Einride T-Pod, il camion elettrico e autonomo

Goteborg e Helsingborg, in Svezia, si sperimenta il trasporto merci a zero emissioni e a “zero camionisti”

TRASPORTO A BASSE EMISSIONI - Il trasporto delle merci è una delle principali cause del traffico e delle emissioni di gas serra e inquinanti del settore dei trasporti. Nel solo ambito urbano, furgoni a camion generano fino al 30% del rilascio di sostanze nocive rilasciate nell’aria, percentuale che sale sensibilmente considerando i viaggi autostradali. Un problema destinato ad aumentare con la prevista crescita della domanda di trasporto merci causata dalla globalizzazione dell’economia e dall’incremento dello shopping on line. Per cercare di limitare i danni ambientali sono in molti a studiare possibili soluzioni. Tesla (qui per saperne di più) e Mercedes (qui per saperne di più) puntano sui TIR elettrici, Iveco si affida al metano gassoso (CNG) o liquido (GNL). In Scandinavia e Germania, ma anche negli Stati Uniti, si sperimentano le autostrade elettrificate (qui per saperne di più) dove camion ibridi possono viaggiare a emissioni zero alimentati dall’energia presa via cavo come per i filobus e proseguire i viaggi con il motore tradizionale usciti dal casello. In Norvegia la Yara International e la Kongsberg sono intente a introdurre entro il 2020 la prima nave cargo elettrica senza equipaggio, ossia a guida autonoma. Una soluzione, quella che abbina batterie e autopilot, ripresa ora dalla Einride, sempre in scandinavia. 

CAMIONISTI VIRTUALI - L’idea della svedese Einride si chiama T-Pod (nelle foto) è ed un autocarro da 20 tonnellate a propulsione elettrica e privo di cabina, in quanto la “guida” è autonoma di livello 5 (senza uomo a bordo), la più alta ad oggi prevista. Il camion lungo 7 metri sarebbe in grado di trasportare 15 euro pallet (il bancale per il trasporto merci usato in Europa) con 1 kWh di energia consumata ogni km. Per la guida si utilizzerebbero inizialmente dei camionisti virtuali, cioè degli operatori che controllano da remoto il comportamento ottimale del T-Pod sulle strade, ma pure nelle operazioni di carico e scarico, anche esse automatizzate. Il progetto in fase sperimentale è pensato per collegare i grandi centri di arrivo delle merci, come porti e aeroporti, con le strutture intorno alle città dal quale partono le consegne dell’ultimo miglio, ossia a negozi, uffici e case. Un tratto che potrebbe essere effettuato con piccoli furgoni elettrici o bici cargo a pedalata assistita per rendere sostenibile l’intera filiera del trasporto. Secondo i responsabili del progetto, l’impiego nell’area Goteborg e Helsingborg in Svezia, che hanno una movimentazione di circa 2 milioni di pallet all’anno, consentirebbe di eliminare emissioni equivalenti a 400.000 auto. 



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