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Aston Martin: le eredi di Vantage e DB11 saranno elettriche

Pubblicato 21 luglio 2021

La prima auto elettrica dell’Aston Martin arriverà nel 2025, ma in precedenza sarà la vota dei modelli ibridi a fare da ponte.

Aston Martin: le eredi di Vantage e DB11 saranno elettriche

PRIMA LE IBRIDE - Come ha confermato Tobias Moers, ceo dell’Aston Martin, ad Automotive News, la prima auto elettrica dell’Aston Martin, che sostituirà una delle due sportive con motore anteriore attualmente in gamma, Vantage e DB11 (nella foto qui sopra), arriverà nel 2025. Nel frattempo la casa di Gaydon proseguirà nella realizzazione di versioni ibride dei suoi modelli: la prima sarà la Valkyrie, l’inedita hypercar a tiratura limitata le cui consegne inizieranno a settembre del 2021, seguita nel 2023 dalla Valhalla, presentata nei giorni scorsi che abbina un V8 biturbo a due motori elettrici. Subito dopo dovrebbe essere la volta della suv DBX e della versione di serie della Vanquish Vision concept, tutte e due dotate di motori ibridi.

SI VOLTA PAGINA - Nel 2025 l’Aston Martin pianifica di voltare pagina, con la sua prima elettrica che potrebbe essere l’erede della DB11, dato che è nata nel 2016 ed è la più vecchia delle auto nell’attuale gamma, seguita dalla Vantage. Il ceo della casa inglese ha confermato che le EV attualmente in fase di progettazione dovranno avere un’autonomia di almeno 600 km e che dopo le due sportive sarà la volta di una suv elettrica, essenziale perché il mercato richiede fortemente questo tipo di auto.

OBIETTIVO DI CRESCITA - Quasi certamente, per sviluppare la futura gamma, l’Aston Martin sfrutterà la collaborazione con la Mercedes, che è anche azionista al 20% della casa inglese. Tra gli obiettivi del nuovo ceo ci sono quello arrivare a vendere 10.000 vetture all’anno (nel 2020 sono state solo 4.150) e di avere il 50% della gamma completamente elettrica entro il 2030. 

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Ritratto di Oxygenerator
22 luglio 2021 - 10:44
@ katayama Sa che invece io ho sempre pensato il contrario ? Non a caso è vendutissima anche nei paesi neo ricchi, dove si pensa che faccia “status”. Invece, per altri marchi meno “famosi”, ho sempre pensato che i compratori, fossero verii appassionati del marchio. Magari sbaglio. È un’idea che mi è venuta cosí, ad kazzum, non ho basi su cui si appoggia. Un po una sensazione, ecco.
Ritratto di katayama
22 luglio 2021 - 13:07
@Oxygenerator Sì, ci sta. Una Ferrari è però un po' "banale" e scomoda, in senso lato, se intesa come mero trofeo sociale. Si rischia l'imbarazzo, semmai, lo stigma dell'eccentricità, e anche nei "paesi neo ricchi" cui ti riferisci. È solo questione di tempo, d'abitudine. Lasciali precipitare nel baratro del tedio, in assenza di validi appigli. Poi ripiegheranno su "soluzioni" meno eclatanti, ne scopriranno le innumerevoli e sofisticate rimodulazioni all'insegna dell'understatement, o anche solo dell’esclusiva diversità. Si saranno create dimensioni espressive più evolute e nuove platee di fronte alle quali esibirsi. E una bella mattina si domanderanno: cos'è quest'affare che mi sono messo in garage? Ma con la lente della passione quelle specificità assumono significati ulteriori, restituiscono una storia raramente coerente e ininterrotta, e realmente unica al mondo. Non conta più niente, o quasi, dici? Ripeto: ci sta, ci sta tutto di 'sti tempi. Se la metti sul piano puramente economico, sì, sono oggetti esclusivi, riconoscibili, facilmente esibibili e intercambiabili. Ma veramente vogliamo banalizzare tutto così? È solo una domanda... Forse ha già in sé l'ineluttabile risposta. Spero di no.
Ritratto di Miti
22 luglio 2021 - 21:55
1
@Katayama # Kata , sto leggendo i commenti che fai ... è mi stai quasi spaventando !!!! Ahahahah!!!!! Comunque ...ti do un esempio. Mio ex gommista (81 anni) ha una Ferrari. La Testarossa. Un po' di tempo fa l'avevo già detto qui . Adesso gommista fa il suo figlio. Fino qui tutto normale. L'altro giorno sono andato con la macchina di mia moglie a girare le gomme e fare anche una convergenza. E c'era questo vecchio gommista la. Le ho chiesto ... "come mai sabato non ho sentito la sua Ferrari come al solito ?" Lui mi risponde che ha un po' di problemi di artrosi e al momento il medico le ha detto che può guidare ma non la Ferrari perché il rischio con un'auto potente è più alto. Ed era abbastanza scocciato. Le ho detto che può fare guidare suo figlio. Cavolo che se è incavolato. "Le ho lasciato il negozio. La mia belva assolutamente no. Le rimarrà alla mia morte. Ma non prima. E no con me vivo ancora." Non tutti che hanno una Ferrari sono stra ricchi. O sceicchi. O miliardari. Questo qua ha iniziato lavorare a 14 anni col suo padre. Ancora più incavolato mi dice " Tutti qui dicono che sono veramente ricco. Ma non è così. Si , non sono povero ovviamente. Ma quest'auto l'ho comprata quando il paese stava bene , quando si viveva con uno stipendio solo e si viveva bene. Quest'auto è l'unico sfizio che mi sono fatto in una vita di lavoro. Iniziando come apprendista di mio padre e finendo di lavorare 78 anni . Permetti che in una vita di lavoro farmi questo regalo ? Che comunque mantiene almeno il valore ? " Quello che vuol dire Kata che non sono solo calciatori o influiencer o imprenditori di successo che hanno una Ferrari. Tipo ciao cara o ciao caro. Ma anche gente normale. La motivazione ? l'Italia era un paese con un boom economico mica da ridere. Anni 60 e 70. E credimi che quest'uomo sa cosa ha nel garage.
Ritratto di katayama
23 luglio 2021 - 10:39
@Miti Stavolta siamo perfettamente in linea, in realta. Per me, infatti, i marchi "ciao-caro ciao-cara" sono tendenzialmente altri, non Ferrari. C'è sicuramente anche quella tipologia umana tra i clienti, e ci sta, ma per essere solo un trofeo sociale non mi pare il marchio più adatto, lo ribadisco. E sarà anche un problema per il marchio, in prospettiva. Con ogni probabilità, e qui penso di cogliere l'osservazione di Oxygenerator, anche Ferrari dovrà reinventarsi come marchio di lusso e d'immagine tout court, perché col tramonto dell'auto a sbuffi e stantuffi, anche sportiva, l'appeal su cui ha sempre potuto contare non ce l'avrà più. Non penso che il tuo gommista farebbe sacrifici per una Ferrari elettrica, mentre una persona di diverse possibilità ed estrazione, se vuoi anche più disincantata rispetto a certi temi e sicuramente di un'altra generazione, non avrebbe nessuna difficoltà a staccare il classico assegno pesante per una Purosangu-E (van di moda 'ste ca6ate, sorry), magari attratto del soffitto full-oled raffigurante Alpha Centauri in 4K.
Ritratto di Oxygenerator
23 luglio 2021 - 10:51
@ katayama Concordo. E spero, ma sono convinto che Ferrari sia già al lavoro per la transizione.
Ritratto di Miti
23 luglio 2021 - 11:10
1
Mi ricordo il brutto momento della Porsche non tanti anni fa. Che non era lontana di gettare la spugna. E solo la politica industriale tedesca con l'intervento della Vag l'ha salvata da una bruttissima situazione.
Ritratto di katayama
23 luglio 2021 - 11:40
@Oxygenerator Pfiuu... :))
Ritratto di Miti
23 luglio 2021 - 10:59
1
Katayama, io la vedo ancora più difficoltosa la situazione del premium e lusso. Visto la coppia motore che può garantire un'auto elettrica "normale", la tecnologia e il entertainment che queste possono offrire ... cosa si inventano queste case per attirare anche un'altra tipologia di clienti , non solo stra ricchi, ma semplicemente quelli che dopo una vita di lavoro vorranno farsi un regalo del genere ? O per tenere fermi i stra ricchi a comprare i loro prodotti?
Ritratto di katayama
23 luglio 2021 - 11:39
@Miti Se la batte al pari degli altri, se ce la fa. Io a Maranello ci sono stato tante volte, conosco le due linee d'assemblaggio, sovrapposte per gli storici 12 e 8 cilindri, le officine che realizzano i tubi di scarico in Inconel, le fonderie d'alluminio per basamenti, cilindri e teste, ecc. È un po' un "piccolo mondo antico", con tutti i suoi limiti oggettivi, e al di là della fanfara mediatica, della facile retorica. Non possono fare grandi volumi, quindi si concentreranno sugli "straricchi" che dici, assecondandone i capricci. È un passaggio forzato e necessario, come quello dell'introduzione dei catalizzatori, ma molto più importante. Allora tutti frignavano rispetto all'impossibilità d'attrezzare le auto come dei laboratori chimici, di sostenerne i costi, di svilupparne le tecnologie, ecc. E negli USA i catalizzatori erano già legge dal '71, vent'anni prima che fossero introdotti in Europa, figurati. E da noi girano ancora moto e motorini con "lubrificazione a tutta perdita", ossia a 2 tempi, negli USA banditi sempre dal '71, ognuno dei quali inquina come decine e decine di auto (ma li lasciano fare, i produttori sono noti a tutti). Per non parlare di quei povericristi dei giardinieri che ancora devono usare attrezzature con quegli stessi motori e si riempiono i polmoni di olio. E non volendo menzionare la motonautica dei Fantozzi che usa ancora fuoribordo con quei medesimi motori ancora, che scaricano direttamente in acqua (Honda è stata la prima ad introdurre i 4 tempi un po' in tutti i settori, onore al merito). A volte un sano calcio in kulo, passami l'espressione, serve a far dare una mossa (ricordo quando mio padre, io esitante, mi spinse dalla piattaforma dei 10 metri; fu molto istruttivo). Giulio lo appoggiavo per questo, perché mettendo a confronto diretto, senza filtri e addolcimenti, certa produzione cinese d'avanguardia (quella quotata al NYSE per intenderci, ma non solo) con quella nostrana provocava in modo costruttivo. Il suo sarcasmo non era cattivo, era risentito. È diverso. Buona giornata.
Ritratto di Miti
23 luglio 2021 - 12:06
1
Katayama , sui cinesi pensa solo all'ultima tipologia di treno che hanno già attivato qualche giorno fa. Con il "binario magnetico 2.0". Sul Giuliopedrali basta piangerlo ...se ne andato volutamente. Sui sceicchi che dire , vorrei vedere a chi accidenti venderanno il loro greggio fra una 20 di anni.
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