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La Cina prova a frenare la guerra dei prezzi dell’auto nel mercato interno

Pubblicato 16 febbraio 2026

Stop alla vendita in perdita e controlli su concessionari e fornitori: il governo cinese interviene per difendere margini e stabilità del settore.

La Cina prova a frenare la guerra dei prezzi dell’auto nel mercato interno

SCONTI AGGRESSIVI

Spinti dalla fortissima concorrenza interna, da oltre due anni i costruttori cinesi stanno attuando sul mercato locale una vera e propria corsa al ribasso. Si assiste così a un continuo calo dei prezzi per cercare di conquistare il favore dei clienti, che tuttavia si traduce in margini fortemente ridotti per le aziende e problemi dal punto di vista qualitativo e di sostenibilità della produzione. Nel tentativo di mettere fine a questa guerra dei prezzi, il governo cinese ha vietato alle case automobilistiche di vendere veicoli al di sotto del costo di produzione. 

Come riporta Bloomberg, le nuove linee guida stabiliscono che nella voce “costo” non si debbano considerare solo le spese necessarie per produrre materialmente il veicolo, ma anche quelle amministrative, finanziarie e commerciali. In questo modo, le autorità cinesi vogliono impedire ai produttori di applicare sconti aggressivi per aumentare le vendite, in un circolo vizioso che finisce per coinvolgere tutti. 

Il governo di Pechino vieta anche accordi sui prezzi tra le case automobilistiche e i fornitori, e impedisce ai marchi di costringere i concessionari a vendere in perdita tramite sistemi di incentivi penalizzanti.

nio fabbrica

DIFFICOLTÀ PER I PIÙ PICCOLI

La competizione estrema degli ultimi anni aveva favorito colossi come la BYD e la Tesla, mettendo allo stesso tempo in difficoltà i produttori più piccoli, che erano obbligati ad avere margini sempre più ridotti per poter rimanere sul mercato. La pressione si è avvertita anche lungo tutta la filiera, sotto forma di richieste di sconti ai fornitori e pagamenti dilazionati: pratiche che i legislatori cinesi vogliono cercare di limitare. 

Le nuove regole includono anche un maggiore controllo sulle piattaforme digitali di vendita auto, che dovranno segnalare prezzi anormalmente bassi sia ai consumatori sia alle autorità. Inoltre, sono state inasprite le norme sui veicoli definiti dal software: le case dovranno avvisare i clienti prima della scadenza delle prove gratuite dei servizi digitali e non potranno trasformare in abbonamenti a pagamento funzionalità non dichiarate al momento dell’acquisto.

xpeng g6 2026 02

MERCATO IN CALO

Nonostante gli sforzi di Pechino per fermare gli sconti aggressivi, il 2026 si è aperto con una nuova ondata di ribassi dei prezzi, che tuttavia non è riuscita a mantenere il mercato ai livelli dello scorso anno. Infatti, secondo la China Passenger Car Association, a gennaio 2026 le vendite al dettaglio di auto sono diminuite del 14% rispetto all’anno precedente, con un calo del 20% per i veicoli a nuova energia (elettrici e ibridi plug-in). 



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Ritratto di Alexspc79
16 febbraio 2026 - 13:25
53
Meno male, la Lynkco non fa nessuna offerta e la Garanzia è bassa. Strano però
Ritratto di Edo-R
16 febbraio 2026 - 13:28
Quindi non è tutto oro in Cina come vorrebbero far passare taluni esperti, anzi un gioco a perdere per i più.
Ritratto di Comparsa
16 febbraio 2026 - 13:33
Non sono un conoscitore del mercato cinese, quindi provo a dare un giudizio di pura ipotesi: da quel che si legge sembra che il mercato cinese, almeno dell'auto e altrettanto almeno finora, abbia molta più concorrenza di quello europeo dove, da noi, poche società hanno miriadi di marchi e si permettono di alzare i prezzi senza temere concorrenza. Se non sbaglio persino la triade tedesca si è concessa accordi per non pestarsi troppo i piedi. Valutazione del tutto personale e completamente ipotetica.
Ritratto di Edo-R
16 febbraio 2026 - 13:37
Certo, assolutamente, ma questo non sembra un mercato "sano" e fa riflettere il vendere con margini pressoché nulli o in perdita, soprattutto quando si sentono le garanzie che vengono date, a questo punto è solo una trovata pubblicitaria a livello industriale, accettano il rischio come nel vendere a prezzi stracciati.
Ritratto di giocchan
16 febbraio 2026 - 14:55
Probabilmente è stata anche una manovra per mettere all'angolo e estromettere i costruttori stranieri. Arriva il nuovo, e si impone grazie al rapporto qualità-prezzo iper-aggressivo. Il costruttore occidentale non riesce a reggere la concorrenza, e si ritira / dichiara bancarotta. Ora molti costruttori occidentali non ci sono più, o sono marginalizzati... e "il nuovo" (BYD, ecc...) è diventato "il vecchio", quindi a loro volta rischiano di essere estromessi da un ulteriore costruttore che vende in perdita. Vendere in perdita è "facile" quando sei all'inizio e non fai volumi: gli impianti sono sovradimensionati, e arrivare al profitto è impossibile se l'impianto non arriva almeno (ad esempio) al 60-70% della sua capacità massima. C'è poi anche il discorso di concessionarie e officine: nessuno le apre se non c'è un minimo di veduto.
Ritratto di Comparsa
16 febbraio 2026 - 17:29
Credo ci sia un insegnamento di fondo in tutto questo: i mercati se lasciati a sé stessi provocano solo danni. Il liberismo sfrenato porta solo apparente benessere, in realtà provoca disastri sociali, ambientali e industriali. Il mercato va regolamentato e pure ferocemente. Certo il sistema Cina, almeno per noi occidentali, non è proprio un idillio. È proprio in queste istanze che si sente la mancanza di veri intellettuali (se esagero e scado nel fatalismo fatemi una pernacchia che mi rimetto in riga).
Ritratto di Lele_1998
16 febbraio 2026 - 18:55
3
e hai esattamente ragione. Il motivo per cui Pechino avrà dominio mondiale e gli equilibri si sposteranno a Oriente è proprio questo. Pensare che sia sostenibile arricchire i ricchi creando loophole legali per non contribuire a creare valore aggiunto è follia. E oggi il sistema occidentale mostra che si sono raggiunti i limiti
Ritratto di EVpundit
16 febbraio 2026 - 21:57
Non ci hai capito proprio nulla. È esattamente il contrario. Prima il governo cinese droga il mercato con incentivi di produzione ed aiuto alla vendita, poi siccome nessuno deve fare veri profitti e neppure in certi casi vendere ma solo produrre, si scopre che il mercato affonda nei debiti e la filiera sta andando in default e si corre ai ripari con regole che correggono le distorsioni introdotte dal governo stesso. Solo il mercato decide quale è il produttore sano da salvare.
Ritratto di Comparsa
17 febbraio 2026 - 07:59
@EVpundit: mi stai dicendo che ancora credi nel laissez faire, laissez passer? Dopo tutte le storture che abbiamo conosciuto nel mondo occidentale? Dopo tutte le delocalizzazioni selvagge e la desertificazione industriale di interi centri di produzione? Dopo il passaggio dalla focalizzazione sul prodotto alla finanziarizzazione di ogni settore? Secondo te il mercato dovrebbe essere lasciato a sé in ogni settore? Energia, acqua, gas, trasporti. Tutto? Lascia perdere la Cina. Guarda il cosiddetto occidente, guarda l'Europa che ha conosciuto 200 anni circa di enorme crescita e incremento del benessere depredando (quindi a scapito) del resto del mondo (vedi colonizzazione e sfruttamento selvaggi). Lascia perdere le ideologie, la destra, la sinistra, il comunismo, il socialismo. Sono gabbie mentali per occuparci il quotidiano. Dimmi sinceramente se le situazioni in cui vertono i cosiddetti "paesi sviluppati" oggi siano veramente idilliache. Il liberismo selvaggio è un sistema predatorio che abbisogna di sfruttamento altrui continuo, basato sulla propaganda sistematica per alimentare una relativamente ristretta élite al comando di fatto parassitaria e che deve mantenere il resto della popolazione mondiale alla miseria per sostenere e continuare lo status quo. (Ripeto: se scado nel biblico spernacchiatemi che correggo ;-).
Ritratto di Lele_1998
16 febbraio 2026 - 18:48
3
La Cina nel 2010 ha investito massicciamente nel settore, e dal 2022 prova a staccare la spina all'investimento pubblico. Lo stesso modus operandi è stato utilizzato nel settore fotovoltaico: prima ricerca, sviluppo e finanziamenti statali a goccia, assieme a formazione professionale e impieghi prettamente pubblici nel settore- nascono tante aziende statali, tante aziende non statali ugualmente finanziate, tante startup(che in Cina sono aziende non statali con finanziamenti non pubblici) - fine sussidi per tutti - tanti fallimenti - pochi gruppi superstiti= dominanza di mercato domestica e poi mondiale. Nonostante l'assetto praticamente comunista, con una politica industriale non così lontana dai piani quinquennali URSS, alla fine in passato sono arrivati allo scopo desiderato. Nel campo auto sono ormai primi produttori per il domestico in ogni segmento di mercato, nel 2025 hanno anche preso la maggioranza del luxury, che è sempre stato trainato dai nostri marchi tedeschi
Ritratto di EVpundit
16 febbraio 2026 - 21:58
Anche i russi erano i massimi produttori di segmento luxury, a loro detta. I record cinesi sono per lo più fuffa
Ritratto di Lele_1998
16 febbraio 2026 - 22:14
3
Mercedes -20, BMW -12, Audi -5. Porsche -26 e chiuderà il 30% dei concessionari. Tra inizio gennaio e inizio febbraio BMW e Mercedes hanno tagliato i listini, che sono bene o male pubblici con google translate; alcune auto scontate anche di 10.000 dollari al cambio, 69.000 yuan. E con 69.000 yuan in Cina compri tante auto. Insomma, più di così.
Ritratto di Volpe bianca
16 febbraio 2026 - 13:59
Il finto El Dorado automobilistico cinese... Ne resteranno in piedi solo pochi, la bolla sta per scoppiare.
Ritratto di Lele_1998
16 febbraio 2026 - 18:48
3
ed è sempre stato voluto, nonché parte di un piano più grande
Ritratto di giocchan
16 febbraio 2026 - 23:12
Quelli che sopravvivranno sono mostri a tre teste: BYD, Geely, Xiaomi, Leapmotor... oltre ovviamente alle statali BAIC, SAIC, Dongfeng, ecc...
Ritratto di EVpundit
16 febbraio 2026 - 21:58
Concordo.
Ritratto di forfElt
16 febbraio 2026 - 14:03
Peccato. Mi piaceva che almeno un mercato mondiale dove davvero le bev/costano poco ci fosse. Vabbè, per il momento intanto "godiamoci" ss'ulteriore ondata di ribasso d'inizio 2026...
Ritratto di telemo
16 febbraio 2026 - 14:06
Ma come! Secondi alcuni esperti del sito, scrivevano che il mercato Cinese andava a una velocità supersonica rispetto a quello Europeo, e invece..... chissà i piazzali dell'invenduto come strabordano di auto elettriche e non.
Ritratto di Lele_1998
16 febbraio 2026 - 19:04
3
puoi provare a chiedere agli esperti tedeschi cosa è successo tra 2000-2005 quando i cinesi si buttarono nel fotovoltaico, con gli esperti di Bruxelles continuarono a permettere la delocalizzazione industriale in Cina
Ritratto di EVpundit
16 febbraio 2026 - 22:01
L'estinzione totale dei produttori tedeschi. Quel genio di Obama fece il bis e vi fu l'estinzione dei produttori americani. I politici GRETINI fanno più danni di Attila e Gengis Khan
Ritratto di EVpundit
16 febbraio 2026 - 21:59
Hai colto il segno, ed oltretutto i famosi esperti non erano altro che markette della propaganda ciainese
Ritratto di Norman_Pit
17 febbraio 2026 - 21:44
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+1
Ritratto di Quello la
16 febbraio 2026 - 14:51
“… il governo cinese ha vietato… di vendere veicoli al di sotto del costo di produzione”. Questo è un vero CEO! Lungimirante.
Ritratto di probus78
16 febbraio 2026 - 16:14
Vendere senza margini o in perdita è tattica vecchia per conquistare quote di mercato o addirittura per mandare in fallimento i concorrenti, specie se hai un governo che ti aiuta indebitamente. I cinesi hanno ridotto al lumicino le quote straniere nel loro Mercato interno e hanno eroso quote all"estero. Evidentemente sta arrivando il momento di raccogliere il seminato.
Ritratto di EVpundit
16 febbraio 2026 - 22:02
Evidentemente un governo cinese senza più soldi ed un deficit al 380% del PIL con i risparmi dei privati evaporati a causa dello scoppio della bolla immobiliare non può più permettersi di finanziare una industria che continua a fare debiti.
Ritratto di probus78
18 febbraio 2026 - 20:36
Da quel che ho letto per il nuovo quinquennio finanzieranno altri settori (energia nucleare ed idrogeno ad esempio).
Ritratto di Tistiro
16 febbraio 2026 - 17:45
E anche la cina qualche pasticcio lo fa. Prima falsa il mercato incentivando le case a produrre con premi sostanziosi, le case si adeguano, costruiscono fabbriche enormi, fanno uscire veicoli alla velocità della luce, prendono i sussidi/premi, reinvestono e aumentano la produzioni con le spalle coperte, ma lo fanno anche gli altri quindi abbassano i prezzi per rimanere sulla cresta dell onda; poi la cina ferma i premi e anzi impone i prezzi bloccando di fatto la concorrenza tra le case... prossimo step? Vendite auto in calo e adeguo le fabbriche per la produzioni di robot.....
Ritratto di _Fleximan_
16 febbraio 2026 - 20:56
Se l'italia dovesse incentivare la coltivazione di patate, non credi che per analogia si dovrà frenare la concorrenza sleale e quindi pure gli agricoltori italiani faranno la stessa fine?
Ritratto di Gordo88
16 febbraio 2026 - 18:42
1
Ahia se si ferma la cina nelle vendite di bev e plug in la vedo dura a livello mondiale..
Ritratto di AZ
16 febbraio 2026 - 20:10
Vedremo.
Ritratto di fabrizio GT
17 febbraio 2026 - 07:06
Qualche anno fa un'azienda famosissima ( non è cinese ) aveva prezzi pazzeschi e tutti ci facemmo mandare pacchi e pacchetti A CASA, oggi la cosa succede ancora....ma sempre più spesso, mi capita di rivolgermi altrove. Si salvano solo perché se non ti piace un articolo, lo rimandi indietro!
Ritratto di Alsolotermico
17 febbraio 2026 - 08:31
Ahahahahahahaha ecco perché le auto Cinesi costano così poco. In pratica te le regalano senza guadagnarci un soldo. Speriamo che questa bolla esploda del tutto, e la Cina ritorni dove è sempre stata, nel dimenticatoi.
Ritratto di Lodgyone diselone
17 febbraio 2026 - 08:39
Ma pensa te...anche in Cina i bidoni elettrici si vendono perché prima lo Stato ha foraggiato in perdita le aziende, poi ha offerto incentivi monstre ai cittadini, ora che la bolla sta per scoppiare corrono ai ripari...e la "saggia" Europa di Ursula & co. Ha legiferato in lungo e in largo per agevolare la loro invasione devastando l'industria Europea...ora le case nostrane sono alla canna del gas per miliardi buttati nell'elettrico, quando potrebbero tranquillamente dominare la scena con segmento B/C suv termico o ibrido leggero se costassero quel 30% in meno che sarebbe sostenibile senza il buco nero degli investimenti "obbligati" dalla nazicagn@ di Bruxelles e il suo stuolo di lobbysti gretini. Invece chi ha preso quel mercato ? I cinesi travestiti da Europei (Mg, Dr...) con motori benzina aspirati. Adesso attendo i vari elettroencefali piatti e i loro sermoni
Ritratto di Ilmarchesino
17 febbraio 2026 - 13:08
3
Ma nn è in perdita perché secondo.e il governo invece di incentivare a fondo perduto. Fa finta di creare marchi e fabbriche,che sono tutte statali, al fine di estromettere tutti gli stranieri e in contemporanea motorizzare il paese. In Italia quando si danno 10k pe acquisti bev .non sono perdite??
Ritratto di Merletti Felice
17 febbraio 2026 - 15:11
Marche Ma lasciamoli fare, intanto in Europa troveranno sempre dei gonzi che acquistano le loro auto e che pensano di avere sotto il sedere il non plus ultra delle auto, vedere il tizio della MG4.
Ritratto di Ilmarchesino
17 febbraio 2026 - 16:14
3
Di questi passo ci faranno rimpiangere la duna e l Arna
Ritratto di Merletti Felice
17 febbraio 2026 - 20:27
Mi sa che sarà propio come dice lei. Buona serata :-))
Ritratto di Ilmarchesino
17 febbraio 2026 - 21:49
3
Buonasera anche lei caro Merletti sperando di nn ritrovarci in autostrada fermi in un ingorgo dentro ad una bella fiat duna,ma saremo beati e felici perché avremmo i ns autoradio a palla sintonizzati su radio Maria.))))

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