Spinti dalla fortissima concorrenza interna, da oltre due anni i costruttori cinesi stanno attuando sul mercato locale una vera e propria corsa al ribasso. Si assiste così a un continuo calo dei prezzi per cercare di conquistare il favore dei clienti, che tuttavia si traduce in margini fortemente ridotti per le aziende e problemi dal punto di vista qualitativo e di sostenibilità della produzione. Nel tentativo di mettere fine a questa guerra dei prezzi, il governo cinese ha vietato alle case automobilistiche di vendere veicoli al di sotto del costo di produzione.
Come riporta Bloomberg, le nuove linee guida stabiliscono che nella voce “costo” non si debbano considerare solo le spese necessarie per produrre materialmente il veicolo, ma anche quelle amministrative, finanziarie e commerciali. In questo modo, le autorità cinesi vogliono impedire ai produttori di applicare sconti aggressivi per aumentare le vendite, in un circolo vizioso che finisce per coinvolgere tutti.
Il governo di Pechino vieta anche accordi sui prezzi tra le case automobilistiche e i fornitori, e impedisce ai marchi di costringere i concessionari a vendere in perdita tramite sistemi di incentivi penalizzanti.

La competizione estrema degli ultimi anni aveva favorito colossi come la BYD e la Tesla, mettendo allo stesso tempo in difficoltà i produttori più piccoli, che erano obbligati ad avere margini sempre più ridotti per poter rimanere sul mercato. La pressione si è avvertita anche lungo tutta la filiera, sotto forma di richieste di sconti ai fornitori e pagamenti dilazionati: pratiche che i legislatori cinesi vogliono cercare di limitare.
Le nuove regole includono anche un maggiore controllo sulle piattaforme digitali di vendita auto, che dovranno segnalare prezzi anormalmente bassi sia ai consumatori sia alle autorità. Inoltre, sono state inasprite le norme sui veicoli definiti dal software: le case dovranno avvisare i clienti prima della scadenza delle prove gratuite dei servizi digitali e non potranno trasformare in abbonamenti a pagamento funzionalità non dichiarate al momento dell’acquisto.

Nonostante gli sforzi di Pechino per fermare gli sconti aggressivi, il 2026 si è aperto con una nuova ondata di ribassi dei prezzi, che tuttavia non è riuscita a mantenere il mercato ai livelli dello scorso anno. Infatti, secondo la China Passenger Car Association, a gennaio 2026 le vendite al dettaglio di auto sono diminuite del 14% rispetto all’anno precedente, con un calo del 20% per i veicoli a nuova energia (elettrici e ibridi plug-in).





































