Così il furgone diventa elettrico

A Umbertide (Perugia), il gruppo italiano Smre ha sviluppato e brevettato un kit per “elettrificare” i veicoli commerciali (e non solo).

LOTTA ALL’INQUINAMENTO - Si parla tanto di auto elettrica come misura anti-smog, ma spesso ci si dimentica delle emissioni nocive dei furgoni, quelli che consegnano la merce nei centri città: una possibile soluzione arriva dall’Umbria. Più precisamente da Montecastelli (Umbertide, in quel di Perugia), sede del gruppo italiano Smre Engineering. Che, oltre a operare nel settore “Automation” (macchine ad alto contenuto tecnologico per il taglio, la saldatura, la cucitura, ma anche per fresare e incidere materiali rigidi), è attiva nella “Green mobility”, la mobilità ecologica. Infatti, la controllata IET sviluppa e brevetta una gamma di prodotti per i veicoli elettrici: kit di elettrificazione di mezzi a due, tre e quattro ruote, con pacchi di batterie di ultima generazione e tecnologia al litio. In particolare, per i veicoli commerciali fino a 35 quintali, ha messo a punto un kit che permette la conversione elettrica del mezzo, completo di scatola del cambio, motore, batteria, software. Di recente, è stato omologato il primo camion Isuzu L35 B+ Full Electric, per la mobilità commerciale cittadina: è per il mondo della logistica del cosiddetto “ultimo miglio”, la parte finale dell’attività di consegna per corrieri in città (stando ai dati ufficiali, può percorrere a pieno carico fino a 130 km).

IN ESPANSIONE - Eccellenza italiana, il gruppo Smre (fondato nel 1999 da Samuele Mazzini, oggi presidente e amministratore delegato), con una valore della produzione di 9,4 milioni di euro nel 2015, si avvale di 80 collaboratori, e ha visto crescere la propria attività grazie all’export verso Usa (dove c’è una controllata), Germania, Regno Unito, Francia, Polonia, Scandinavia, Australia. Ora punta a Giappone e Cina. E, ad aprile, ha debuttato nel listino delle piccole e medie imprese, raccogliendo 5,3 milioni di euro, a fronte di una capitalizzazione di 45 milioni. Come ci ha spiegato lo stesso Mazzini, “il gruppo è concentrato nello sviluppo del progetto di mobilità verde. Coi prodotti giusti nel mercato delle mobilità elettrica, in forte crescita, contiamo di creare un indotto in questo settore che coinvolgerà un po’ tutta l’Umbria”.



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