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I diversi modi di guidare l’auto elettrica

Pubblicato 18 giugno 2021

In occasione di eRaid 2021 abbiamo guidato alcuni dei modelli elettrici più noti sperimentando stili di guida differenti per valutare le diverse opzioni di guida pensate dai costruttori.

I diversi modi di guidare l’auto elettrica

eRaid 2021, il tour di oltre 1.000 km per verificare le doti di viaggio delle auto elettriche (qui per saperne di più), è stato un’ottima occasione per guidare alcuni dei modelli a batterie più diffusi sul mercato. Un’opportunità che ci ha consentito di sperimentare vari stili di guida e di conoscere le opzioni studiate dalle case automobilistiche per migliorare l’esperienza di viaggio degli automobilisti. Delle dieci vetture disponibili (vedi tabella) ne abbiamo condotte cinque su percorsi differenti, sufficienti per trarne alcune impressioni di base. 

LA GUIDA “ECO” CON LA OPEL MOKKA-E

Il debutto all’eRaid avviene con l’Opel Mokka-e, il modello meno potente (136 CV) e con la minore autonomia (324 km) del parco auto disponibili. Le modalità di guida sono tre (Eco, Normal e Sport) e intervengono su diversi parametri, quali la taratura dell’acceleratore e il livello di potenza e coppia erogati. A questa si aggiunge l’opzione “B” (Brake) selezionabile dalla consolle al centro dei sedili che incrementare la frenata rigenerativa e, di conseguenza, la decelerazione della vettura appena si rilascia il pedale dell’acceleratore. Una funzione alternativa alla “D” (Drive) pensata per sfruttare l’inerzia della vettura come quando si viaggia in quinta marcia con un’auto tradizionale.

Più che le prestazioni della Opel Mokka-e, l’intento era di raggiungere Parma, meta della prima tappa partita da Monza, senza effettuare soste per la ricarica e preservando, come richiesto dal regolamento, almeno il 40% della capacità delle batterie all’arrivo distante poco più di 200 km. Partiti con il 94% di carica, abbiamo guidato sempre in modalità Eco e sfruttando la “B” per decelerare in prossimità delle rotatorie e degli stop. Operazione che richiede un po’ di pratica, più che altro per premere il tasto senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Un approccio risultato comodo per guidare in modo rilassante nel traffico intenso trovato nell’area metropolitana milanese e rilevatosi efficace nel limitare al minimo i consumi durante le code. Per contro, con l’Eco abbiamo rinunciato al climatizzatore e la potenza è risultata poco adeguata per i sorpassi, limite superabile con la semplice selezione della modalità Sport che mette a disposizione tutti i 136 CV della Mokka. Con una guida accorta siamo giunti a Parma con il 41% di carica residua e un’autonomia stimata di altri 170 km. Di fatto, abbiamo ottenuto una percorrenza virtuale superiore a quella del dato di omologazione WLTP. 

DIVERTIRSI CON LA PEUGEOT E-208

La terza tappa di eRaid 2021, la Pistoia-Siena di 330 km, l’abbiamo effettuata della Peugeot e-208, basata sulla stessa piattaforma e-CMP e powertrain della Mokka-e. Un percorso in prevalenza collinare, ma con una deviazione autostradale, condotto con uno stile di guida normale, ossia non particolarmente attento ai consumi e con qualche tratto in salita effettuato con un ritmo brillante. Andature che hanno evidenziato le buone doti di accelerazione e i vantaggi di disporre di un’elevata coppia  disponibile in modo immediato che si rileva particolarmente efficace nelle riprese in salita dopo i tornanti stretti dove le termiche soffrono spesso di un “vuoto” dovuto al calo del numero di giri del motore.

Apprezzabile anche la maneggevolezza sulle strade di montagna, grazie a un baricentro basso che agevola tenuta di strada e la dinamica di guida. Da notare, che gli alti consumi in salita sono in buona parte recuperati nelle discese consentendo buone percorrenze totali. Viceversa, in autostrada si viaggia con buon comfort, ma con consumi che fanno calare l’autonomia residua più rapidamente. Rispetto alla Mokka-e, la Peugeot e-208 ha la leva del cambio per la selezione del classico “D”, “N” e “R” con l’aggiunta della “B” per incrementare la frenata generativa con il semplice tocco all’indietro della leva, modalità più pratica rispetto al tasto. 

LA “RICARICA” IN DISCESA CON LA FORD MUSTANG MACH-E

La Ford Mustang Mach-e, nella variante a trazione integrale con accumulatori da 98 kWh a rappresentare l’autonomia record di 540 km del parco auto disponile a eRaid, è stata la protagonista della seconda tappa da Parma a Pistoia di 270 km, con un lungo tratto pianeggiante seguito dall’ascesa al Passo dell’Abetone a quota 1.388 metri. Un modello con tre modalità di guida (Whisper, Active e Untamed) selezionabili dal grande display centrale, oltre all’opzione “L” (Low Gear) che incrementa la frenata rigenerativa posta al centro del selettore del cambio a manopola, posizione a rischio errore se utilizzata per decelerare in prossimità degli stop. In compenso si può impostare dallo schermo (ma è necessario fermarsi per evitare di distrarsi) la “guida a pedale unico” che estremizza il freno motore, di fatto, consentendo di fermarsi senza premere il pedale del freno e, quindi, di guidare soltanto dosando l’acceleratore.

Rispetto ai modelli di Opel e Peugeot, inoltre, la frenata rigenerativa della Ford Mustang Mach-e appare più intensa e, una volta fermi, non è necessario tenere premuto il pedale  del freno per evitare che l’auto si muova in avanti. Senza problemi di autonomia (un’ora di ricarica rapida nella sosta a pranzo è stata sufficiente), ci siamo concentrati nel valutare il recupero di energia nella lunga discesa (ma con tratti anche pianeggianti e in salita) che dal Passo dell’Abetone porta a Pistoia. Partiti con il 47% di carica e un’autonomia stimata di 212 km, siamo giunti nella città toscana 49 km dopo con una carica del 48% equivalenti a una percorrenza di 218 km. Un risultato ottenuto senza prestare particolare attenzione e senza esagerare con l’uso del freno motore.

IL “ONE PEDAL” DELLA XC40 E LE PALETTE DELLA KONA

Nella quarta tappa da Siena a Pietrasanta (LU) ci siamo alternati per brevi tratti alla guida della Volvo XC40 Recharge e della Hyundai Kona Electric (nella foto qui sopra). Con al prima abbiamo sperimentato la guida “one pedal” che ci ha permesso di effettuare l’intero percorso (circa 50 km) senza toccare il pedale del freno, ma semplicemente dosando l’acceleratore. Con la Hyundai abbiamo “giocato” con le palette al volante che consentono di regolare il freno motore, e di conseguenza l’energia recuperata, su quattro livelli, il primo del quale è nullo, ossia privilegia l’inerzia della vettura piuttosto che il freno motore. Una soluzione, quella con i comandi al volante e con più intensità selezionabili, risultata pratica per una rapida scelta senza distrarsi alla guida e per avere sempre la forza frenante più adeguata allo stile di guida desiderato e alle variazioni altimetriche del percorso. 

PER THOMAS BIAGI VINCE LA BMW IX3

Ad aiutarci a fare una valutazione finale sulle auto presenti a eRaid 2021 è Thomas Biagi, pilota di talento con un passato in diverse categorie, come la Formula 3000 e i campionati FIA GT, dove si è laureato Campione del Mondo nel 2003 e nel 2007 al volante di una Ferrari 550 Maranello e della Maserati MC12. Ancora attivo nelle categorie GT, ha provato durante l’eRaid cinque vetture, quelle di BMW, Ford, Jaguar, Tesla e Volvo. La preferita da Biagi è risultata la BMW iX3, grazie a “un ottimo bilanciamento dei pesi, alla risposta del volante precisa e diretta senza essere mai troppo pesante e a un baricentro basso che non dà l’impressione di guidare una suv. Apprezzati anche gli altri modelli provati, ma risultati meno attrattivi nel suo complesso o per alcuni dettagli, come l’assenza del cruscotto sulla Model 3, che costringe a distogliere lo sguardo dalla strada anche solo per vedere la velocità.

LE AUTO DI ERAID 2021





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Ritratto di Miti
20 giugno 2021 - 23:42
1
Concordo con te Volpe bianca. Perché devi " incentivare" una vettura e con un'altra fare diversamente ?! Ma non essendo per niente un esperto in elettriche , cosa vuol dire " una sola pedale, praticamente solo l'acceleratore ?
Ritratto di Volpe bianca
21 giugno 2021 - 07:01
@Miti nemmeno io ne so molto, per questo ho scritto un sacco di domande. È una funzione che ti permette di rallentare o addirittura di fermarti solo dosando la pressione sull'acceleratore. Come c'è scritto anche nell'articolo serve un po' di pratica per non effettuare rallentamenti troppo bruschi, ma comunque è una funzione che ti permette di recuperare la carica della batteria.
Ritratto di Miti
21 giugno 2021 - 10:07
1
Volpe bianca, letto un po' sul argomento. Il pedale del freno c'è , per la frenata d'emergenza. Io avevo capito che non c'è proprio. Sul guida con "un solo pedale" probabilmente c'entra una guida tranquilla, senza tanto scossoni.
Ritratto di Volpe bianca
21 giugno 2021 - 10:10
Sì e poi questa funzione si può anche regolare in modo che si possa rallentare in maniera più decisa o più debole
Ritratto di Miti
21 giugno 2021 - 11:25
1
Comunque ero molto curioso per capire un po' questa tipologia di auto. Solo che la prova mi è sembrata un po' una specie di " insalata elettrica " praticamente fatta in fretta e furia solo per prendere un " incentivo " da quelli che leggono. Dovrebbero prendere lezioni da Ivan92 e l'ho dico davvero. Prove "spaziali" non solo per le auto ma come lui "racconta" l'auto in se. Perché se vuoi che la gente capisce qualcosa le informazioni devono essere esatte e complete. Fare nel AV una sezione sulle tipologie di mobilità diverse del termico ma fatta veramente bene. Non so che si aspetta ancora nella loro redazione ?! Parlano di più i ragazzi qui di queste nuove auto che una rivista che dovrebbe trattare in dettaglio tutto questo. Al Volante !!!! Datevi una svegliata per favore !!!!
Ritratto di Mbutu
19 giugno 2021 - 00:58
Lodevole il tentativo di raccontare i diversi stili di guida. Ma diciamolo chiaramente che l'idea di cambiare la modalità di guida in prossimità dei rallentamenti è folle. La frenata rigenerativa si conferma estremamente comoda. Ed il sistema di Hyundai è veramente ottimo.
Ritratto di gv83
19 giugno 2021 - 14:36
Perche' e' ottimo?
Ritratto di Andre_a
19 giugno 2021 - 16:12
9
Non saprei, una volta che ci si fa l'abitudine quasi tutti tengono la rigenerazione al massimo. Tanto, se vuoi che l'auto proceda per inerzia, ti basta alzare meno il piede.
Ritratto di gt3mc12
19 giugno 2021 - 06:16
Il pilota sente immediatamente il baricentro basso e BMW c'è, poi s'è consentito divagare.. quando fai un utilizzo intensivo del portatile supportato da una batteria esterna PD ti rendi conto della lotta impari tra i tempi di ricarica e le necessità reali anche se supportato da prese rapide e non ti stai portando appresso due tonnellate di metallo, infine l'Italia può essere un produttore di idrogeno da fonti rinnovabili e distributore primario anche per l'Europa
Ritratto di dcc
19 giugno 2021 - 17:45
Faziosità e noia all'ordine del giorno. 120 cv di Elise sono divertenti, non questi
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