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Cupra diventa un marchio autonomo 

22 febbraio 2018

Da logo per le versioni più sportive della Seat a marchio autonomo: Cupra diventa un brand a sé. L’esordio (da fine 2018, a circa 45.000 euro) con la suv Ateca.

Cupra diventa un marchio autonomo 

IN SPAGNA - È nato il marchio sportivo Cupra: il lancio è appena avvenuto a Terramar (Spagna). Da denominazione dei modelli “cattivi” della Seat, il nome si trasforma in brand indipendente. Cupra (da Cup Race, un richiamo al mondo delle gare) assume quindi un ruolo strategico nel gruppo Volkswagen: un po’ come Abarth per la Fiat. I primi modelli (la Leon Cupra e la suv Ateca) saranno contraddistinti da un nuovo logo, su cofano, portellone e volante, e verranno presentati al Salone di Ginevra di marzo. L’italiano Luca de Meo, il manager alla guida della Seat, spiega che la grafica del nuovo marchio trova ispirazione nello stile di vita dei popoli tribali, di cui riflette valori quali passione, precisione e coraggio. Il brand Cupra avrà spazi di vendita specifici all’interno di 260 concessionarie Seat selezionate in Europa.

ATECA: LA PRIMA CUPRA - Ad aprire il nuovo corso è una suv: la Cupra Ateca (foto qui sopra). Sportiva ed elegante, sfoggia la griglia superiore a nido d’ape, mentre la parola Cupra, in alluminio opaco, compare nella griglia inferiore, sopra il paraurti. Contribuiscono a rendere l’auto più grintosa i cerchi in lega di 19” e le grandi pinze dei freni nere. Il colore nero lucido caratterizza anche i mancorrenti sul tetto, così come gli specchietti esterni, le modanature laterali, le ruote, i diffusori davanti e dietro e altri elementi. Particolare la luce di benvenuto che proietta a terra il logo. Ricca la dotazione: caricabatteria wireless, amplificatore del segnale Gsm, telecamera con vista a 360 gradi dall’alto. Spinta dal 2.0 TSI a benzina da 300 CV con filtro antiparticolato di nuova concezione, l’auto ha il cambio DSG a sette rapporti e le sospensioni adattative. Oltre alla trazione integrale permanente 4Drive: che analizza, fra l’altro, le condizioni della strada, la velocità, la posizione del volante, nonché lo stile di guida per dare potenza alle ruote che ne necessitano. Stando alla casa, la vettura (in vendita da fine 2018 a un prezzo indicativo di 45.000 euro) raggiunge i 246 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi.

ANCHE PER LE GARE - Sarà invece la TCR la prima Cupra da competizione, nelle gare dell’omonima serie del 2018. Inoltre, il marchio ha sviluppato due concept: una Cupra Ibiza (foto qui sopra) e una Arona. Che, però, non sono confermate come modelli futuri.

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Ritratto di Fr4ncesco
22 febbraio 2018 - 20:58
Apprezzo molto le Seat, le reputo grintose e con un bel design a un prezzo giusto, però non capisco perchè fare di Cupra un brand a se considerando che si tratta dei medesimi modelli solo con il marchio diverso. Polestar propone modelli inediti con soluzioni tecnologiche inedite, DS aveva una lineup già diversa nel brand Citroen. Da appassionato di auto però non mi può fare che piacere la nascita di un nuovo marchio, con l'auspicio che più in la si differenzi maggiormente dal pdv estetico.
Ritratto di tramsi
23 febbraio 2018 - 11:59
Anche per Abarth vale lo stesso discorso.
Ritratto di Fr4ncesco
23 febbraio 2018 - 13:57
Abarth è diverso perché è sempre stato storicamente un brand a se, sia agli albori quando è nata come azienda elaboratrice e scuderia sia quando era diventata una denominazione dei modelli più sportivi e ora che è tornata indipendente con officine a sè.
Ritratto di tramsi
23 febbraio 2018 - 15:48
Non hai citato proprio Abarth, che elabora modelli Fiat esistenti nel listino Fiat, esattamente come Cupra si propone di fare con quelli Seat. Non vedo nulla di diverso, se non infinitesimali sfumature. Se poi consideri che Abarth elabora una 124 che, a sua volta, etc.. etc... DS, invece, è un altro discorso.
Ritratto di Fr4ncesco
23 febbraio 2018 - 17:09
Non l'ho citata per i motivi sopracitati, Cupra invece erano delle versioni Seat come Polestar o la lineup Ds poi scorporata, come se GTI diventasse un marchio a se stante (non dico M o AMG perché anche queste nascono come elaboratori più o meno indipendente più assimilati dalle case madre come Abarth, quindi se diventassero un marchio a se stante non mi farebbe molta specie).
Ritratto di Fr4ncesco
23 febbraio 2018 - 17:10
Poi assimilati*
Ritratto di tramsi
23 febbraio 2018 - 18:02
Dunque, andiamo alla SOSTANZA, al di là dei loghi e quant'altro frutto del marketing: ABARTH elabora in chiave sportiva 2 modelli FIAT, che potrebbero tranquillamente chiamarsi Fiat 124 Abarth e Fiat 500 Abarth. Si è preferito marchiarli direttamente Abarth, utilizzando il marchio di proprietà del gruppo, per creare una peculiare allure. Ebbene, Cupra si propone la stesse identica cosa. DS non elabora una Citroen ma interpreta in chiave premium lo stesso progetto, come fa Audi rispetto a Vw. Cupra è quanto di più vicino possa esserci alla dinamica Abarth. Come dici? Abarth ha una storia? Va beh, cominciò con le marmitte, passando poi all'elaborazione delle Fiat (anche Autobianchi, mio padre aveva una A112 Abarth argento), Cupra comincia adesso. Non vedo altre differenze sostanziali.
Ritratto di Fr4ncesco
23 febbraio 2018 - 19:54
Abarth nasce proprio come azienda, prima preparatrice di auto da corsa e scuderia, poi come elaboratore aftermarket non solo di Fiat ma anche di Porsche, Lancia, Autobianchi o producendo prototipi da gara fino ad essere inglobata nel gruppo italiano a diventare una sigla per le Fiat sportive e successivamente rilanciata come marchio autonomo. La differenza con Cupra è un presupposto storico di officina già indipendente che il neo marchio spagnolo non ha, quindi lo scorporo da Seat non ha senso e risulta un'operazione forzata e "artificiosa", anche se comunque non percepisco nemmeno Abarth come casa, idem Ruf, Alpina, e via discorrendo.
Ritratto di tramsi
24 febbraio 2018 - 01:57
Mi pare di averti scritto di andare alla sostanza: sostanzialmente Abarth fa le stesse cose che si prefigge di fare Cupra. Il senso lo decide il marketing, stante che (ho scritto anche questo) l'allure di una Abarth 500 è diversa da quella di una Fiat 500 Abarth, anche se è la sostanza è identica. Renault non ha l'immagine per sostenere una A110, Alpine sì, anche se è una Renault. Per la stessa ratio, anche se qui (come per DS) non si tratta di preparare modelli preesistenti, Hyundai potrebbe contemplare Genesis tra i modelli di punta sotto il suo marchio (e così faceva), poi ha preferito creare un brand a parte. Per l'acquirente, un conto è acquistare una Hyundai, anche se perfettamente curata, un altro una Genesis. Per noi appassionati non farebbe alcuna differenza, perché è la sostanza che conta, per l'acquirente medio no.
Ritratto di studio75
24 febbraio 2018 - 08:19
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penso d'aver capito il discorso di Francesco. Non avendo Cupra una propria identità (come Abarth che nasce nel 19.? indipendente da Fiat) il senso di questo scorporo sembra non esserci. De Meo ha detto che se avrà risalto questo scorporo potrà permettere al marchio Cupra di presentare anche modelli originali. Io spero che come primo risultato abbia lo sblocco delle tecnologie (ora appannaggio solo di GolfR e Audi) anche per il marchio spagnolo.
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