Mini

Mini
Mini

da 17.950

Lungh./Largh./Alt.

382/173/141 cm

Numero posti

4

Bagagliaio

211/731 litri

Garanzia (anni/km)

2/illimitati
In sintesi

La terza generazione della Mini degli anni 2000 ha dimensioni più generose (è lunga 382 cm, 10 più di prima, ed è più larga di 4) e uno stile rivisto, evitando accuratamente ogni stravolgimento: per notare il frontale più pronunciato, contraddistinto da una mascherina di maggiori dimensioni, serve un occhio attento. Più appariscenti i fari circondati dalle luci diurne led, tecnologia disponibile in opzione anche per i proiettori principali. Senza rinunciare a un’estetica originale, né a finiture di buona qualità, l’abitacolo della Mini propone una nuova strumentazione: il tachimetro è ora in posizione classica, ossia dietro il volante (assieme al contagiri), e il suo posto nel grande “orologio” al centro della plancia è stato assegnato a un display (di 8,8 pollici negli allestimenti più ricchi). I motori sono turbo: i 1.5 (sia a benzina sia a gasolio) sono dei tre cilindri. Le Mini più potenti montano invece dei quattro cilindri 2.0; la Cooper S da 192 CV e la Cooper SD con 170 CV. Tutti i motori sono provvisti di Stop&Start; i cambi sono manuali, automatici (di serie per la SD e optional per la John Cooper Works) e robotizzati a doppia frizione con sette rapporti (optional, davvero rapidi e reattivi). Agile fra le curve e dotata di ottime caratteristiche di aderenza, la Mini diverte anche grazie alla prontezza dello sterzo, che, però, è fin troppo pesante da girare. 

 

Versione consigliata

Valutando le versioni della Mini, la Cooper da 136 CV è brillante, non consuma troppo ed è più abbordabile delle altre: può essere una scelta azzeccata anche per chi vuole “investire” nelle personalizzazioni. La Cooper D va bene se si fanno molti chilometri, mentre la potente (nonché cara) Cooper S va considerata a tutti gli effetti una “piccola GT”: un po’ meglio equipaggiata delle altre – volante in pelle e “clima” bizona sono di serie, assieme al differenziale elettronico che compensa il sottosterzo – ha prestazioni da sportiva e merita di essere arricchita con le sospensioni regolabili.

 

Perché sì

Guida Lo sterzo è preciso e diretto, mentre tenuta di strada e agilità sono superiori alla media.

Motori I nuovi turbo, moderni e davvero brillanti, sono anche attenti all’ambiente e ai consumi.

Tecnologia Fra gli optional ci sono anche il Driving Assist (cruise control attivo, abbaglianti automatici e riconoscimento dei segnali stradali), l’head-up display e il Mini Connected compatibile con smartphone e servizi internet.

Qualità costruttiva Oltre che esteticamente originali, gli interni sono realizzati con materiali di qualità e ben rifiniti.

 

Perché no

Abitabilità posteriore Dei quattro posti omologati sono comodi solo quelli davanti, mentre dietro lo spazio per le gambe è solo sufficiente.

Bagagliaio Pur se ampliato rispetto alle serie precedenti, rimane piccolo. 

Comfort Se l’asfalto è tormentato, le sospensioni sportive fanno patire qualche scossone di troppo (specie con i cerchi optional di 17” o 18”).

Dotazione In una vettura così costosa sorprende dover pagare a parte anche il bracciolo fra le poltrone e l’interruttore per disattivare l’airbag anteriore destro (abbinato agli attacchi Isofix).

 

 

 

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