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La Bertone vicina alla fine

28 marzo 2014

La storica azienda torinese sta vivendo una fase pesantissima. Se entro aprile non ci saranno concrete novità, è inevitabile il tracollo definitivo.

La Bertone vicina alla fine
FINE DI UNA STRIA? - Sembra proprio che le speranze siano ridotte al lumicino per la Stile Bertone e la Bertone R&D - ragioni sociali delle società eredi della storica azienda torinese specializzata nel design automobilistico e nella carrozzeria, che in passato ha avuto anche capacità produttive importanti (la parte industriale è stata ceduta alla Fiat nel 2009). La situazione è drammatica per i 175 dipendenti delle due aziende, in particolare per quelli della Bertone R&D che non hanno ricevuto gli stipendi degli ultimi mesi. Oltre a ciò è grave la mancanza di informazioni sul reale stato delle cose.
 
AMMINISTRATORE IRREPERIBILE - Addirittura il sindacato Fiom ha denunciato l’irreperibilità dell’amministratore delegato e ciò ha creato la paralisi completa delle normali attività amministrative della società. Tra le altre cose ciò si traduce in un grave ostacolo per le procedure che consentono di beneficiare degli ammortizzatori sociali. Non essendoci la normale attività amministrativa, all’Inps non affluiscono i necessari dati per poter erogare quanto dovuto per cassa integrazione. 
 
SITUAZIONE COMPLICATA - Analogamente non sono state emessi i moduli Cud relativi al 2013, mentre la mancanza di certificazioni sulle spettanze mensili impedisce alle banche di concedere anticipi su ciò che sarà la cassa integrazione, che è già stata concessa, ma in assenza degli atti dovuti della azienda non può essere erogata. Insomma, una situazione pesantissima, nonostante che alle aziende non manchino gli ordini. Il problema è la mancanza di liquidità e a questo punto anche la totale carenza manageriale.
 
POCO TEMPO A DISPOSIZIONE - A fronte di questo quadro, sulla stampa sono apparsi articoli che pur riprendendo tutte le difficoltà del momento, danno credito a non meglio precisate dichiarazioni dell’azienda secondo cui la Bertone avrebbe a disposizione diverse offerte di interventi finanziari, tra cui uno turco, di cui peraltro si parla da mesi. Sempre secondo queste ricostruzioni,  nell’ipotesi che la trattativa non venisse chiusa con i turchi, ci sarebbero altre diverse offerte di intervento. Per il momento però la realtà è fatta di cassa integrazione e procedure fallimentari in corso. Procedure che se non interverrà qualche nuovo socio o una nuova proprietà non potranno che sfociare nel definitivo fallimento delle società. Il termine è aprile.
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Ritratto di NITRO75
28 marzo 2014 - 12:29
infatti si vedono GLI OTTIMI RISULTATI della fusione e del SALVATAGGIO di Fiat da parte del brand Americano: un bel polmone di monovolume al quale hanno cambiato solo il nome, pardon nemmeno, il marchio, un carrozzone tipo suv che per venderlo devono prezzarlo al costo di una berlina media, ed un'ammiraglia, ripeto AMMIRAGLIA, di un prestigiosissimo marchio italiano (che non sto a citare perchè non ne ha bisogno) presa paro paro da un carcassone d'oltre oceano con una calandra diversa....Questo è salvare? Allora meglio la morte............Vorrei ricordare, senza tifare per nessuno, che Fiat negli anni '80 aveva opzionato la SEAT; chi non ricorda la Marbella (clone Panda), la Fura (clone 127) e la Ronda (clone Ritmo)? quelli si che erano investimenti mirati............si mirati ad ottenere un margine discreto di vendite con un irrisorio sforzo progettuale. Cambiano i tempi ma le scelte mi sembrano sempre le medesime....la fortuna di Fiat è stato avere avuto di fronte un pool di sprovveduti americani forse troppo sempliciotti e di aver avuto un buon contratto blindato a prova di bomba........Condivido perciò i dissapori di quanti affermano in questa chat che a Pomigliano gli operai lavorano si e no una settimana al mese. Non è vendendo le Maserati che si risanano i bilanci; a meno che il Governo Renzi non decida di regalarne una ad ogni italiano ed allora il discorso cambia.........La FIAT è diventata grande con le sue utilitarie, 500, Uno, Punto, Tipo per citarne alcune......e quelle deve tornare a fare.....
Ritratto di Highway_To_Hell
28 marzo 2014 - 14:32
ma, non sfuggendo alla regola dell'italiota medio che nulla sa, ma parla per dar fiato alla bocca hai scritto un mucchio di sciocchezze affastellate su ammiraglie rimarchiate, lavoratori di Pomigliano, seat (che perde più ora con vw di quando era sotto il cappello Fiat), gli americani ingenui (che non si capisce perché continuino a comprare Chrysler a più non posso, mentre un noto marchietto tedesco oltreoceano ha registato un bel -12% nei primi due mesi dell'anno... Forse ne capiscono di auto più di quanto non si pensi...). Se questa è la "solidarietà" che intendi esprimere verso i lavoratori Bertone, beh, allora tientela per te: non sono molti per fortuna quelli che la pensano come te, ma, se ci facessero il favore di levarsi di torno, di certo peggio non si starebbe...
Ritratto di lele31
28 marzo 2014 - 16:06
ti quoto al 100% e ti dico di più, io spero che le professionalità della bertone, in termini di design, siano messe al servizio del rilancio dell'alfa romeo, infatti se fossi in fiat assorbirei la bertone
Ritratto di lele31
28 marzo 2014 - 16:07
ti quoto al 100% e ti dico di più, io spero che le professionalità della bertone, in termini di design, siano messe al servizio del rilancio dell'alfa romeo, infatti se fossi in fiat assorbirei la bertone
Ritratto di Sprint105
28 marzo 2014 - 11:40
che brutta fine per un marchio che ha reso grande il design italiano. Se va tutto rotoli, è necessario che la regione, o chi per essa, intervenga per salvare il museo e si suoi pezzi unici
Ritratto di onavli§46
28 marzo 2014 - 12:07
Casa automobilistica "carrozziera", nata nel lontano 1912, e dunque famosa autrice collaborativa di carrozzerie di auto quali, Countach, Miura, x1/9, Stratos ecc., sono veramente un brutto e forse irrisolvibile problema. A metà aprile, il giorno 13 per la precisione, forse con qualche però improbabile proroga, scadrà il termine di "procedura concorsuale concessa dal Tribunale di Torino". Neppure passate ma assai recenti trattative, avviate ma mai compiute al risolvimento della situazione e dell'acquisizione, con un magnate governativo della Turchia, tale Jan Nahum, sembra più salvare dal tracollo definitivo la famosissima carrozzeria. Un'altro pezzo di storia automobilistica carrozziera italiana, che finisce nel nulla, ma anche per responsabilità di "terzi"
Ritratto di MatteFonta92
28 marzo 2014 - 12:31
3
La situazione è drammatica, e purtroppo non lo scopriamo certo oggi: già da diverso tempo gli operai sono in CIG. A questo punto qualunque investitore si faccia avanti per salvare l'azienda è il benvenuto, purché dimostri serietà.
Ritratto di onavli§46
28 marzo 2014 - 14:02
ma oggi come oggi, chi rileva 20 milioni di € di debito, più interessi al concordato e alla possibile acquisizione, più strutture, più spese di progetto ex-novo e di rilancio, più lavoratori (questi "si" che sono invece da rilevare al lavoro in quanto veri artigiani del settore carrozziera). Le responsabilità sono anche nei meandri della Torino automobilistica, ove come in altre situazioni, si è usato e ancor si userà il metodo "usa e getta", e certamente mancante di ogni serietà industriale.
Ritratto di MatteFonta92
28 marzo 2014 - 17:11
3
Certo non è facile trovare qualcuno che, oltre a sborsare i soldi che servono per rilevare l'azienda, si appioppi anche tutti i debiti e le varie spese ingenti del caso... però chissà, magari qualche sceicco arabo potrebbe farlo... mai dire mai!
Ritratto di fastidio
28 marzo 2014 - 13:08
3
la foto parla da sola..auto incredibili e intramontabili, la miura, la giulietta sprint, anche la piu piccola e strana 850 spider sul fondo sono tutti dei capolavori..forse meglio chiudere e lasciare solo un bel museo
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