NEWS

Auto ibride: il Ministero le classifica in tre fasce

Pubblicato 23 dicembre 2019

La diversa classificazione delle ibride in base alle emissioni di CO2 potrebbe preludere all'introduzione di benefici differenziati.

Auto ibride: il Ministero le classifica in tre fasce

NON SONO TUTTE UGUALI - Al motore termico, le auto ibride ne affiancano uno elettrico. Nel caso delle ibride cosiddette mild, o ibride leggere, si tratta di un motore a bassa potenza che interviene per lo più nello spunto e nelle frenate. Le ibride full hanno motori elettrici più potenti (e batterie più capienti), che sono in grado di spingere l'auto fino ad una certa velocità ed aiutare il motore termico aumentandone il brio. Le ibride plug-in sono ibride full con batterie ricaricabili da una sorgente esterna e quindi consentono di percorrere anche decine di chilometri con la sola propulsione elettrica. Queste tre tipologie di auto, sebbene diverse, sono talvolta considerate allo stesso livello per quel che riguarda agevolazioni sul bollo, parcheggi sulle strisce blu, accesso alle Ztl e permessi di circolazione. Questa situazione potrebbe cambiare, stando ad una recente circolare del Ministero dei Trasporti. 

TRE FASCE - Il Mit ha deciso infatti di suddividere le ibride in tre fasce di emissione, in base alle emissioni di anidride carbonica (CO2) fatte registrare in fase di omologazione (secondo il ciclo Nedc) e riportare al rigo V.7 della carta di circolazione. Nel Gruppo 1 ci sono quelle vetture che emettono fino a 60 g/km (attualmente presidiato dalle ibride plug-in), nel Gruppo 2 quelle tra i 61 e i 95 g/km (dove ricadono le ibride full, quelle non ricaricabili dall’esterno) e nel Gruppo 3 quelle oltre i 95 g/km (dove attualmente troviamo le ibride mild). Scopri qui sotto i modelli nelle varie fasce di emissioni:

> Le auto che emettono fino a 60 g/km
> Le auto che emettono da 61 a 95 g/km
> Le auto che emettono oltre 95 g/km

Appare evidente, per quanto il Ministero non lo abbia dichiarato, che questa suddivisione potrebbe servire in futuro per concedere differenti benefici in funzione della CO2 emessa.





Aggiungi un commento
Ritratto di remor
24 dicembre 2019 - 21:05
Osservazione/considerazione lodevole che coglie decisamente il punto
Ritratto di NeroneLanzi
25 dicembre 2019 - 22:33
Ehm, forse bisognerebbe controllare un attimo le norme prima di scrivere. Le mild hybrid che non pagano l’ecotassa prevista per vetture oltre i 160g, non la pagano semplicemente perché non superano i 160g. Se lo facessero, la pagherebbero. Se vogliamo parlare di incongruenze, queste le trovate esattamente all’opposto, ovvero sulle plug-in che omologano valori di CO2 ridicoli semplicemente perché il ciclo omologativo termina poco dopo l’esaurimento della carica.
Ritratto di Santhiago
26 dicembre 2019 - 10:30
Stavo x scriverlo io, bravo. Giusto il concetto di una suddivisione per emissioni, ovviamente, ma sbagliatissimo il sistema si misura, e quindi i risultati, e quindi la convinzione diffusa
Ritratto di 82BOB
26 dicembre 2019 - 12:47
Se il ciclo omologativo finisce poco dopo l'esaurimento della carica che significa? Signigica che per un normale ciclo di utilizzo consuma quella quantità di CO2!
Ritratto di NeroneLanzi
26 dicembre 2019 - 13:57
Se quando guidi fai esattamente lo stesso percorso simulato dal ciclo sul banco a rulli e (in caso di proprietari di PHEV) se orti con il 100% di carica nella totalità delle volte che guidi la vettura, allora è vero quanto hai detto. In tutti gli altri casi no.
Ritratto di 82BOB
26 dicembre 2019 - 20:17
Quindi praticamente sempre se hai la plug-in!
Ritratto di NeroneLanzi
26 dicembre 2019 - 22:57
Non risulta che chi acquista una plugin abbia abitudini di guida particolarmente differenti dagli altri automobilisti. Sul cominciare ciascun ciclo di guida con le batterie sempre al 100%, dispende. Se ti muovi sempre da un punto di ricarica all’altro e hai la possibilità di attendere sempre la ricarica completa allora sì, puoi riprodurre il valore omologato. In tutti gli altri casi, come sopra, no.
Ritratto di pierfra.delsignore
31 dicembre 2019 - 19:53
4
Dipende semplicemente da come usi l'auto è inutile girarci intorno: ogni auto è nata per un utilizzo di un certo tipo, fuori da quel tipo di utilizzo, inquina molto di più e consuma molto di più. Prendi una "vituperata" mild hybrid diesel, di vecchia generazione: se la usi per farci solo o quasi lunghe percorrenze autostradali 300-500 km giorno e di tangenziali con brevissimi tratti in città, tipo 10 km, il tempo di arrivare a destinazione e riprendere l'autostrada, magari terminata la giornata di lavoro da un cliente, è molto meno inquinante di una ibrida plugin di ultima generazione, benzina usata per lo stesso scopo; diversamente se invece fai brevi percorrenze, prettamente cittadine per raggiungere il posto di lavoro, con qualche tratto autostradale di media lunghezza 100-150 km l'ibrida plugin di darà enormi benefici in termine di impatto ambientale e di risparmio di consumi. L'auto perfetta adatta a tutti gli scenari non esiste, dipende sempre ed esclusivamente da che utilizzo principale ne fai: se devo andare sul Tonale con 70 cm di neve meglio un Suzuki Samurai 1.3 degli anni '80 con le gomme adatte, di una Ferrari 488 Pista con le semislick.
Ritratto di Santhiago
26 dicembre 2019 - 20:54
Assolutamente no BOB. Come fai a dire una cosa del genere? È come misurare i tempi che hai sui 200 metri, e poi sostenere che puoi quindi tenere lo stesso ritmo sempre
Ritratto di 82BOB
27 dicembre 2019 - 06:08
Prima cosa, se uno acquista una plug-in vuol dire che ha le abitudini per sfruttare al meglio il veicolo: lun-ven fai sempre gli stessi km e sempre partendo con carica al 100%, sab-dom avrai un uso variabile che non inficia il dato generale! Se non hai possibilità di ricarica, hai una percorrenza chilometrica giornaliera variabile o elevata non prendi una plug-in! È un concetto molto semplice da capire... I cicli omologativi non sono perfetti, ma non possiamo fare certamente 8 miliardi di cicli omologativi per adattarli alle abitudini di ogni singolo abitante della terra!
Pagine