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Bugatti, prodotta l'ultima Veyron

24 febbraio 2015

Va in dorata pensione il sogno fortemente voluto da Ferdinand Piech: l'ultimo esemplare sarà esposto a Ginevra. Si lavora già sull'erede.

Bugatti, prodotta l'ultima Veyron
DIECI ANNI - Si chiama “La Finale” la chiusura di un cerchio durato dieci anni: una parabola che sa di artigianato, lusso, milioni di euro con destinazione Molsheim, Alsazia; di sogno per gli appassionati e di investimento per chi ha l'occhio lungo e il portafogli gonfio a dismisura. La Bugatti Veyron che vedremo esposta a Ginevra è stata battezzata proprio così, “La Finale” (della quale è stata diffusa per ora la foto sopra): dopo essere stata ritirata dal facoltoso acquirente, sulla produzione cala il sipario.
 
In questi 10 anni sono state numerose le versioni speciali della Veyron (come questa Hermes) che faranno la gioia dei collezionisti in futuro.
 
PROGETTO IN PERDITA? - Sono state 450 le Bugatti Veyron prodotte dal 2005: 300 coupé e 150 roadster. Non è stato un affare per il gruppo Volkswagen, che l'ha fortemente voluta dal grande capo Ferdinand Piech: per ogni esemplare, stando alle indiscrezioni, verrebbero persi quasi 5 milioni di euro. Calcolatrice alla mano, significa un passivo che sfiora i 2 miliardi di euro: non poco, neppure per chi è abituato a viaggiare a gonfie vele, ma non trae profitto da auto che - come media degli ultimi esemplari - vengono vendute a cifre che oscillano, al netto delle personalizzazioni, tra i due milioni e i due milioni e mezzo di euro. D'altronde, la Bugatti è nata come qualcosa capace di esulare dallo spazio e dal tempo, con forme capaci di solcare gli anni Trenta e proiettarsi direttamente nel futuro; con un motore da 8 litri estremamente complesso, caratterizzato dalla bellezza di 16 cilindri disposti a W (in pratica, è l'unione di due unità V8 con bancata strettissima) e quattro turbocompressori.
 
Consegnata la Veyron agli archivi ora la Bugatti si trova dover svilupparne un'erede che possa competere con la nuova generazione di supercar ibride: Porsche 918 Spyder, La Ferrari e McLaren P1.
 
GIÀ SI PENSA ALL'EREDE - Impossibile non pensare alla trazione integrale per scaricare a terra potenze che hanno, nel tempo, abbondantemente varcato la soglia dei 1.000 CV: un po' come le Colonne d'Ercole, si è arrivati al platonico titolo di auto di serie più veloce del mondo con la Super Sport, capace di raggiungere 431 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 2”3. Numeri che non hanno, verosimilmente, significato per il possessore di una Bugatti, certamente più interessato all'oggetto in se e al suo valore collezionistico. La Veyron lascia, è vero. Ma la Bugatti raddoppia: in cantiere c'è l'erede, che si preannuncia ancor più bella e mostruosamente potente, visto che si vocifera di 1.500 CV e 460 km/h (qui sper saperne di più).
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Ritratto di MatteFonta92
24 febbraio 2015 - 17:16
3
Mi viene da dire: finalmente! Era ora che smettessero di produrre questa inutile ed orribile automobile, che vorrebbe essere un oggetto lussoso ma in realtà è solo tamarro e pacchiano. L'unica brutta notizia è che avrà un'erede!
Ritratto di wesker8719
24 febbraio 2015 - 23:42
complimenti mattefonta hai veramente fatto un commento da 10 e lode
Ritratto di Flavio Pancione
24 febbraio 2015 - 20:08
7
Quando venne presentata oltre ad essere affascinanto dalla sua velocitá perche ero solo un bambino, devo dire che tutto sommato non era per nulla banale tecnicamente. Se l'obiettivo era quello di impressionare , a mio parere ci sono riusciti , ne tanto meno è facile ficcare quel motore e quelle prestazioni in un'auto. Poi puo non piacere esteticamente, ma non capisco le critiche. Tra queste hypercar esistenti oggi c'è poco di tamarro e pacchiano o inutili poiche tutte puntano a prestazioni record. Comunque nella mia classifca personale la mia preferita è la pagani huayra insieme a LaFerrari
Ritratto di wesker8719
24 febbraio 2015 - 23:50
la veyron è sempre stata un auto controversa ma ha ricevuto una valanga di elogi durante la sua vita commerciale e solo gli appassionati veri ,quelli che amano la meccanica la possono adorare perchè ottenere quello che hanno ottenuto a inizi anni 2000 è stato un capolavoro !! i denigratori non hanno proprio nessuna voce in capitolo
Ritratto di napolmen2
24 febbraio 2015 - 22:40
"l'auto buffone" verra' ricordata per un dato: oltre 4 milioni di euro a macchina di perdita con un marchio glorioso ridotto a fare queste porcherie!! oltre alla piu' grande figura di emrd automotive: 3 uscite di strada (di cui una prende fuoco) davanti ai potenziali clienti
Ritratto di wesker8719
24 febbraio 2015 - 23:46
quest'auto ha semplicemente fatto la storia ,l'unica hypercar talmente evoluta da andare a 430km/h e allo stesso tempo tranquillamente in città nel lusso totale ,e se si pensa che pesa quasi due tonnellate aveva un'agilità pazzesca ,poi 450 esemplari e quasi tutti pezzi unici ,esclusività al quadrato...
Ritratto di Roberto Carnevale
25 febbraio 2015 - 15:17
Come diceva Fantozzi, se ne va finalmente una C....a pazzesca.
Ritratto di luigi sanna
25 febbraio 2015 - 17:03
5
....bello! Secondo me, è stata una sorta di "propaganda" da parte di VW, per riportare l'Italico marchio ai vecchi fasti. Sicuramente una propaganda molto costosa, l'investimento non si è ripagato, ma in Casa VW, se lo possono permettere, in Casa FIAT si è rischiato il fallimento per la STILO..... Resta cmq. un'auto da record, andare oltre i 400 km orari, sul Pianeta Terra, con un'auto provvista di targa e fari, è cosa notevole. A quella velocità l'aria è come "panna", per quanto è densa..... Spero in una linea Bugatti, più verso auto eleganti, che ipersportive. Anche perchè dopo la Veyron, si può fare solo un missile Terra/Aria!
Ritratto di luigi sanna
25 febbraio 2015 - 17:06
5
.... La Bugatti di Italico non ha nulla, è Francese..... Non so perche ricordavo fosse Italiana, sicuramente nella Storia Bugatti c'è un'Italiano. Uno si trova sempre.....
Ritratto di Fr4ncesco
25 febbraio 2015 - 18:55
2
Il fondatore era italiano, l'azienda però è nata in Germania in un territorio poi passato alla Francia. Negli anni 80-90 è rinata in Italia, poi è stata ceduta alla VW che l'ha riportata dove fu fondata, quindi nell'attuale Francia. È un auto tedesca costruita in Francia con un nome italiano. Un bel giro insomma.
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