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I costruttori accelerano sull’elettrico

di Fabio Madaro
Pubblicato 25 gennaio 2021

Il 2021 vedrà una decisa riconversione delle fabbriche che costruiscono motori a scoppio per soddisfare la crescente richiesta di auto elettriche.

I costruttori accelerano sull’elettrico

L’ESEMPIO DI TREMERY - Come riporta una nota dell’agenzia Reuters, la più grande fabbrica di motori diesel del mondo a Tremery, in Francia (ex PSA ora Stellantis), sta subendo una profonda trasformazione perché la produzione sarà progressivamente convertita ai motori elettrici. Questi ultimi sono stati il 10% del totale nel 2020 e nel 2021 è previsto un raddoppio, fino a raggiungere le circa 180.000. Nel 2025 si prevede di raggiungere le 900.000 unità all'anno, cioè il 50% del totale. 

IL DECLINO DEL DIESEL - Questo cambio d’indirizzo è un’ulteriore testimonianza della continua evoluzione del settore. Contestualmente la domanda dei diesel è progressivamente crollata dopo lo scandalo Dieselgate del 2015, mentre i nuovi regolamenti UE, che multano le case automobilistiche che superano i limiti sulle emissioni, le stanno indirizzando verso la mobilità a zero emissioni.

UN ANNO CRUCIALE - Così, nonostante la pandemia e con ancora parecchie incertezze da parte degli automobilisti, le grandi case automobilistiche stanno abbandonando i diesel, a favore dell’elettrico. Secondo le dichiarazioni di una sindacalista di Tremery, il 2021 sarà un anno cruciale in questa transizione. Anche se i problemi per i 3.000 dipendenti della fabbrica non mancano, ad iniziare dal fatto che i motori elettrici hanno solo un quinto delle parti di un diesel. E questo creerà problemi sul numero dei lavoratori da impiegare. A Tremery sperano che questo “dimagrimento” avverrà in modo progressivo. In altri termini chi va in pensione non verrà sostituito. 

POSTI DI LAVORO A RISCHIO - Il gruppo Stellantis ha assicurato che non chiuderà le fabbriche e cercherà di proteggere i posti di lavoro (qui per saperne di più). Ma non tutti la pensano così. Per esempio l’associazione della filiera automobilistica francese prevede che, in Francia, 15.000 posti di lavoro legati al diesel sarebbero a rischio, sui 400.000 impiegati nell'industria automotive. Dalla Germania lo IAB, (un istituto tedesco di ricerca sul lavoro) stima che l'arrivo delle auto elettriche metterebbe a rischio 100.000 posti di lavoro in quel Paese. Una transizione particolarmente evidente in Europa, dove le vendite di diesel rappresentavano almeno il 50% del totale fino al 2015.

NIENTE PIÙ DIESEL - Ma il processo di cambiamento è ormai avviato. Nel 2021 almeno 20 modelli di auto non offriranno più motori diesel: è il caso di Volkswagen Polo, Renault Scenic, Nissan Micra e Honda Civic. Insomma un anno decisivo verso il declino del motore diesel. Nel frattempo negli showroom dei concessionari vedremo sempre più auto elettriche. L’associazione dei produttori del Regno Unito prevede che 29 nuovi modelli completamente elettrici e sette ibridi plug-in saranno lanciati nel paese entro l’anno rispetto ai 26 modelli con motore a combustione interna, solo 14 dei quali sono diesel.

LE GREEN CRESCONO - Quanto alle vendite, a settembre 2020 le immatricolazioni UE di veicoli elettrificati - completamente elettrici, ibridi plug-in o ibridi - avevano per la prima volta superato i diesel. Le vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in sono cresciute del 122% nei primi nove mesi del 2020, nel periodo in cui le vendite complessive di auto sono scese del 29% a causa della pandemia. È pur vero che rappresentano solo l'8% circa delle vendite totali, anche perché gli automobilisti sono scoraggiati dalla limitata disponibilità di punti di ricarica e dal prezzo più elevato di molti modelli.





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Ritratto di NITRO75
26 gennaio 2021 - 08:50
Io continuo a non comprendere cosa ci sia realmente dietro........
Ritratto di NITRO75
26 gennaio 2021 - 08:56
Cito testualmente "...Il gruppo Stellantis ha assicurato che non chiuderà le fabbriche e cercherà di proteggere i posti di lavoro...".....cercherà.....ma non lo ha giurato......Poi le fabbriche probabilmente non chiuderanno ma resteranno lì aperte a fare volume.
Ritratto di GeorgeNN
26 gennaio 2021 - 10:18
Ma accelerassero sull' idrogeno che è già realta in Giappone e Bolzano....
Ritratto di Andre_a
26 gennaio 2021 - 16:04
9
Chiamare "realtà" 80 distributori in un paese col doppio dei nostri abitanti, oppure l'unico di Bolzano mi sembra un tantino esagerato
Ritratto di GeorgeNN
27 gennaio 2021 - 09:50
No, realtà inteso che già ci sono le auto ad idrogeno e la tecnologia sulla produzione dell' idrogeno. Basta vedere la puntata di Report del 18-1-2021 "la tranzisione energetica: l'idrogeno"
Ritratto di Andre_a
27 gennaio 2021 - 10:29
9
Sicuramente in Giappone ci stanno investendo molto, ma stiamo comunque parlando di meno di 4000 auto vendute (da sempre, non all'anno. Ci sono molte più Lamborghini che auto a idrogeno in Giappone), 80 distributori, un solo modello... cioè, se l'idrogeno è una realtà, l'elettrico cos'è?
Ritratto di Claus90
26 gennaio 2021 - 10:56
Il diesel probabilmente è in declino perché oggi è spacciato per il male assoluto, per decenni invece è stato venduto come un innovazione, è palese che togliere il propulsore diesel dalle utilitarie citycar ha portato una riduzione, ma nella fascia di auto dal segmento D alle ammiraglie non subirà nessuna flessione almeno per 20 anni.
Ritratto di Quello la
26 gennaio 2021 - 11:11
Veramente pare si propenda per eliminare il diesel tout court (vedi Volvo, ad esempio). Il che, per me, è un errore. Ma tant'è.
Ritratto di Oxygenerator
26 gennaio 2021 - 16:26
@ Claus90 Il diesel non è mai stato spacciato per innovazione. Il diesel costava meno al litro e percorreva più kilometri. Punto. Era, se si superava un certo kilometraggio, più conveniente rispetto al benzina. È stato molto venduto perchè faceva risparmiare, non per le innovazioni tecnologiche.
Ritratto di Giuliopedrali
26 gennaio 2021 - 15:45
Comunque 2 anni fa sembravano storielle quelle che l'elettrico sarebbe stata una conversione abbastanza veloce, io l'avevo subodorato, perchè prima viene il mercato ed il marketing, e quale cosa ci fu di meglio che far apparire i prodotti nuovi e degli status symbol, ecologia, CEE etc sono molto meno importanti a confronto.
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