NEWS

Auto elettrica: ma quanto mi costi?

29 maggio 2018

La società LeasePlan anche quest’anno ha calcolato quanto costa avere un’auto elettrica, una a benzina e una diesel per valutare la convenienza.

Auto elettrica: ma quanto mi costi?

MOLTA STRADA DA FARE - Le auto elettriche stanno diventando economicamente sempre più abbordabili, ma in Italia la differenza rispetto a benzina e diesel resta ancora importante. Molto più di quanto non si verifichi negli altri paesi europei. Mentre il costo medio mensile per il possesso di un’auto a benzina in Italia è di 667 euro e 628 euro per un’auto diesel, per un’auto elettrica ci vogliono 986 euro. Dunque il 57% in più rispetto alle vetture diesel e il 47% in più nei confronti di quelle a benzina.

UNO STUDIO DETTAGLIATO - Sono valori riportati nell’annuale studio Car Cost Index di LeasePlan, società specializzata nel noleggio a lungo termine e nella gestione delle flotte aziendali, sui costi di possesso dell’automobile. Oltre a questi dati relativi al costo dei diversi tipi di vetture, lo studio mette a confronti tra di loro i dati di 21 paesi europei, in gran parte dell’Unione Europea, con l’aggiunta di Turchia, Svizzera, Norvegia. Il costo medio mensile per le auto nei 22 paesi considerati è di 536 euro per le vetture a benzina, mentre per quelle diesel ci vogliono 523 euro, e per finire le auto elettriche richiedono 819 euro al mese.

NORVEGIA LA VIRTUOSA - Andando più nel particolare va rilevata la non omogeneità dei costi tra paese e paese. E la cosa si rende evidente proprio per quel che concerne l’auto elettrica. Caso particolare è poi quello della Norvegia, dove i veicoli elettrici costano mensilmente meno rispetto a quelli a benzina e diesel. Per l’Italia c’è il poco simpatico primato che vede il nostro paese avere il costo mensile medio del possesso di un’auto elettrica più alto di tutti gli altri paesi. Dai nostri 986 euro al mese si scende sino a 597 euro in Ungheria. Un po’ più cara che in Irlanda l’auto elettrica la è in Polonia (634 euro), Norvegia (670 euro) e Olanda (705 euro). Da notare che in Olanda il divario tra il costo dell’auto elettrica e quello di una a benzina è minimo: solo il 2,76%. 

TUTTO INCLUSO - Il Car Cost Index di LeasePlan viene elaborato ogni anno per “sentire il polso” dei mercati. Sono presi in considerazioni i modelli di piccole e medie dimensioni. I costi calcolati tengono conto di ogni spesa che è necessaria per utilizzare l’automobile: carburante, ammortamento del veicolo, imposte, assicurazione e manutenzione. Di seguito i risultati dello studio, paese per paese.

COSTI DI POSSESSO MENSILI


 

Benzina

Costo mensile

Diesel

Costo mensile

Elettrica

Costo mensile

Austria

538 €

497 €

788 €

Belgio

590 €

561 €

898 €

Repubblica Ceca

416 €

425 €

800 €

Danimarca

642 €

607 €

914 €

Finlandia

630 €

637 €

955 €

Francia

472 €

475 €

836 €

Germania

515 €

489 €

788 €

Grecia

468 €

427 €

953 €

Ungheria

393 €

405 €

597 €

Irlanda

506 €

474 €

852 €

Italia

667 €

628 €

986 €

Paesi Bassi

604 €

686 €

705 €

Norvegia

731 €

722 €

670 €

Polonia

445 €

359 €

634 €

Romania

353 €

363 €

890 €

Slovacchia

442 €

416 €

955 €

Spagna

477 €

476 €

952 €

Svezia

631 €

568 €

770 €

Svizzera

557 €

516 €

800 €

Turchia

492 €

519 €

-

Regno Unito

538 €

535 €

719 €

Media

536 €

523 €

819 €





Aggiungi un commento
Ritratto di Davide-S
30 maggio 2018 - 10:12
1
Quello che si evince, oltre al costo mensile, è che la Norvegia è l'unico paese in cui l'elettrica costa meno delle auto a benzina e diesel. In tutti gli altri, anche se alcuni hanno un costo medio più basso, l'elettrico risulta essere il sistema più costoso.
Ritratto di Mbutu
30 maggio 2018 - 11:02
AMG, giusto per chiudere il discorso, ho googolato lo studio ed in inglese la voce di costo è definita come "deprezzamento". Quindi non da intendersi come l'ammortamento da bilancio ma come (prezzo di acquisto-prezzo di vendita)/3 anni, che è l'orizzonte temporale preso in considerazione (del resto LeasePlan noleggia auto, quindi ha tutto il vantaggio a considerare un orizzonte temporale breve). Vedendo i dati posso quindi confermare che la differenza la fa il costo di acquisto che nelle elettriche è più alto (sono quindi quelle più penalizzate dall'orizzonte temporale breve). Mentre manutenzione e carburante sono voci più economiche. Sempre i dati suggeriscono che la norvegia riesca a far costare meno le elettriche non tanto per il costo di acquisto quanto grazie a leve fiscali. Come al solito basta sviscerare i dati per mettere a tacere il 90% delle critiche all'elettrico.
Ritratto di Santhiago
30 maggio 2018 - 18:14
Ehm, Guarda che la conseguenza di questi elementi in realtà è proprio l'opposto di quella che hai tratto tu... Il deprezzamento annuo nel breve periodo è inferiore nell'auto elettrica, in quanto prodotto più nuovo, ancora di nicchia, e quindi con maggior trend di crescita nel mercato ( visto che non ti piace stare sul basico, è proprio uno degli elementi che nella SWOT analysis, che puoi 'googlare' con l' evolvere del lifecycle si sposta da SO a WT); allo stesso tempo la presenza di leve fiscali a suo favore, fa facilmente dedurre che in assenza di questi due aspetti, che ne drogano il vantaggio competitivo (o meglio ne riducono lo svantaggio, visto che di questo attualmente ancora si parla) necessariamente per un periodo di tempo limitato, Lo svantaggio reale dell'elettrico in condizioni di mercato perfetto sarebbe solo che maggiore. Per curiosità, come hai ragionato tu?
Ritratto di Giuliopedrali
30 maggio 2018 - 11:44
La Norvegia è il più grande produttore di petrolio d'Europa e tra i più grandi al mondo. L'elettrico può avere le sue controindicazioni però prevarrà con piccoli affinamenti spero non solo perché le auto di chi può, il nuovo status symbol, saranno le Tesla e simili supercar da famiglia cinesi, certo sarebbero da esplorare anche altre strade. Il top sarebbe il solare.........!!
Ritratto di Santhiago
30 maggio 2018 - 14:50
A chi sostiene che l'elettrico sia conveniente, e non sia solo una astuzia del mercato per sfruttare una moda chiedo: perché nel mercato dei camion, dove conta molto il costo di gestione, e dove l' acquisto è basato non su status ma su criteri razionali, nessun costruttore punta realmente sull'elettrico, e si continua a sviluppare diesel, anche da parte delle case che, ufficilamente, dichiarano di abbandonarlo? Non rispondete "per l' autonomia ridotta", perché non sto parlando solo di oggi, ma anche in ottica prospettica.
Ritratto di Giuliopedrali
30 maggio 2018 - 15:07
Nei mezzi pesante è difficile tecnicamente l'elettrico, al momento. Ma è da quando è uscita la Nio Es8 che sostengo che l'elettrico vincerà: è l'auto più significativa di oggi, se guardiamo i costi di gestione, nel settore lusso può pareggiare i costi di auto tradizionali. Però l'elettrico consente di realizzare quasi supercar per tutti, auto molto moderne, avanzate, dopo decenni di immobilismo, va di moda. Ricaricarselo in casa, cioè nella villa è (sarà) da veri self made man, ecc...
Ritratto di Mbutu
30 maggio 2018 - 17:06
Veramente al camion elettrico ci stanno lavorando tutti. Volvo e Renault prevedono di uscire sul mercato nel 2019. Man, Daf e (mi pare) Scania sono già su strada. Infine mettiamoci Tesla. Se a questo ci aggiungiamo studi\progetti di "marchi minori" ...direi che la tua affermazione è assolutamente falsa. Appena le auto elettriche potranno contare su maggiori economie di scala (e quindi costeranno meno) anche il divario evidenziato da questo studio verrà meno. Veramente, restate sul basico se non sapete le cose: autonomia e ricarica, sono gli unici argomenti che potete usare.
Ritratto di Santhiago
30 maggio 2018 - 17:41
Se la tua boria non ti avesse accecato, non avresti perso la parte dove ho scritto "punta realmente" sull' elettrico. È abbastanza ovvio che le operazioni di immagine le fanno tutti, Tesla in primis, ovviamente. Così come è altrettanto ovvio che il divario verrà meno con economie di scala e tecnologie consolidate, e solo perché commercialmente si sceglie questa strada anziché un miglioramento dei propulsori tradizionali (non rispondere con il tema inquinamento, perché l' elettrico non è la soluzione, ma è solo uno spostare il problema dalle auto alle centrali di produzione elettrica, aggiungendovi necessarie perdite di energia nello stoccaggio e nel trasporto) ma al momento e per molti anni ancora, l'elettrico non sarà premiante. Se non sai le cose ma vuoi uscire dal basico, puoi leggere ad esempio gli advisory report istituzionali di Templeton su Tesla.
Ritratto di Mbutu
30 maggio 2018 - 19:28
Nessuna cecità. Operazione di immagine è presentare un prototipo a qualche salone. Sviluppare ed immettere un mezzo sul mercato se non è "puntare realmente" non saprei come definirlo. Riguardo al ragionamento che non hai capito è molto semplice: differentemente da quanto sostieni le auto in proporzione perdono più valore nei primi anni di vita e questa maggiore perdita viene suddivisa in breve tempo. Allungando questo tempo il costo del deprezzamento annuo sarebbe inferiore ed i vantaggi in termini di minori costi di carburante e manutenzione dell'elettrico si farebbero sentire maggiormente riducendo il divario. Il discorso sulle leve fiscali non c'entrava nulla col deprezzamento. Era solo una constatazione del modo usato dalla Norvegia per "invertire" il dato. Io sarò borioso, ma tu non ne hai azzeccata mezza.
Ritratto di Santhiago
30 maggio 2018 - 20:33
Ho capito che ti mancano i fondamentali per fare un ragionamento economico, e anche gli strumenti per capirlo. Non è questione di opinioni, che sono legittime, forse ho sbagliato io a cercare di andare su questo piano in un forum di appassionati di auto. Ripeto, quando e se avrai modo di leggere qualche considerazione di analisti sul fenomeno auto elettrica, e non di commerciali o visionari, e scoprire che quello che scrivo non è mia fantasia, magari ti ricrederai. O forse no, sarai ancora convinto che tutti tranne te non ne imbroccano mezza. Per cui comprati sta auto elettrica, e goditi i risparmi che ti farà fare, e riforniti il più furbo del mondo
Pagine