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Emissioni CO2: la situazione oggi e in vista del 2021

29 maggio 2014

Nei giorni scorsi è stato diffuso l’annuale rapporto sul quadro delle emissioni delle auto vendute in Europa nel 2013.

Emissioni CO2: la situazione oggi e in vista del 2021
I MIGLIORAMENTI PIÙ SENSIBILI - La Renault (Dacia compresa) è la casa costruttrice il cui totale delle vendite in Europa nel 2013 ha fatto registrare la media più bassa di emissioni di CO2: 114,9 g/km. Dietro la Renault  ci sono il gruppo PSA Peugeot Citroën con 115,7 g/km e la Toyota con 116,8 g/km. La Fiat, che nei tre anni precedenti era stata al primo posto, nel 2013 risulta in quarta posizione con 118,8 g/km. La media delle emissioni dell’intero mercato europeo l’anno scorso è stata di 127 g/km, con un miglioramento del 4% rispetto al 2012, quando il valore fu di 132,2 g/km.
 
I PRIMI DELLA CLASSE - Il miglioramento più corposo lo ha realizzato la Volvo grazie ai suoi nuovi motori e all’unità plug-in. Passando da 142,1 g/km a 130,8 la casa svedese ha ridotto la propria media dell’8%. Del 7,8% è stato invece la riduzione della media della Renault, scesa da 124,6 g/km ai citati 114,9. Anche qui con buon contributo dell’elettrico. Nella graduatoria delle variazioni risalta il dato registrato dalla Fiat che è l’unica casa a non aver migliorato la propria media ma addirittura l’ha un po’ peggiorata, passando da 118,2 a 118,8 g/km, con una variazione dello 0,5%.
 
FONTI UFFICIALI - I dati provengono dall’Agenzia europea dell’ambiente, che annualmente pubblica i dati in materia ai fini di controllare l’andamento delle emissioni in funzione di quelli che sono gli standard previsti dalle normative comunitarie (il limite massimo consentito previsto per il 2015 è di 130 g/km; per il 2021 tale limite scenderà a 95 g/km). Va ricordato che le norme europee prevedono forti sanzioni economiche per i costruttori che non rispettano i limiti stabiliti.
 
BUONI PROGRESSI - Come avviene da sei anni, i dati ufficiali dell’Agenzia europea dell’ambiente sono stati elaborati dall’associazione europea Transport & Environment che ha redatto le classifiche delle medie di emissioni e dei progressi compiuti. Analizzando i dati casa per casa si nota che otto costruttori su quindici già l’anno scorso hanno registrato una media di emissioni inferiore a quella che sarà obbligatoria l’anno prossimo. Altre due case sono al di sopra di tale soglia per meno di un grammo/km. 
 
GUARDANDO AL FUTURO - Oltre al dato relativo allo status quo, Transport & Environment ha anche guardato al futuro, cercando di valutare quali case stanno procedendo in maniera tale da far prevedere che centrino l’obiettivo dei 95 g/km del 2021. Secondo l’analisi di Transport & Environment vi sono case che realizzeranno l’obiettivo prima del 2021, altre che arriveranno in tempo e diverse altre che arriveranno in ritardo.
 
PRESUNTI BRAVI E MENO BRAVI - Le prime a raggiungere l’obiettivo, secondo il report di T&E saranno la Volvo e la Toyota (nel 2018), seguite da PSA, Renault, Ford e Daimler (nel 2020). Per il 2021, dunque in tempo con le previsioni della normativa, arriveranno la Volkswagen e la Nissan. In ritardo dovrebbero essere Fiat (2022), Suzuki (2023), BMW e GM (2024), Hyundai e Mazda (2025) e Honda (2027). Questo per quanto riguarda i dati ufficiali dell’Agenzia europea dell’ambiente e le elaborazioni dell’associazione Transport & Environment. Vanno però aggiunte alcune considerazioni di segno diverso. 
 
IL PESO DELL’ELETTRICO - Anzitutto il fatto che i risultati medi risentono non poco della presenza o meno nelle diverse gamme di modelli con emissioni inferiori a 50 g/km di CO2, cioè le auto elettriche o le ibride plug-in. Queste ultime infatti danno diritto ai cosiddetti “supercrediti” che consentono di abbassare la media delle emissioni di CO2. In particolare per il 2013, ogni veicolo elettrico è stato considerato come 3,5 veicoli; quest’anno il coefficiente sarà di 2,5,  e nel 2015 scenderà a 1,5. Da notare che la media delle emissioni senza questo meccanismo risulterebbe in generale superiore di circa il 20%.
 
L’ESEMPIO ZOE  - Questo meccanismo ha contribuito sensibilmente al risultato della Renault, che punta parecchio sui veicoli elettrici e di quelli ibridi plug-in. Lo testimonia il risultato relativo alla nuova Zoe, appunto a motore elettrico: ne sono state immatricolate 8.262 esemplari, pari a circa l’1% del totale Renault (senza Dacia), ma contano come quasi 30 mila. Tale meccanismo impone quindi una valutazione attenta del quadro semplicemente numerico.
 
CONTESTAZIONI - Ma c’è dell’altro. L’agenzia inglese di analisi e consulenza  International Strategy & Investment ha diffuso un suo studio che critica il metodo di valutazione della Transport & Environment, in particolare due suoi aspetti. Anzitutto il fatto che la previsione di quali costruttori rispetteranno o meno le scadenze europee è elaborata semplicemente tenendo conto dei progressi compiuti nei sei anni precedenti, come che non ci fossero mai variazioni significative, sia in accelerazioni che rallentamenti. Poi il fatto che l’analisi di T&E non terrebbe conto delle innovazioni (nuovi prodotti) che le case avranno pronte nell’immediato futuro. 
 
COME FARE LE MISURAZIONI - Sull’altro fronte, è da sottolineare la critica che il report di Transport & Environment muove da tempo all’attuale sistema di misurazione delle emissioni (che avviene in sede di omologazione). Il metodo e i dati che produce sono utili per una comparazione tra modelli diversi, ma non è significativo per quanto concerne la realtà sulla strada. Già nello scorso marzo Transport & Environment aveva scritto che i dati reali sono mediamente superiori del 23% a quelli di ufficiali scaturiti dai cicli di omologazione. Per i modelli più recenti, tecnologicamente più evoluti, la differenza arriva a essere del 37%. Per alcuni modelli addirittura T&E ha rilevato un gap del 50%. Da lì, la sottolineatura della necessità di modificare il ciclo di omologazione, di cui si parla da tempo e che potrebbe arrivare per il 2017.
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Ritratto di Franck Dì
29 maggio 2014 - 17:02
ma come?!?!?!? non sono auto di alta tecnologia, indistruttibili e altre ga-ga-te varie??? e l'opel tanto amato dalla zo---ulona Merkè??? massììì comprate auto tedesche....
Ritratto di Ivan92
30 maggio 2014 - 12:12
6
Le auto con le medie meno inquinanti producono al 90% auto con meno di 200 cv, mentre le "Nazitedescofile" hanno un listino con auto che praticamente partono da 200 cv fino ad arrivare a ben oltre 500 cv (cosa che appunto Fiat, Renault ecc.. non è in grado di fare) Perciò appunto visto che le "tedescofile" in offerta hanno tantissimi motori performanti al contrario delle altre che non ne sono in grado. Trovare una Fiat in vendita con più di 150 cv è una rarità, trovare un Audi, BMW, Mercedes in vendita con più di 260 cv è cosa normale, sopratutto con punte over 550 cv (che rovinano la media per l'inquinamento). Ma per citare un normale esempio pratico. La nuova BMW 116d Eff.-Dyn.Edition con 116 cv emette 99 g/km, mentre una 500L con 105 cv emette 122 g/km. Entrambi motori 1.6 a gasolio. Dati alla mano puoi notare quale inquina di meno ed emette più cavalli. Credevo che chiunque ci sarebbe arrivato a fare questo ragionamento, eppure...
Ritratto di PariTheBest93
30 maggio 2014 - 12:57
3
Ancora perdi tempo a farlo ragionare? Pobabilmente è stato investito da una Golf da piccolo! E inutile non vuole proprio capire!!
30 maggio 2014 - 14:47
Ha in gamma i Land Cruiser (anche V8!), e soprattutto Lexus che parte da poco meno di 140 cv (CT), sale ai 223 della IS, poi ai 350 della GS 450h, ai 450 della LS 600h per finire ai 423 cv della IS-F. E passando per i 300 della RX 450h. Sarà mica perché l'ibrido è realmente molto meno inquinante a livello di emissioni di un puzzolio tedesco? Sarà mica che quando ti accellera un ibrida davanti puoi tranquillamente respirare a pieni polmoni, non per nulla hanno accesso ovunque, mentre quando lo fa un diesel devi stare in apnea finche' non si è allontanato di almeno un km pena cancro ai polmoni causa polveri sottili rese ancor piu' sottili dalla bufala del fap.
Ritratto di Chromeo
29 maggio 2014 - 18:44
Proviene da allevamenti bovini, però devono fare riforme e controriforme solo sulle auto, che ipocriti
Ritratto di tesseratto
30 maggio 2014 - 09:59
di vedere cosa si inventeranno i tedeschi nei prossimi anni nel loro (disperato) tentativo di mantenere vivo il motore diesel.... urea a litri, FAP....chissà che margini di sviluppo avrà il motore diesel nei prossimi anni quando magari ci saranno dei mille diesel con 6 o 7 turbo da 300 kw...utilissimi.....e chissà che margine sviluppo avrà la propulsione elettrica e ibrida.....
30 maggio 2014 - 14:52
Non per niente BMW si è buttata a capofitto nel settore dell'ibrido ed elettrico (da vendere e farci soldi sul serio) mentre vag continua a giocare con motorini elettrici da gig nikko per le sue ibride fasulle continuando, per adesso, a vendere i diesel. Da notare che vag è rimasta l'ultima a sviluppare i diesel potenti, bmw e mercedes hanno smesso da un pezzo, il triturbo bmw, l'ultimo diesel potente presentato da monaco risale ormai al 2011, da adesso e negli anni a venire, le bmw piu'importanti saranno proprio le "i".
Ritratto di PopArt
30 maggio 2014 - 13:56
Che modello è quello che si intravede in foto?