Lotus

Lotus
Exige Roadster

da 80.440

Lungh./Largh./Alt.

408/180/113 cm

Numero posti

2

Bagagliaio

n.d./n.d. litri

Garanzia (anni/km)

2/illimitati
In sintesi

Sportiva “radicale” imparentata con la Elise, la Lotus Exige Roadster è quasi altrettanto compatta: lunga poco più di quattro metri, è alta appena 113 cm. La costruzione è sofisticata, con la “vasca” centrale – quella che costituisce l’abitacolo biposto – in alluminio, mentre gli interni sono essenziali, con rivestimenti ridotti al minimo, un cruscotto a dir poco spartano e una dotazione di serie che si limita a radio, vetri elettrici e antifurto; qualificanti, comunque, le sagomate poltrone con poggiatesta integrato, il piccolo volante a tre razze, la sottile pedaliera metallica e la piastra poggiapiedi traforata del passeggero. La massa di soli 1100 kg (meno di molte utilitarie) è poca cosa per i 351 (o addirittura 381) CV del 3.5 V6 montato in posizione centrale posteriore (fornito dalla Toyota, come pure il cambio manuale a sei marce). Ne derivano prestazioni di primo piano, anche se la velocità massima è autolimitata a 233 km/h per non creare problemi alla capote in tela. Provvista di uno sterzo prontissimo e di sospensioni solide (ma non troppo brusche sullo sconnesso), fra le curve la Lotus Exige Roadster è composta ed efficacissima, e può anche contare sull’elettronica regolabile: in modalpiuttos Tour l’Esp è attivo e i freni aiutano a ridurre il sottosterzo (oltre a simulare l’azione di un differenziale autobloccante in uscita di curva), mentre su Sport il controllo elettronico della stabilità lascia un certo grado di libertà al retrotreno.

 

Versione consigliata

La Lotus Exige Roadster può essere in qualche misura adattata alle esigenze del cliente, secondo l'utilizzo che se ne prevede di fare, attingendo alla lista degli optional: a chi usa l'auto anche per (brevi) viaggi conviene dotarla almeno di climatizzatore e hard-top, mentre il kit di potenziamento della frenata è dedicato a chi intende cimentarsi in circuito. 

 

Perché sì

Guida Lo sterzo è preciso e diretto come nelle auto da corsa, e l’elettronica – pur vigilando sulla sicurezza – non è invasiva; per la pista (e per i piloti esperti) è prevista la possibilità di escludere l’Esp.

Tecnologia La struttura principale è costituita da estrusi e pannelli in alluminio incollati e rivettati (come si usa negli aerei).

Prestazioni Grazie a un rapporto peso/potenza estremamente favorevole, se la gioca con supercar molto più generose di cavalli (e costose).

Libertà di personalizzazione Pescando fra gli optional si può mettere a punto una vettura “pronto pista” oppure aggiungere qualche componente che aumenta il comfort.

 

Perché no

Accessibilità Per raggiungere i sedili – collocati piuttosto in basso – occorre scavalcare un profilato piuttosto alto e largo.

Cambio Manovrabilità e precisione del comando non sono da sportiva (d’altronde, il cambio deriva da quello di una “tranquilla” berlina, la Toyota Camry).

Dotazione Non c’è nemmeno il “clima”: d’accordo che fa aumentare il peso, ma lo si poteva offrire come optional gratuito anziché a pagamento.

Bagagliaio Un vano di 112 litri (oltretutto “riscaldato” dal motore) è davvero limitato, anche per una sportiva “estrema”.

 

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