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Bentley Flying Spur: il trionfo del lusso

Pubblicato 11 giugno 2019

La nuova generazione della berlina Bentley Flying Spur condivide ossatura e motori con la coupé Continental GT.

Bentley Flying Spur: il trionfo del lusso

L’ELEGANZA NEI DETTAGLI - Giunta alla terza generazione, la berlina di lusso Bentley Flying Spur abbandona i tratti morbidi delle prime due e si ispira alle linee più muscolose della coupé Continental GT: spiccano la grande mascherina con listelli verticali, le scalfitture più pronunciate nelle fiancate e lo spigolo nel portello posteriore. I tratti più scolpiti di questa “berlinona” non mettono comunque in secondo piano l’eleganza tipica delle Bentley, a maggior ragione considerato che l’edizione 2019 della Flying Spur ha un prestigioso dettaglio assente sulle prime due generazioni: è l’emblema della B alata sulla mascherina, un particolare del quale è dotata solo la più lunga e costosa ammiraglia Mulsanne. Ne deriva un maggiore senso di importanza e opulenza, che fa il “paio” con altri particolari a tono, come gli enormi cerchi fino a 22” ed i fari anteriori a led, sempre di forma circolare ma con un disegno interno più curato (ricordano le sfaccettature di un diamante).

SCHERMO RIBALTABILE - La Bentley Flying Spur è basata sul pianale della Continental GT, rivisto per fare fronte alla carrozzeria più lunga e per migliorare l’agio dei quattro passeggeri: il passo (la distanza fra il centro delle ruote anteriori e posteriori) infatti aumenta da 285 a 320 cm, quindi cresce anche la distanza fra le poltrone davanti e dietro, mentre la lunghezza passa da 485 a 531 cm. L’interno è rifinito in modo inappuntabile con materiali di altissima qualità, oltre ad una serie quasi infinita di personalizzazioni, tanto è vero che sono previsti quindici colori per il cuoio dei sedili e sette tipi di legno (oltre a diciassette colori per la carrozzeria). Le comode poltrone sono dotate delle funzioni massaggio, ventilazione e riscaldamento. La Flying Spur riprende l’originale consolle centrale della Continental GT, dove lo schermo a sfioramento di 12,3” può scomparire, ruotando su se stesso. alla pressione di un tasto: al suo posto tre indicatori a lancetta (per la temperatura, la bussola e il cronometro) o un semplice rivestimento in legno che riprende il disegno della plancia.

 

TANTA ELETTRONICA - La Bentley Flying Spur monta il motore benzina biturbo di 6.0 litri, con la disposizione dei cilindri a W tipica della casa inglese: in ciascuna delle due bancate i 6 cilindri non sono in fila, come accade nei V12 convenzionali, ma formano due file di tre sfalsate fra loro (il W12 ha il vantaggio di essere più compatto). La potenza di 635 CV e la coppia di 900 Nm regalano un certo brio alla Flying Spur, nonostante i 2437 kg di peso: la Bentley dichiara un ‘0-100’ in 3,8 secondi e una velocità massima di 333 km/h. Il cambio è robotizzato a doppia frizione con 8 marce, la trazione integrale. Oltre agli ammortizzatori con molle ad aria, per migliorare il comfort è presente il sistema Bentley Dynamic Ride, dove un attuatore per ciascun asse delle ruote regola la rigidità delle barre antirollio, in modo da evitare che la Flying Spur si “corichi” troppo nelle curve; questo sistema è alimentato da una rete elettrica supplementare a 48 volt. Sono presenti anche le ruote posteriori sterzanti: a seconda della velocità ruotano in direzione parallela o opposta a quelle anteriori, in modo da rendere l’auto più stabile o maneggevole.

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Ritratto di slvrkt
13 giugno 2019 - 21:12
4
basta non mettere uno schermo gigante, per fare un interno che sa di magnifico. e questi non sono speciali, ne' particolarmente belli, ma liberi da megaschermi da utlitaria koreana, o superfici touch da poverta' americana, sembrano eccezionalmente pregiati.
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