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Una Chevrolet Camaro elettrica al SEMA 2018

30 ottobre 2018

“Sacrilegio” o futuro inevitabile per le muscle americane? La domanda sorge spontanea di fronte a questa concept eCOPO Camaro.

Una Chevrolet Camaro elettrica al SEMA 2018

RITORNA LA SIGLA COPO - Di questi tempi non è inconsueto che una casa automobilistica annunci la versione elettica di un proprio modello, ma dobbiamo ammettere che fa ancora specie vedere un “mostro” come la Chevrolet Camaro, sinonimo della “muscle car” americana per eccellenza, sfrecciare silenziosamente sui lunghi rettilinei appositamente costruiti per le gare dei potentissimi dragster. Succede però con la eCOPO Camaro Concept, annunciata dopo la presentazione al SEMA (la fiera di accessori e tuning in corso a Las Vegas) della COPO Camaro 2019, una versione della leggendaria muscle car che sembra aver abusato di steroidi e che sarà riservata solo alle competizioni sul quarto di miglio. Le versioni COPO del 2019 sono state concepite per celebrare i cinquant’anni della sigla COPO (Central Office Production Order) che venne utilizzata inizialmente nel 1969 per indicare modelli di Chevrolet Camaro particolarmente estremi e con inusuali combinazioni di optional.

SOLO UN PROTOTIPO - La eCOPO Camaro è anch’essa una concept car riservata alla pista e monta, per la prima volta su una vettura General Motors, un pacchetto di batterie capace da 800 volt. Il motore è ricavato dall’integrazione di due BorgWarner HVH 250-150, entrambi con 406 Nm di coppia, e genera una potenza di 700 CV trasmessa alle ruote posteriori. Secondo la Chevrolet la Camaro completa il quarto di miglio in meno di 9 secondi. La Chevrolet ha voluto altresì dimostrare la duttilità di una tale configurazione del motore, che nel caso specifico può essere accompagnato da qualsiasi trasmissione prodotta da General Motors, non andando ad intaccare la posizione delle altre componenti meccaniche. Le quattro batterie da 200 volt pesano 80 kg ciascuna e sono montate strategicamente al posteriore per ottimizzare il bilanciamento dei pesi e sono collegate ad un sistema elettronico che ne gestisce il voltaggio e monitora le temperature. Il sistema di gestione delle batterie ne ottimizza il trasferimento della potenza al motore e consente ricariche molto rapide, aspetto fondamentale trattandosi di una vettura da competizione teoricamente impegnata in diverse manche durante ogni giornata di gare.

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Ritratto di Marco_Tst-97
31 ottobre 2018 - 15:16
In Cina hanno qualcosa che si chiama MONOPOLIO delle materie prime delle batterie, se investono è dunque per convenienza economica, non per ecologia. A noi europei non cambierebbe nulla passare dai combustibili all'elettrico da un punto di vista economico, ecco perché qui si spendono meno capitali sulla tecnologia elettrica.
Ritratto di Gianlupo
31 ottobre 2018 - 20:54
Noi possiamo acquistare da chi vogliamo litio ed altro, così come possiamo acquistare da chi vogliamo il greggio. Che non cambi nulla da punto di vista economico non saprei... L'implementazione d'un piano di sviluppo sulla mobilità elettrica, con relativa produzione di modelli nuovi o convertiti che siano, passerebbe di necessità attraverso la nazionalizzazione di parte delle aziende automobilistiche attualmente in mano a FCA, visto che il gruppo è molto propenso alle delocalizzazioni, che dall'Italia continua a ricevere veramente troppo, e che dell'Italia non potrebbe importargliene di meno, oltre ad essere in posizione di MONOPOLIO. Basta?
Ritratto di Marco_Tst-97
1 novembre 2018 - 08:57
Credo tu non abbia capito cosa sia un monopolio, vai a informarti prima di sparare frasi a 0.
Ritratto di Gianlupo
1 novembre 2018 - 10:40
Nella fattispecie, monopolio in un settore e in una nazione: punto. Non c'è molto di che informarsi, sai. FCA è monopolista nel settore automotive in Italia, mentre alcune società cinesi hanno fatto acquisti importanti di aziende minerarie all'estero. Che senso ha, ad esempio, rivolgersi agli americani per acquistare litio? Costerebbe di più; semplice regola del libero mercato, no? In tutto questo il monopolismo dove sta? Nel cogliere l'opportunità di far fruttare degli investimenti? Cosa che l'Italia non ha saputo fare o che all'Italia non hanno lasciato e non lasciano tuttora fare? Chiarisciti tu le idee, studiati magari le idiozie di quell'imbeci11e criminale di Milton Friedman e renditi conto di cosa stai parlando.
Ritratto di Marco_Tst-97
1 novembre 2018 - 11:33
Poiché l'Unione Europea è però dipendente energeticamente da paesi extacomunitari e non ha riserve né di gas naturale, né di petrolio e né di litio, qualsiasi investimento non può essere fatto a scatola chiusa perché tanto i costi di gestione energetica poi sarebbero ridotti. Semplicemente, l'unica fonte energetica "europea", ma solo perché sono gruppi di paesi europei come ad esempio l'Eni a possedere dei pozzi in paesi stranieri, è proprio il petrolio, con i suoi derivati. Forse anche il metano, ma non sono informato, e ultimamente si stanno facendo passi avanti con l'idrogeno.
Ritratto di Gianlupo
1 novembre 2018 - 18:44
L'idrolisi è un assurdo energetico per ottenere l'H e il suo ottenimento da HC comunque porterebbe alla produzione di CO2. Quanto all'europetta, quella comunitaria intendo, abbiamo: il nucleare anzitutto (anche se non è argomento da anime belle) e, certo che sì, il petrolio fuori porta. Peccato che lì le carte le diano de facto gli anglo-sion-americani che, loro sì, detengono il monopolio del petrolio in occidente (con gli amici sauditi al guinzaglio, l'Iraq raso al suolo ed espropriato, la Siria rasa al suolo e basta, l'Iran dove ancora ci stanno provando, ecc.). Questo è il quadro, e Mattei non è certo morto per caso, decollato proprio da Catania dove gli anglo-sion-americani posero le basi e dove strapparono un accordo col governo locale, ancora di stampo monopolistico, per lo sfruttamento dei giacimenti dell'isola e delle acque di pertinenza. Che il suo successore Cefis fosse, poi, kvlo e camicia con l'OSS/CIA, questo sta scritto pure sulle brochure dell'ex-AGIP. Quindi di cosa ci stiamo lamentando rispetto alla Cina? Del fatto che con le sue mega-factory produca a nastro pacchi di batterie per molteplici applicazioni tra cui l'automotive? Del fatto che anche VAG ne possegga una di mega-factory, in fase d'ampliamento per giunta, come diversi altri investitori esteri del resto? È forse monopolio questo? Sarà allora monopolio tecnologico allora? Corea del Sud e Giappone, ma credo che anche Musk e Germania siano sul pezzo, coi loro investimenti stanno riducendo drasticamente l'impiego di questo metallo nella produzione di batterie, laddove la Cina avrebbe solo da perderci da questa scelta tecnologica, visti i notevolissimi investimenti minerari fatti. La soluzione migliore s'imporra: punto. Dove sta allora 'sto benedetto monopolio? In Cina, nello SCO, dove? Ce l'avete sotto gli occhi, e da più di mezzo secolo, il monopolio per antonomasia! Schifoso, criminale, guerrafondaio, responsabile di indicibili crimini contro l'umanità, che ha spazzato via milioni di vite umane, che ha irreparabilmente inquinato intere aree geografiche, che ha distrutto preziosissime tracce di civiltà millenarie. E voi? Gonfi come tacchini di putrida farcia di regime, di dichiarazioni stolide di eurocrati ibeci11i, che dal sempre imbeci11e di cui sopra e dal suo discepolo prediletto Rumsfeld, hanno imparato la facile lezioncina, mi venite a raccontare che la Cina investe nell'elettrico perché è monopolista? Maddai!
Ritratto di Marco_Tst-97
2 novembre 2018 - 13:51
Ho capito: sei solo uno di quei complottisti che vedono piani occulti anche nella vendita di un aspirapolvere. Meglio così, almeno ho capito che ragionare con te sarebbe inutile. Addio, non risponderò più alle tue risposte esaltate.
Ritratto di Fulminebianco
31 ottobre 2018 - 13:48
Io voto per "sacrilegio".
Ritratto di Giuliopedrali
31 ottobre 2018 - 14:52
Tanto l'ultimo motore vero era il Boxer asburgico dell'Alfa, 1971, da lì in poi danno più emozione gli elettrici...
Ritratto di Marco_Tst-97
31 ottobre 2018 - 15:19
Sì, come no, e allora i vari V12 Ferrari, V10 Lamborghini/Audi, 6 cilindri in linea BMW e compagnia sono solo miraggi nel deserto, vero?
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