Dieselgate: indagato Stadler, il capo dell’Audi

La Procura di Monaco ha aperto una inchiesta contro Rupert Stadler, che ha avuto l’abitazione perquisita.

MAGISTRATI AL LAVORO - La Procura Federale di Monaco di Baviera ha reso noto che il nome di Rupert Stadler, amministratore delegato dell’Audi, è stato iscritto sul registro degli indagati nell’ambito delle indagini per la vicenda dei dispositivi elettronici illeciti impiegati sui motori turbodiesel per manipolare le emissioni. Si è anche saputo che l’abitazione di Stadler oggi, 11 giugno, è stata perquisita per ordine della magistratura inquirente. E quella di oggi è stata la seconda volta che i poliziotti sono andati a perquisire la casa di Stadler. La prima volta è stata nel febbraio scorso. L’ipotesi di reato ipotizzato è frode e “dichiarazioni indirette false o omissioni”. Scopo dei reati sarebbe stata quella di far apparire le auto meno inquinanti della realtà, manipolando il funzionamento del motore mediante i dispositivi elettronici illegittime. 

TOP-MANAGER NELMIRINO ­ Nelle scorse settimane, era già stato coinvolto pesantemente nell’indagine il manager Giovanni Pamio, e dopo la notizia della nuova perquisizione a Stadler è circolata insistente la voce del coinvolgimento di un altro membro del consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen. In questo caso però il nome del manager coinvolto non è stato rivelato. Va ricordato che le prime voci di un pesante coinvolgimento di Stadler nella vicenda Dieselgate risalgono all’agosto del 2017. Allora fu scritto che la Procura di Monaco di Baviera avrebbe appurato che Stadler aveva chiesto ai suoi collaboratori di tenere nascosta l’esistenza del dispositivo incriminato.



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