NEWS

Batterie delle auto elettriche cariche in 5 minuti

Pubblicato 26 gennaio 2021

La starup israeliana StoreDot ha consegnato i primi campioni delle batterie che riducono drasticamente i tempi di ricarica. Vediamo come funzionano.

Batterie delle auto elettriche cariche in 5 minuti

DIFFIDENZE DA VINCERE - Se chiedete a qualcuno quali sono i suoi dubbi sul comprare un’auto elettrica è probabile che ne indichi subito due: prezzo e lentezza della ricarica. In effetti il rifornimento, semplice e veloce per i veicoli convenzionali, richiede tempo per le elettriche (oltre a un attento studio del percorso). La proposta di StoreDot promette di superare in un solo colpo queste diffidenze, grazie a batterie compatte, economiche e leggere a ricarica ultrarapida.

CAMBIAMO CHIMICA - La startup israeliana fondata nel 2012, ha consegnato pochi giorni fa i primi campioni delle sue batterie che promettono tempi di ricarica di soli 5 minuti. L’azienda ha rivisto materiali e metodi di fabbricazione non soltanto per diminuire i tempi di ricarica, ma anche per diminuire il peso a parità di capacità e aumentare la sicurezza. Uno dei fattori che limita la velocità della ricarica e anche la vita utile delle celle agli ioni di litio è la composizione dei catodi, l’elemento che è il polo negativo. Il catodo accoglie gli ioni di litio ed è tipicamente fatto di ossidi metallici, la cui conduttività non eccelsa limita la capacità di accumulare energia e la velocità della ricarica.

NON M’INFIAMMO - StoreDot ha sviluppato catodi che combinano polimeri organici con gli ossidi metallici promettendo velocità nella ricarica e alta capacità di immagazzinare energia. Questa innovativa composizione si sposa con l’assenza di grafite nell’anodo, cosa che diminuisce il rischio d’incendio e aumenta la durata delle celle. Anche l’elettrolita, il liquido nel quale si muovono gli ioni, è scarsamente infiammabile e combatte la formazione delle dendriti. Queste punte metalliche sono pericolose perché crescono lentamente fino a congiungere anodo e catodo provocando quindi riduzione della capacità e pericolosi cortocircuiti.

SU MISURA PER LE AUTOMOBILI - Sul versante delle batterie per le auto elettriche StoreDot prevede di lanciare la sua seconda generazione di batterie con anodi al silicio. È una strada simile a quella battuta da Tesla (qui per saperne di più) e vuole rimediare alle difficoltà poste da questi anodi con un approccio ispirato dalla natura. Durante la carica gli anodi al silicio tendono a “gonfiarsi” e il movimento inverso durante la scarica potrebbe innescare delle fratture. La soluzione è in leganti organici che si “curano” da soli durante la contrazione, ripristinando eventuali fratture avvenute durante l’espansione. L’uso di nanomateriali negli elettrodi permette poi di immagazzinare grandi quantità di cariche, aumentando la densità di energia. 

MENO TERRE RARE - Le future batterie XFC (eXtreme Fast Charging) di StoreDot riducono molto l’uso delle terre rare, quegli elementi (Praseodimio, Disprosio, Itterbio e così via) che per la loro scarsità e provenienza da luoghi lontani innalzano molto il costo delle celle. Le celle di nuova generazione, assemblate dal partner produttivo EVE Energy, saranno utilizzate da un costruttore cinese per assemblare batterie da provare sulle sue auto. Il ceo di StoreDot, Doron Myersdorf, è ottimista: “Il nostro team di scienziati ha superato le sfide intrinseche dell'XFC come la sicurezza, la durata del ciclo e il rigonfiamento degli anodi grazie a materiali e design delle celle innovativi. La consegna dei primi campioni è molto importante, portando per la prima volta le celle XFC dal laboratorio ad un prodotto commercialmente valido e pronto per la produzione di massa”. Il tempo dirà se queste parole si concretizzeranno effettivamente, ma sapere che queste celle si potranno fabbricare su linee di produzione delle attuali batterie agli ioni di litio induce un certo ottimismo. 





Aggiungi un commento
Ritratto di katayama
26 gennaio 2021 - 21:38
Sulle nanotecnologie e le interfasi le pubblicazioni scientifiche di maggior rilievo sono statunitensi e giapponesi. Gli israeliani non sono particolarmente rinomati. Di questa tecnologia se ne parla da diversi anni. Sicuramente le potenzialità di silicio ed organici sono notevoli. Nella foto al SEM vedo solo dei grani di ossido metallico, non percisato, in matrice organica. Poca roba, vaga e, parrebbe, mututata dal medicale.
Ritratto di Giuliopedrali
26 gennaio 2021 - 21:58
Siamo solo all'anno zero dell'elettrico, tra poco semplicemente non ci sarà storia rispetto al termico mi sembra anche ovvio, certo le auto d'epoca prenderanno sempre più valore anche quello è certo.
Ritratto di katayama
26 gennaio 2021 - 22:07
Nel medio vedo bene Tesla e Toyota-BYD in termini di innovazione industrializzabile, gli altri a seguire. La vera sfida è il solid state.
Ritratto di zero
27 gennaio 2021 - 02:19
Non ci sarà storia rispetto al termico sì, ma solo in termini di semplicità costruttiva e abbattimento dei costi. Proprio questo renderà i motori a combustione interna industrialmente ragionevoli solo nell'alto di gamma: le macchine termiche, divenute un prodotto emozionale ed esclusivo, diverranno qualcosa di ricercato da chi chiederà (e potrà permettersi) di distinguersi dalla massa.
Ritratto di Onofrio Brillo
27 gennaio 2021 - 06:51
Ma ti rendi conto, parli di distinguersi dalla massa ma nella tua povera vita hai avuto solo 146,147 e Punto. Praticamente una fotocopia di tutti gli altri barboni. Se vi passa di fianco una Tesla Model S Performance sembrerà essere arrivata dal 2.100 A.C
Ritratto di Andrea7876
27 gennaio 2021 - 09:44
"Onore alla Punto che ha fatto storia".... Si vede che la crisi economica ha fatto danni irreversibili al potere d'acquisto di molti.
Ritratto di Oxygenerator
27 gennaio 2021 - 07:52
@ zero. Mi rendo conto che si è molto convinto di questa sua idea rifugio. Ma guardi che anche i motori a benzina han bisogno di tantissime infrastrutture per poter funzionare bene. Solo per dire, ma quante pompe di benzina pensa, resteranno sul territorio, dopo la svolta elettrica ? Crede che il costo della benzina rimarrá uguale ? La comprerá al supermercato ? Certo, resterá qualche club di auto vecchie, che potranno muoversi ogni tanto in sfilata, come le auto storiche.
Ritratto di Almeron771
27 gennaio 2021 - 06:50
Possono innovare quanto vogliono, ma in Italia senza le centraline non andiamo da nessuna partre.
Ritratto di Oxygenerator
27 gennaio 2021 - 07:42
@ Almeron771 Il mondo, fortunatamente, se ne frega dell’Italia. Se siamo sempre indietro è colpa nostra. Basta leggere i commenti, su questa rivista, tutte le volte che viene proposto qualcosa di nuovo, per capire quanto, siamo sempre indietro. Sempre. E sa perché ? Perchè tutto ciò che non conosciamo, ci insospettisce. Perchè cambiamo i motori ? Ecologia ? Balle. Mancanza risorse ? Balle. Meno puzza ? La benzina è buona anche da bere. Il touchscreen ? Meglio le manopolone. Comandi vocali ? Poi partono da soli mentre parli. Tecnologie aiuto alla guida ? Come Guido io..... non mi fido......e se non funziona ?......e se voglio derapare ?......Mentre gli altri, vedono delle sfide, nelle nuove tecnologie, noi siamo sempre arroccati sul vecchio. Succede per ignoranza ovviamente e per mancanza d’immaginazione. Ma mica studiamo per capire, noooo. Si continua a ripetere un mantra, detto da qualcuno, qualsiasi sia, vero o falso che sia, per scongiurare il cambiamento. Cambiamento che per fortuna se ne sbatte di sto paese ignorante, per non dire morto e va avanti lo stesso. Tutto stò pipppone, di cui mi scuso, per dire cosa ? Che le centraline certamente servono e le metteranno, ma che le auto elettriche si usano in maniera diversa dalle termiche. Non bisogna aspettare che si scarichino completamente. Le si ricarica tutte le volte che ci si ferma da qualche parte. Le colonnine, arriveranno anche con l’espansione dell’elettrico. Siamo al primo anno di vita vera, dell’auto elettrica.
Ritratto di Mbutu
27 gennaio 2021 - 10:52
Oxygenerator, tenederei a generalizzare un po' meno di te (sono un ottimista) ma per il resto il tuo commento è da appalusi.
Pagine