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Ecotassa ed ecobonus 2019: un “coro” di critiche

27 febbraio 2019

Un incontro a Roma fra “big” del settore solleva nuovi dubbi sulla reale efficacia di ecobonus ed ecotassa.

Ecotassa ed ecobonus 2019: un “coro” di critiche

POCHI GIORNI AL VIA - Venerdì 1 marzo entrano in vigore le discusse misure di ecotassa ed ecobonus, provvedimenti inseriti dal Governo nell’ultima Legge di Bilancio che prevedono l’introduzione di sconti e rincari sul prezzo delle auto nuove in base alle emissioni di anidride carbonica: l’ecobonus 2019 sarà di 4.000 euro per le auto con emissioni tra 0 e 20 g/km e di 1.500 euro tra 21 e 70 g/km, sconti che raggiungeranno i 6.000 e 2.500 euro rottamando un’auto Euro 1, 2, 3 e 4 (a patto che l’auto nuova costi meno di 61.000 euro iva inclusa), mentre l’ecotassa 2019 è di 1.600, 2.000 e 2.500 euro per veicoli con emissioni tra 176-200 g/km, 201-250 g/km e oltre 250 g/km di CO2. Di queste novità si è parlato ieri nel corso di un incontro a Roma fra alcuni “big” dell’auto.

SCONTI POCO GENEROSI - Il parere più critico nei confronti delle nuove misure è arrivato da Michele Crisci, a capo dell’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere che operano in Italia (l’Unrae). Crisci è convinto infatti che gli sconti previsti non siano abbastanza generosi per favorire la sostituzione delle auto più vecchie e inquinanti, che in Italia restano una “fetta” non indifferente di quelle circolanti: il presidente dell’Unrae ha parlato del 34% con almeno 18 anni di età, con quello che ne consegue in termini di inquinamento e sicurezza. L’ecobonus infatti si applica solo alle vetture ibride o elettriche, più costose delle utilitarie a benzina, diesel o gas (escluse dal provvedimento) che potrebbero favorire uno “svecchiamento” più rapido del parco circolante.

LA CO2 NON È UN INQUINANTE - Crisci inoltre ha contestato la decisione di basare l’intero meccanismo sull’anidride carbonica, che a differenza di altre sostanza emesse dai motori delle auto (come le polveri sottili) non è inquinante: la CO2 infatti è climalterante, in quanto responsabile dell’effetto serra e di conseguenza del surriscaldamento globale che sconvolge il clima. Il Governo, insomma, avrebbe potuto basare il bonus/malus su una sostanza dannosa per l’uomo e non per l’ambiente. Questo sistema di sconti e rincari non è stato apprezzato nemmeno da Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI, che ha fatto notare nel corso dell’incontro che la tassa automobilistica (il bollo auto) è già calcolata in base alle emissioni, oltre che sulla potenza, quindi gli automobilisti pagano due volte in funzione degli inquinanti. 

CONTRARI ANCHE I COSTRUTTORI - Fanno parte del “coro” dei critici anche i direttori per l’Italia di alcune case automobilistiche. Massimo Nalli di Suzuki ha sollevato dubbi sull’ammontare delle cifre messe sul “piatto” dal Governo, che ha stanziato per l’ecobonus 60 milioni di euro per il 2019 e 70 milioni per ciascuno dei due anni successivi. Secondo Nalli i 60 milioni per quest’anno valgono per qualche migliaio di vetture, quando in Italia l’anno scorso ne sono state targate oltre 1,9 milioni: a suo avviso sono cifre troppo contenute per riscontrare benefici in termini di inquinamento. Anche Roberto Pietrantonio di Mazda parla numeri alla “mano”, facendo notare che nel 2018 solo il 2,9% delle auto vendute superava i 160 g/km e appena lo 0,5% avrebbe avuto accesso all’ecobonus. Anche per Pietrantonio insomma i numeri sono troppo contenuti per tradursi in benefici concreti.





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Ritratto di NeroneLanzi
27 febbraio 2019 - 20:14
Lo scopo di questi provvedimenti è unicamente far parlare per provare a raccogliere consenso (anche se nel caso specifico la cosa gli sta esplodendo in faccia). Il fatto che siano ricorsi alla CO2 dipende unicamente dal fatto che è l’unico parametro misurabile su una nuova immatricolazione, per il resto non sanno nemmeno cosa sia la CO2. Detto questo, sulla distanza inquinanti e CO2 sono comunque direttamente proporzionali andando indietro con le omologazioni. Le E0 non sono necessariamente tutte auto storiche (a meno che uno non faccia confusione tra storiche e auto di interesse storico, ecc), parliamo anche di uno del 91-92, non certo patrimonio dell’umanità. Ma ripeto, sono solo il 3-4%. Quello su cui puntavo l’attenzione è che se hai l’ampia maggioranza di macchine che inquinano poco, su quello devi concentrarti, non sulle nicchie. Saranno pure poco problematiche ma insieme sono il grosso dell’autotrasporto privato. Che poi non sia l’autotrasporto privato il problema principale è assodato, giusto gli elettrovegani sono ancora convinti che il problema sia quello (e che una castroneria come l’ecotassa sia una soluzione). Ma io di auto mi occupo e di quello parlo. E in sintesi, se proprio si vuole ridurre le emissioni di inquinanti e di CO2, si può fare, la soluzione c’è, ma non è certo quella di dare 4k€ a PHEV e BEV
Ritratto di DavideK
27 febbraio 2019 - 20:42
Cosa propone? Perchè io continuo a non ritenere intelligente far sparire prematuramente le auto. Sono convinto che la naturale sostituzione sia più che sufficiente. Paradossalmente questo clima di caccia alle streghe sta ottenendo l'effetto opposto, perchè prima di spendere decine di migliaia di euro per l'ultimo "ecologico" modello (esattamente come erano le €1/2/3/4/5 quando sono state acquistate), giustamente ci si pensa due volte, per il rischio di ritrovarsi nuovamente bloccati/svalutati, con danni economici enormi (i soldi non crescono sugli alberi per la gente normale, a differenza dei politici che tosano col bancomat delle tasse), in base ai capricci del demagogo di turno. E vale anche per le case, che dovrebbero difendere i loro clienti ed i loro prodotti anche dopo anni, anzichè volere sempre nuovi incentivi ed agevolazioni varie. Le auto hanno già fatto il loro, ormai metà dell'inquinamento non dipende dal motore, ma da freni, asfalto e pneumatici, quindi sarà anche il caso di aprire gli occhi e rendersi conto che parliamo delle briciole.
Ritratto di NeroneLanzi
27 febbraio 2019 - 20:56
La sostituzione è già efficace, concordo. Se ci sono risorse da spendere la si può tranquillamente accelerare con rottamazioni mirate. Concordo sul fatto che i blocchi, per come sono gestiti, sono inutili. Le case più di tanto non possono fare se non spiegare al legislatore quando sta facendo delle castronerie. E la cosa viene fatta regolarmente: a dicembre invece di lavorare abbiamo passato il mese a cercare di spiegare, a gente che non distingue un M1 da un N1, come potevano sistemare il provvedimento (la stesura originaria era ancora peggiore di quella finale)
Ritratto di deutsch
27 febbraio 2019 - 22:00
4
Preferivo la stesura originale, la modifica è chiaramente salva fca
Ritratto di NeroneLanzi
28 febbraio 2019 - 07:42
Anche io avrei preferito la stesura originale in un certo senso. Per come era scritta male, anche una volta approvata, avrebbe avuto effetto nullo in quanto non applicabile. Poi se uno vuole credere alla propaganda per la quale l’impatto ricadeva principalmente su FCA è libero.
Ritratto di Lo Stregone
1 marzo 2019 - 10:47
Quando mai una cosa è scritta "bene"?
Ritratto di deutsch
1 marzo 2019 - 10:51
4
tu la chiami propaganda io invece noto che con la vecchia stesura praticamente tutte le fca pagavano tassa o ne pagavano molto più delle concorrenti, mentre con la nuova la maggior partè è esclusa, soprattutto in casa fiat
Ritratto di NeroneLanzi
1 marzo 2019 - 17:26
Con la vecchia formulazione tutti erano maggiormente danneggiati dall’ecotassa e solo un costruttore era maggiormente avvantaggiato dall’ecobonus. Al punto tale che non solo l’unrae si è speso molto più di anfia, ma all’interno di unrae uno di quelli che si è mosso di più per cambiare la norma è proprio quell’unico costruttore che poteva vedere qualche vantaggio in più dall’ecobonus con la vecchia formula. Questi per dare le proporzioni di quale fosse il bilancio tra danni e benefici.
Ritratto di deutsch
1 marzo 2019 - 18:24
4
si ma si partiva con cifre simboliche. il costruttore avantaggiato immagino sia l'inventore dell'ibrido. onore al suo merito che ha una gamma ibrida con consumi bassi al pari delle emissioni. fiat in pratica non aveva modelli esclusi dal malus mentr mentri altri costruttori ne aveva parecchi anche non utilitarie. cmq per me la vecchia versione avrebbe avuto il vantaggio di sensibilizzare maggiormente mentre con questa fino a 160 grammi sono tutti uguali
Ritratto di NeroneLanzi
2 marzo 2019 - 00:38
L’effetto sarebbe fondamentale stato quello di ridurre ukteriormente il tasso di svecchiamento del circolante. Se vogliamo vedervi qualcosa di positivo, i pochi soldi a disposizione sarebbero andati anche sulle HEV che come potenziale sono messe molto meglio delle PHEV principalmente perché distribuite su fasce di prezzo più accessibili, oltre che molto più pratiche in sé
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