La BMW ferma i progetti in comune con la Daimler?

A Monaco non avrebbero digerito le ammissioni in merito alle accuse di cartello sulle quali stanno indagando le autorità tedesche.

AMMISSIONI E DISAPPUNTO - La notizia di qualche giorno fa secondo cui la Daimler (Mercedes) in pratica avrebbe ammesso attività di cartello con BMW, Volkswagen, Porsche e Audi (qui per saperne di più) pare che abbia avuto già un suo primo effetto. Secondo il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, la BMW avrebbe interrotto i colloqui con il gruppo Daimler proprio come reazione all’ammissione di cui sopra. Sempre secondo la testata tedesca, il management della casa bavarese sarebbe intenzionato a mettere in discussione il lavoro comune con la Mercedes. Il giornale però aggiunge anche che l’impegno per lo sviluppo di postazioni di ricarica per auto a emissioni zero vede coinvolte anche la Volkswagen e la Ford Europa, e sia pure con qualche ritardo, il lavoro comune dovrebbe proseguire.

ACQUA SUL FUOCO - A parte il dettaglio dei vari programmi in ballo, appare evidente che l’ammissione della Daimler ha creato problemi agli altri costruttori, mettendo in forse il proseguimento del confronto per lo sviluppo di nuovi prodotti. Va però aggiunto che il Ceo della Daimler, Dieter Zetsche, sentito da AutoNews, ha detto: “pur essendo da una settimana che non sento il capo della BMW, Harald Krüger, non ho ricevuto nessuna informazione in proposito, così come non ho colto alcun segnale che testimoni una rottura da parte della BMW”.

PROGETTI IN COMUNE - Mercedes e BMW lavorano assieme da parecchio tempo. Dal 2008, per esempio, le due case collaborarono in materia di componenti. Altro lavoro a cui partecipano le due case è la progettazione e messa a punto di una rete di ricarica da insediare sulle arterie autostradali entro il 2020. Da notare che già nel 2015 Audi, BMW e Daimler collaborarono e quindi acquistarono la società Here, specializzata in mappe elettroniche.



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