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Crollo del ponte di Genova: “ora revoca della concessione di Autostrade”

16 agosto 2018

L'annuncio del Governo a seguito di 39 morti, 331 famiglie sfollate e innumerevole problemi di viabilità.

Crollo del ponte di Genova: “ora revoca della concessione di Autostrade”

ANCORA RICERCHE SOTTO LE MACERIE - È stato un Ferragosto di grande lavoro quello degli instancabili pompieri impegnati nella ricerca di eventuali altre vittime e dispersi nel crollo del ponte autostradale dell'A10 sulla Val Polcevera a Genova (nelle fotoqui per saperne di più). Il bilancio è di 39 morti e 16 feriti, di cui una decina in gravi condizioni. Sono 632 gli abitanti delle case della zona che sono stati fatti sfollare. Viste le modalità dell’incidente è impossibile dire se ci sono e quanti sono i dispersi. Altro elemento che ha caratterizzato la giornata è stato l’allarme lanciato a proposito della parte di ponte rimasta in piedi. Gli addetti ai lavori hanno dovuto comunicare che ci sono dei movimenti nel manufatto, con relativi pericoli di crollo. Ragion per cui è stata ampliata la zona a rischio e sono state bloccate le operazioni di recupero degli effetti personali nelle case abbandonate subito dopo il crollo. E a proposito di queste abitazioni, il sindaco di Genova Marco Bucci ha affermato che le palazzine in questione saranno demolite. Una decisione che ha aggiunto complicazioni a quelle già grandi relative alle prospettive dei traffici nel nodo stradale genovese.

SOLUZIONI PER IL TRAFFICO - In proposito, l’amministrazione comunale di Genova ha avviato uno studio d’urgenza per individuare modi per poter potenziare le capacità di assorbimento di traffico da parte della via Aurelia, che però ha dimensioni che non si prestano ad ampliamenti, sia pure d’emergenza. Dunque si tratta di mettere in pratica una regolamentazione del traffico (già molto intenso normalmente) capace di far defluire più veicoli. Intano è stata predisposta la segnaletica necessaria per chi arriva con l’autostrada e deve uscire agli ultimi caselli aperti, cioè quello di Genova Aeroporto (a ponente del ponte crollato) e Genova Ovest (a levante del viadotto). Lavoro di organizzazione della segnaletica eccezionale è stato avviato anche per l’itinerario autostradale alternativo, cioè attraverso l’autostrada A26 che all’altezza di Genova Voltri va verso il Piemonte, e quindi la “bretella” di raccordo che collega la A 26 con la A7 Milano-Genova.

LAVORI FUTURI - Per quanto riguarda il futuro è stato ricordato che presto (comunque nel 2019) inizieranno i lavori per la realizzazione della cosiddetta “Gronda”, vale a dire il sistema autostradale alternativo e sostanzialmente parallelo a quello esistente (nel disegno qui sotto). Un lavoro che comunque richiederà diversi anni per arrivare a compimento. Al centro dell’attenzione sono state anche le prospettive dello stesso viadotto Morandi, cioè il ponte caduto. L’argomento è stato posto dalla società Autostrade per l’Italia, che gestisce il tratto Genova-Savona dell'A10, in risposta alle accuse mosse nei suoi confronti dagli esponenti del governo. Questi ultimi hanno fatto risalire alla società Autostrade per l’Italia la responsabilità di quanto accaduto. Il presidente del consiglio Conte ha affermato di aver avviato la pratica di annullamento della concessione per la gestione autostradale alla società, e che la stessa sarà anche sanzionata per 150 milioni di euro. In risposta a queste accuse la società Autostrade per l’Italia ha emesso un comunicato in cui afferma di essere sicura che le inchieste in corso metteranno in luce il suo comportamento corretto, avendo sempre effettuato tutte le manutenzioni e tutti i controlli necessari. Ma soprattutto la società autostradale ha scritto che “Autostrade per l’Italia sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree”. La cosa è di grande rilievo perché secondo il contratto di concessione (articolo 9), in caso di problemi, la società concessionaria ha la possibilità di provvedere a risolvere il problema, prima di vedersi tolta la concessione. Insomma, già si delineano le battaglie legali.

TANTE POLEMICHE - Del resto, assieme all’abnegazione del personale di soccorso, le ore successive al crollo hanno anche (forse soprattutto) rilevato molte polemiche sostanzialmente di natura politica, attorno a chi avrebbe le responsabilità delle politiche che hanno portato alla situazione attuale, in cui le condizioni delle infrastrutture viarie italiane si presentano con molte criticità. Per non dire di quelle inerenti i traffici che interessano l’importante nodo di Genova, cioè le comunicazioni con i due porti genovesi e le direttrici Genova-Livorno, Genova Milano (con le non lontane diramazioni per Torino e Piacenza-Brescia) e quella internazionale per Ventimiglia e la Francia. Un complesso di arterie di grande importanza per l’economia nazionale e che con il crollo del ponte della Val Polcevera non è possibile immaginare come andrà evolvere nel futuro. 



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Ritratto di luconeone
17 agosto 2018 - 10:32
Mi dispiace molto per le vittime, i feriti e per coloro che saranno costretti a rinunciare alle proprie case( che, come al solito, non sono proprio milionari....la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo), circa 700 persone. Purtroppo l'"indecisionismo" cronico del bel paese porta spesso dalla farsa alla tragedia. Se il ponte era a rischio andava dismesso, punto. Vero che il progetto di Morandi aveva delle falle iniziali, ma è altrettanto vero che il volume del traffico superava abbondantemente quello del progetto sprt per quanto riguarda il traffico pesante. Il calcestruzzo armato ha una durata di vita pari a quella di un uomo e come l'uomo ha bisogno di check up dopo un tot di anni e se la situazione è irreversibile c'è l'eutanasia. Il ponte doveva essere abbattuto e ricostruito secondo i moderni criteri 15 anni fa, meglio 10 anni di disagi della viabilità che quello che è successo oggi. Poi di concessioni è inutile parlarne, ci saranno processi che dureranno anni ed il rischio di dover pagare ai Benetton un risarcimento per gli anni rimanenti è molto alto (la concessione scade nel 2038 e garantisce introiti per 1/1,5 miliardi di euro annui), anche se un parere della commissione europea potrebbe avvantaggiare la questione. Più che altro sarebbe ora di far chiarezza sui contratti dei concessionari statali. La pagliacciata di Del Rio che pubblicò quello con atlantia in parte e pieno di omissis ne è l'ultimo esempio. In caso di grave inadempienza la concessione và ritirata, punto e stop, senza risarcimento. Altrimenti, ripeto, è una pagliacciata. Spero solo che almeno lo stato si costituisca parte civile con i famigliari delle vittime di questa tragedia.
Ritratto di Gianlupo
17 agosto 2018 - 10:35
A parte la questione sulla fattibilità della revoca d'una concessione dello stato verso soggetti privati, la questione è semmai un'altra. Come può accadere che, di punto in bianco, alcuni esponenti politici italiani si possano permettere di scagliarsi così "irrispettosamente" contro la triade che dai tempi delle controrivoluzioni neoliberiste sudamericane degli anni settanta è il dogma sacro ed intoccabile di qualsiasi stravolgimento delle economie globali sotto l'area d'influenza statunitense/sionista? Perché questi stessi esponenti possono procedere ad un processo sommario prima ancora che, ad esempio, vengano resi noti gli esiti degli esami in corso sulla documentazione disponibile (magari desecretando i video di Autostrade per l'Italia relativi al momento del crollo)? Perché, in questi giorni e nelle settimane che verranno, tutti possono permettersi (dall'economista all'amministratore locale, dall'ingegnere all'opinionista di professione), in un paese che è al 46° posto per libertà di stampa/comunicazione, di esprimere senza filtro (ben diversamente da quanto accaduto in altri casi) le proprie ragioni, e dare libero sfogo alle proprie frustrazioni e rabbie? Chi pagherà per tutto questo, prima ancora che per ciò che è accaduto a Genova? Chi intascherà il "risarcimento morale"? All'orizzonte i figuri già si vedono, e si prevede che batteranno cassa in autunno, con un'ulteriore, per quanto paradossale (ma questa è strategia di vecchia scuola), stretta sulle politiche d'austerity, in un paese che non sa reggersi, evidentemente, da solo.
Ritratto di mxm861
17 agosto 2018 - 11:08
La decadenza di un Paese si manifesta con vari step e questo, purtroppo, è uno di questi. Concessioni: un miliardo di utili? Cui vanno aggiunti tutti i compensi del consiglio di amministrazione etc, etc., tipico esempio di distorsione di bene pubblico affidato a privati. In mano ad uno Stato serio i pedaggi rientrerebbero sicuramente nei costi delle vignette estere. Il problema però è a chi affidare la rete dopo l eventuale revoca: all Anas, alle regioni per le tratte interessate? Non è che lo stato delle strade sia tanto incoraggiante...
Ritratto di GeorgeN
17 agosto 2018 - 15:51
Mai concedere beni pubblici ai privati che si sono dimostrati incapaci e ladroni... Chi ha concesso questi beni pubblici ai privati??? ovviamente la sinistra del degrado che nel lontano 1999 hanno privatizzato beni e servizi pubblici per ridurre il debito pubblico... ed ecco qua: siamo arrivati al degrado dove con la privatizzazione del beni pubblici hanno raddoppiato i costi dando in cambio un servizio decadente... Il degrado dei beni pubblici è nato quando d'alema ha regalato le autostrade alla società Atlantia di proprietà dei benetton e da allora si sono pappati soldi pubblici lasciando condizioni pietose delle autostrade e ponti che manco fanno le manutenzioni periodiche nonostante i continui aumenti dei pedaggi... La cosa più divertente della facenda è che le concessioni autostradali sono coperte da segreti di Stato... e chiunque vuole rescindere la concessione devono versare 20 miliardi di euro ai benetton... Mai più la sinistra al potere e mai più beni pubblici ai privati. I beni pubblici devono restare di gestione pubblica... Negli ultimi 10 anni le tariffe autsostradali sono aumentate del 45% per migliorare la qualità del servizio, i costi di manutenzione e gli investimenti.... E i 14 milioni di euro di soldi europei per le infrastrutture dove sono finiti??? ah già.. in politiche di immigrazione pseudo profughi... E fino ad adesso che cosa ha fatto il ministro delle infrastrutture e trasporti Del Rio??? Un bel nulla manco sulla facenda dieselgate.... ha solo fatto digiuno per la concessione dello ius soli agli afric4nelli.... Intanto i ponti costruiti dal faxismo e gli antichi ponti costruiti dai romani reggono ancora... E in conclusione i Benetton pagano le tasse in Lusemburgo gli introiti delle autostrade.... bella politica sinistroide che ha portato l'Italia nella rovina.......
Ritratto di herm52
17 agosto 2018 - 18:26
Abbiamo un nuovo Savonarola; finalmente "l'Italia se desta"
Ritratto di tramsi
18 agosto 2018 - 14:52
Non scrivergli cose difficili: quello pensa che Savonarola sia un marchio di affettati.
Ritratto di luconeone
17 agosto 2018 - 16:10
Il vero problema siamo noi, affidare la gestione di alcuni servizi ai privati perché si pensa di non essere in grado di mantenere un buon rapporto spesa-resa è vergognoso, invece di migliorare la res pubblica lasi divide in settori e la si affida a società private che per statuto hanno come primario il loro interesse. Oltretutto attirandole con omaggi ben calcolati che azzerano in pratica il rischio d'impresa, falsando le regole del libero mercato. In breve snelliamo l'apparato pubblico e andiamo con il pugno di ferro nella sua gestione e vedrete che non ci sarà bisogno di utilizzare i privati.
Ritratto di luconeone
17 agosto 2018 - 16:26
O almeno riduciamone il potere intrinseco....affidare la gestione della quasi totalità delle autostrade ad un unico concessionario è stupido, bisogna spezzettare in almeno 20 tronconi la rete ed affidarla a concessionari diversi, in competizione tra di loro per qualità e servizi (stabilire standard minimi e innalzarli dopo ogni rinnovo). Così da evitare la formazione di grosse multinazionali che alterano il mercato e influenzano politica e governo. Atlantia, che possiede varie società tra cui aeroporti di Roma, fattura circa 6 miliardi di euro, di cui 4,5 circa dai pedaggi autostradali. Capite da soli il potere che è stato dato a questa società dalla politica......
Ritratto di luconeone
17 agosto 2018 - 16:44
@Prrrrrr Hai ragione, ho abitato a Frisco e il Golden Gate(che è il nome dello stretto che unisce la baia di San Francisco all'oceano, non del ponte) sprt d'estate è avvolto da una nebbia impressionante, a volte riesci a malapena a vedere il ponte, mi spiegavano che dipende dalle correnti umide oceaniche che si scontrano con i venti caldi californiani, oltretutto spesso il vento è fortissimo.....ed hai ragione anche sulla manutenzione, tutti i giorni ci sono operai al lavoro, anche il 4 di luglio, Labor day o a Natale, pazzesco.
Ritratto di herm52
19 agosto 2018 - 10:04
Un conto mantenere in sicurezza un viadotto o un qualsiasi altro immobile preso in affitto, un conto avere colpa di errori di progetto. Se errore c'è è non avere ascoltato gli allarmi dati dai tecnici già negli anni precedenti. Se la società Autostrade per l'Italia è colpevole è perché è rimasta sorda agli allarmi denunciati sia in anni passati che dai dati recenti rilievi il tutto per potere ottenere profitto nelle opere di manutenzione sia leggera che profonda. E' mancato il coraggio dei vari governi di abbattere il viadotto per costruirne uno più sicuro con struttura portante in acciaio. Quindi la colpa è dei vari governi succeduti in questo ultimo trentennio.
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