03
2018
marzo 2018
Editoriale pubblicato su alVolante di

Un invito a tutti: tenete conto dell’opinione di chi guida

NESSUNO CONOSCE UN'AUTO meglio di chi la usa tutti i giorni. Siamo partiti da qui per costruire il nostro sondaggio sulla soddisfazione degli automobilisti italiani. All’iniziativa, sviluppata con gli specialisti di Experteye, si può aderire attraverso il sito alVolante.it: si chiama “driverview-L’opinione di chi guida” e finora ha coinvolto 20.000 consumatori. Numeri rilevanti, come sa chi si occupa di ricerche di mercato. Un prezioso patrimonio di esperienze vissute in prima persona dai lettori e poi condivise attraverso il loro giornale, quello di cui si fidano. Metterle a disposizione di tutti è il nostro modo di ringraziarli: chi si accinge a comprare un’auto ha un ventaglio di informazioni in più, utile pure a quanti le automobili le producono e le vendono.

LA PRIMA COSA DA DIRE, scorrendo le pagelle che trovate da pagina 32, è che le tedesche occupano i primi posti nel gradimento generale. A riprova che il made in Germany gode di una solida reputazione, nonostante il dieselgate. Il primato, condiviso con i giapponesi della Toyota (altra conferma) e con le sempre più emergenti case coreane, non riguarda però tutti i costruttori tedeschi, ma solo quelli di fascia premium. Delle loro Mercedes, Audi e BMW i clienti sono soddisfatti, ma anche consci di averle pagate parecchio. Spiccano poi le preferenze accordate alla Seat Leon (il marchio spagnolo del gruppo Volkswagen ha fatto grossi passi avanti) e naturalmente alla Golf, in particolare alla terz’ultima e all’ultima serie.
 
UNO SFORZO È RICHIESTO alle case francesi, cui toccano le peggiori posizioni nella “classifica dei 76” (i modelli votati sono stati ben di più, ma abbiamo considerato solo quelli provvisti di un’adeguata base statistica) in compagnia di una Opel. Anche se bisogna aggiungere che le vetture valutate con severità sono più spesso quelle con alcuni anni di vita (il sondaggio è aperto ai modelli fuori produzione), ed è normale che il gradimento tenda a ridursi man mano che un’automobile invecchia. E le italiane? Stravincono in ciò che riguarda la guida, dove le Alfa Romeo mettono in riga tutti (il valore del marchio si spiega anche con questi exploit), e convincono quando si parla di prezzi, a dimostrazione che la strada intrapresa con la Tipo è quella giusta. Ma ricevono critiche in fatto di affidabilità e cura nelle finiture: qui, come sappiamo, c’è da lavorare.


 Guido Costantini

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