La DR1 si dà allo sport e ai rally

29 novembre 2011

Al Motor Show il costruttore molisano presenterà la DR1 S, versione sportiva della sua citycar. Sarà seguita a settembre dalla DR1 SR da 100 CV, derivata dalla vettura che l'anno prossimo parteciperà al Campionato Italiano Rally.

La DR1 si dà allo sport e ai rally

ESTETICA MA NON SOLO - Rossa (ma anche nera o grigia) e con le strisce bianche, così si presenta esteticamente la nuova DR1 S (nelle foto) che sarà mostrata in anteprima al Motor Show di Bologna, in programma dal 3 al 11 dicembre. Una variante più sportiva della citycar italo-cinese con modifiche estetiche, motore 1.3 portato a 88 CV, grazie all'adozione di un nuovo scarico e filtri, impianto frenante potenziato e assetto irrigidito. È già ordinabile al prezzo di 8.880 euro: le consegne della DR1 S inizieranno dal prossimo marzo.

{C}

dr1_s_02.jpg

IMPEGNATA NEI RALLY - La DR1 S è però solo il primo passo verso un percorso di avvicinamento al mondo delle competizioni che il costruttore molisano vuole usare per dare visibilità al suo marchio. A settembre, infatti, la DR presenterà una versione ancora più potente (100 CV) denominata DR 1 SR: si tratterà della versione stradale della DR1 Rally che l'anno prossimo debutterà nel Campionato Italiano Rally con la scuderia RS Tecno.

MISSIONE GIOVANI PILOTI - Un impegno che rientra nel progetto “DR Scuderia Italia per i Giovani Piloti” con il quale il costruttore molisano vuole avvicinare i giovani al mondo dei rally, offrendo una vettura pronta corse a un prezzo accessibile: si parla di 20.000 euro.

> I prezzi aggiornati della DR1

> Il primo contatto della DR1 1.3 Ecopower Gpl

 

DR 1
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
12
1
8
12
37
VOTO MEDIO
2,1
2.12857
70
Aggiungi un commento
Ritratto di yeu
29 novembre 2011 - 22:46
Auguro a DR di riuscire nell'impresa ma purtroppo le cinesi da cui si fornisce non producono i diesel e a questo dovrebbero provvedere e poi do ragione a mustang89 quando dice che la differenza di prezzo è minima con la concorrenza e adesso,andando a termini imerese,i costi di produzione aumenteranno vertiginosamente perchè la fiat da lì se ne andata per la mancanza di infrastrutture. Ogni auto gli costava 1000euro in più degli altri stabilimenti.Comunque un in bocca al lupo a DR spero vivamente che diventi in futuro una nuova bella realtà italiana.
Ritratto di fogliato giancarlo
29 novembre 2011 - 23:26
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di zero
30 novembre 2011 - 12:28
10
Secondo me, l'iniziativa della DR è da valutare positivamente soprattutto per la capacità di vedere lontano: cominciare a produrre auto nel XXI secolo non è come farlo alla fine del XIX, in cui ogni nuovo costruttore poteva facilmente ritagliarsi un suo spazio. Oggi è un mercato in cui bisogna sgomitare, procedendo per gradi. E Di Risio lo sta facendo: sta iniziando per gradi. Verrà il momento in cui potrà permettersi di passare dalla semplice ristilizzazione di auto Chevy alla messa a punto di progetti completamente propri. Termini Imerese è in modo evidente un snodo fondamentale di questa strategia, anche perché il fatto che lì non ci sono infrastrutture è solo un'idea fatta passare da Marchionne per giustificare l'abbandono si una fabbrica che in realtà la Fiat sta lasciando solo perché ha in Italia una sovracapacità produttiva (tanti stabilimenti per troppo poche auto prodotte) che le costa troppo: dovendo chiudere almeno una fabbrica, ovvio che ha deciso di chiudere quella di cui i sindacati nazionali si sono sempre disinteressati (Termini, appunto). Le infrastrutture ci sono eccome: nel raggio di pochissimi chilometri c'è l'autostrada, c'è la ferrovia servita da vettori cargo specializzati, c'è il porto in cui imbarcare tutte le auto che vuoi, e c'è pure in costruzione un nuovo interporto. Per non parlare di un indotto altamente qualificato che ha sempre fatto di Termini Imerese uno degli stabilimenti Fiat col minore indice di difettosità delle vetture prodotte (per non parlare di fenomeni di assenteismo, lì completamente assenti!). Insomma, le qualità per produrre lì ci sono tutte. Solo che bisognava volerlo. Tra l'altro, la Regione Siciliana ci sta mettendo di tasca propria 350 milioni di euro, per ulteriori investimenti infratrutturali all'interno della stessa area industriale. Il fatto è che Fiat non ha mai avuto intenzione di restare in Sicilia: ha già troppi stabilimenti nel resto d'Italia e sicuramente gli costa molto di meno andare a produrre in Serbia che tenere aperto uno stabilimento in più in Italia. Non è questione di infrastrutture, che a Termini Imerese ci sono eccome.
Ritratto di SPORTKA
30 novembre 2011 - 01:09
1
Leggo tanti commenti contrari sulla Dr, ma voglio ricordarvi ke negli anni '90 Daewoo (ora Chevrolet), Hyundai e Kia erano disprezzate solo xkè erano "coreane"; ciò voleva dire brutte, spartane ed inaffidabili. Ed ora sono diventate delle auto sicure, belle, affidabili e ke tutti comprano senza problemi. Quindi, secondo me, non è giusto criticare la Dr solo xkè rimarkia auto cinesi, ma sostenerla ed apprezzarla xkè andando a Termini Imerese (e kissà, in futuro potrebbe espandersi), darà lavoro agli italiani e non come qualcun'altro ke fa le auto altrove. Non è un rimprovero, ma un mio pensiero x farvi riflettere. E vi ricordo anke ke nel '97, la Fiat scartò il progetto della Matiz come erede della Panda; un anno dopo la Daewoo ne acquisì i diritti e ne fece un successo.
Ritratto di fogliato giancarlo
30 novembre 2011 - 20:53
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di SPORTKA
30 novembre 2011 - 21:51
1
Hai ragione, ma con la Opel non avevano in comune solo i motori. Possiamo dire ke la Daewoo sia stata un'antenata della DR, se ricordate bene la Nexia era la versione aggiornata dell'Opel Kadett.
Ritratto di fogliato giancarlo
30 novembre 2011 - 23:39
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di SPORTKA
30 novembre 2011 - 01:11
1
Leggo tanti commenti contrari sulla Dr, ma voglio ricordarvi ke negli anni '90 Daewoo (ora Chevrolet), Hyundai e Kia erano disprezzate solo xkè erano "coreane"; ciò voleva dire brutte, spartane ed inaffidabili. Ed ora sono diventate delle auto sicure, belle, affidabili e ke tutti comprano senza problemi. Quindi, secondo me, non è giusto criticare la Dr solo xkè rimarkia auto cinesi, ma sostenerla ed apprezzarla xkè andando a Termini Imerese (e kissà, in futuro potrebbe espandersi), darà lavoro agli italiani e non come qualcun'altro ke fa le auto altrove. Non è un rimprovero, ma un mio pensiero x farvi riflettere. E vi ricordo anke ke nel '97, la Fiat scartò il progetto della Matiz come erede della Panda; un anno dopo la Daewoo ne acquisì i diritti e ne fece un successo.
Ritratto di Dareios
30 novembre 2011 - 09:41
Finalmente qualcuno che vede la questione con occhio critico! Appoggio completamente il tuo discorso!
Ritratto di osmica
30 novembre 2011 - 11:52
Ma la Dr ha messo sul mercato (in vendita) vettura non dotate di sistemi di sicurezza. Parlo di Esp e airbag (presenti solo quelli frontali), ma 4 vetri elettrici, cerchi in lega, sensori parheggio e altri accessori "inutili" sono tutti presenti. Io, al primo posto metto la sicurezza. Poi posso aggiungere accessori (finche il portafogli me lo permette), ma non rinuncerei mai a 2 airbag per avere il beepbeep in retromarcia (che tra l'altro lo posso comprare aftermarket a 25€)
Pagine