Cupra Formentor: ora si fa sul serio

22 febbraio 2019

Il marchio della Seat presenta la concept Formentor, una suv sportiva con un sistema ibrido da 245 CV.

Cupra Formentor: ora si fa sul serio

VA DA SOLA - Dopo la separazione dalla Seat, avvenuta a febbraio 2018 (prima firmava i suoi modelli “pepati”), la Cupra aveva bisogno di auto veloci e distintive per affermarsi come marchio sportivo. La Cupra Ateca è stata un buon inizio, ma il suo aspetto sobrio è ancora troppo simile alla tranquilla Seat Ateca. Questo non vale per il prototipo Cupra Formentor, una suv dal look sportiveggiante attesa al Salone dell’automobile di Ginevra (7-17 marzo) che anticipa la prima auto sviluppata in modo indipendente dal marchio spagnolo, che resta comunque integrato con la Seat per tutti gli aspetti.

NON PASSA INOSSERVATA - La Cupra Formentor è una suv con dettagli marcati, a partire dal fascione anteriore ricco di aperture per il raffreddamento e dai sottili fari, all’insù per rendere lo “sguardo” più espressivo. Un bel tocco di sportività arriva dalle scalfitture sul cofano anteriore e dall’ondulazione sulla fiancata, che unisce visivamente il passaruota anteriore con quello posteriore. La “coda” è molto personale, complice il tetto discendente, il lunotto inclinato e il grande spoiler. I quattro scarichi e l’estrattore dell’aria posteriore sono tipici delle sportive, mentre i fanali posteriori uniti sono un dettaglio ispirato alla Seat Tarraco, che stando alle indiscrezioni dovrebbe “prestare” l’ossatura a questa suv.

SEDILI DA CORSA - L’interno ha un look meno “estremo” rispetto alla carrozzeria e, infatti, appare piuttosto sobrio. Spiccano i sedili sportivi con il guscio in fibra di carbonio, oltre al volante appiattito in basso, mentre la strumentazione digitale e lo schermo a sfioramento di 10” nella consolle sono concessioni alla tecnologia indispensabili anche su una vettura d’impronta sportiva. A spingere la Cupra Formentor c’è un sistema ibrido plug-in da complessivi 245 CV, che si avvale di batterie ricaricabili alla spina: in modalità elettrica, stando alle prime informazioni, la Formentor può percorrere fino a 50 km. Il prototipo è dotato inoltre del cambio robotizzato DSG e del controllo attivo dell’assetto, per variare il molleggio in funzione della strada.

Cupra Formentor
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Ritratto di Marco_Tst-97
25 febbraio 2019 - 22:09
No, proprio no. È alto da terra più di una coupé sportiva, quindi si imbarca di più di lato in curva. È meno spazioso di quasi qualsiasi altro SUV o crossover in commercio delle stesse dimensioni. Ed in sintesi non è né zuppa né pan bagnato, né vino né acqua. È tutto è non è niente. La Veloster era una coupé, punto, ed ha scontato soltanto il fatto di essere uscita nel momento sbagliato.
Ritratto di Giuliopedrali
26 febbraio 2019 - 08:29
Veloster ne ho vista una in 7 anni... Questa nuova Cupra/Seat ha un design ideale, fa sognare ma è un sogno possibile, appunto non ha 2 posti o 2 porte o è lunga 5 metri o ha 400 cavalli o è da bimbominxia, cioè ha anche una certa classe, non fa percepire il nuovo marchio Cupra agressivo e basta come Abarth. L'altezza è di 1 metro e 54, letto da qualche parte, quindi proprio quello che dicevo io in qualche commento su questo articolo, che sono anni che disegno crossover sportivi di svariati marchi prestigiosi europei del passato: Sunbeam, Hotchkiss, Armstrong Siddeley, Triumph, Darracq, Diatto, Austin, Simca ecc alti così, quindi pochissimo più di una berlina.
Ritratto di Marco_Tst-97
26 febbraio 2019 - 08:52
La Veloster era una coupé a 4 porte (3 di accesso all'abitacolo, di cui una per i posti posteriori in posizione tale da consentire l'accesso dal marciapiede, ed 1 portellone per il bagagliaio) e 4/5 posti, con un bagagliaio discreto e una linea molto simile a quella di questa Cupra. L'altezza massima ideale per un modello che voglia definirsi sportivo dovrebbe essere di 1,5 metri scarsi, quindi più o meno l'altezza della GLA, e non una misura che si avvicini più ai 1,6 m che agli 1,4. Inoltre, più un'auto e bassa, minore è la resistenza aerodinamica e migliori sono consumi e prestazioni: se avessero proposto un modello sui 1,48 m con lo stesso powertrain avrebbero potuto ottenere maggiore velocità massima, maggiore accelerazione e minori consumi di carburante allo stesso tempo. Anche perché la risposta di coloro che comprano un crossover al perché lo fanno è "perché con la posizione di guida alta domino la strada", ma una posizione di guida di un'auto che voglia definirsi sportiva deve essere tale che la parte superiore del volante sia davanti al mento del guidatore, con la strumentazione praticamente davanti agli occhi, e quindi con una posizione di guida diametralmente opposta rispetto a quella che cercano i proprietari di crossover.
Ritratto di Giuliopedrali
26 febbraio 2019 - 09:30
Un auto alta un metro e 53 può definirsi sportiva lo stesso, se no non venderebbe niente, Alfa33 e Jaguar XJ6 erano alte 1,31 metri... ma erano altri tempi e la 33 era comunque più spaziosa della Golf e della Ritmo/Delta come baule e poi avevano pure meccaniche e layout spettacolari.
Ritratto di Marco_Tst-97
26 febbraio 2019 - 10:01
La 33 era alta 1,35 m, informati meglio. Oltretutto, è arcinoto che i bagagliaio delle berline, anche se cin portellone, degli anni 70 e 80 fossero più grandi di quelli delle 5 porte compatte, non solo quello della 33. Riporto inoltre un estratto: "dalla sua progenitrice erediterà il pianale, il motore boxer e alcuni dettagli meccanici e logistici: ad esempio, la disposizione della pedaliera che sopravviverà a lungo nella casa di Arese, nonché la divisione della vasca servizi dal vano motore, che allo stesso tempo conferiva robustezza strutturale all'avantreno, mentre la stabilità del retrotreno della nuova 33 continua ad essere garantita dal parallelogramma di Watt, che equilibra l'ormai consueto assale rigido posteriore. Viene invece razionalizzato l'impianto frenante, all'epoca raffinato, ma troppo esoso e ricercato; se ne adotta uno più pratico e convenzionale: i dischi anteriori che al centro fiancheggiavano il cambio ora si trovano più comunemente alle ruote, ai dischi posteriori vengono sostituiti i più tradizionali tamburi mentre il freno a mano, che prima comandava le pinze anteriori, ora agisce sulle ganasce posteriori; una soluzione che inoltre rendeva le manutenzioni più semplici e quindi meno onerose per l'utente." In poche parole, il boxer che tu hai sempre sostenuto essere il pezzo forte della 33 è in realtà solo un lascito dal passato, e non il centro, se non per la questione della cilindrata bassa (che l'ha resa un'auto popolare), mentre gli aspetti veramente importanti erano quelli relativi a sospensioni, freni (tra l'altro resi più economici rispetto a quelli dell'Alfasud, per far capire quale fosse il target a cui puntava, non di appassionati della guida ma di guidatori medi, e di conseguenza andavano al risparmio le scelte progettuali), e ancora soprattutto i sistemi di carburazione e alimentazione. La disposizione meccanica del motore ha ben poco di notevole, in sé, è tutto quello che sta intorno a cambiare le carte in tavola.
Ritratto di tramsi
27 febbraio 2019 - 10:13
Oltretutto, il motore boxer era montato a sbalzo rispetto all'asse anteriore!
Ritratto di Woldemort
26 febbraio 2019 - 10:36
Gwent,il promoter Toyota,questo naturalmente imho e con rispetto parlando...
Ritratto di ziobell0
22 febbraio 2019 - 14:51
a prima vista, evviva, finalmente un aspetto più grintoso e meno piatto del solito scatolato seat-skoda. Poi guardando meglio, il frontale è già visto e il solito monociglio posteriore è già stato proposto da decine di modelli. C'è ancora molto da fare.
Ritratto di Elix69
22 febbraio 2019 - 14:59
Volenti o nolenti tutte le auto ormai somigliano in qualche dettaglio ad altre....questa secondo me ha una buona personalità estetica. Tecnicamente è collaudata e secondo me 245 cv sono la giusta cavalleria per non chiedere cifre esorbitanti ai clienti e cmq farli divertire. Non mi piacciono i suv, cuv, cav ecc. e non comprerei nemmeno questa...però vista la tendenza del mercato Luca De Meo, ex Fiat, sta facendo un buon lavoro, purtroppo, per i tedeschi. Saluti
Ritratto di ELAN
22 febbraio 2019 - 15:45
1
Concordo.
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