatura l’abitacolo quando l’auto è parcheggiata, pure il climatizzatore (che però non è bizona). Solo discrete le finiture: i montaggi sono precisi e la plancia è rivestita morbidamente ma i materiali e la pelle non sono sempre gradevoli al tatto e certe plastiche grigie imitano malamente il metallo. Lo scatto è generoso e si può contare su tre modalità di guida, ben differenziate fra loro: Eco (più la variante Eco+), Normal e Sport. Intervengono sull’erogazione del motore (la coppia cresce più rapidamente nelle ultime), l’azione del “clima” e l’intensità del recupero dell’energia durante i rallentamenti. Quest’ultima si può regolare anche tramite le palette dietro al volante (su quattro livelli) o lasciare decidere all'elettronica, che si basa su quanto rilevato dal radar. Non manca la modalità "monopedale", utile in città: il recupero dell'energia diventa così intenso che il pedale centrale si usa solo nelle emergenze e negli ultimi centimetri prima di fermarsi. A proposito di freni, gli spazi d’arresto sono un po’ lunghi e, a volte, si nota l’avvicendamento fra il sistema di recupero dell’energia e i dischi.

 

Versione consigliata

Per passare dalla versione con 39,2 kWh a quella da 64 kWh servono meno di 5.000 euro: un sovrapprezzo ragionevole, considerando che l'autonomia ufficiale aumenta di quasi 200 km (nel nostri test la 64 kWh ha percorso in media 412 km) e le prestazioni sono molto più brillanti.

Perché sì

Dotazione Già dalla "base" c'è molto più del necessario, anche per la sicurezza.
Garanzia È di ben sette anni o 150.000 km su tutta l’auto, compresa la costosa parte elettrica.
Recupero d’energia Si può tarare su quattro livelli d’intensità e l'elettronica può anche regolarlo automaticamente in base a quanto “visto” dal radar anteriore.

Perché no

Baule È quello di un'utilitaria: data la lunghezza dell’auto e la forma squadrata della carrozzeria, si poteva fare di più..
Climatizzatore C'è solo monozona e sono assenti le bocchette posteriori. In quelle anteriori la portata d’aria è legata alla direzione del flusso: manca un comando separato.
Plastiche Alcune, come quelle che imitano il metallo, sono poco gradevoli al tatto e alla vista.

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