Il crollo del ponte di Genova ricostruito in virtuale

Una simulazione ricostruisce ciò che è avvenuto al ponte Morandi. Con l’aiuto di un apposito programma elaborate anche alcune ipotesi sulle cause.

SIMULAZIONE VIRTUALE - Nel lungo elenco delle parole dette e scritte sul crollo del ponte Morandi sul Polcevera a Genova mancava la simulazione grafica. Ci ha pensato la tedesca Kostack Studio, azienda che opera nel settore della grafica video. La Kostack ha lavorato sulle informazioni relative alla progettazione del ponte e su quanto appurato del crollo di metà agosto. Ne è nato un filmato le cui immagini ricostruiscono virtualmente il crollo (qui sotto). 

SOFTWARE SPECIALIZZATO - Ma lo studio tedesco non si è limitato a tentare la ricostruzione per immagini di quanto verificatosi. Impiegando un programma appositamente creato per l’analisi dei cedimenti strutturali (Bullet Constraints Builder il suo nome), lo studio Kostack ha elaborato cinque ipotesi di possibili cause del crollo. Il software Bullet Constraints Builder consente infatti di compiere queste considerazioni.

MATERIALE UTILE PER L’INCHIESTA - Per ognuna delle ipotesi è stata realizzata la sequenza virtuale, così da poter valutare quale delle ipotesi sia la più probabile, soprattutto alla luce dello stato delle macerie del ponte. Quello che appare sicuro è che l’innesco del crollo sia stato il cedimento di uno strallo, cioè di una delle strutture costituite da cavi di acciaio con rivestimento di calcestruzzo. Le fasi successive sono rappresentate in maniere diverse, appunto cinque. Un materiale che potrà essere utile a chi sta investigando sull’accaduto.

 



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