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Dichiarata fallita la De Tomaso

07 luglio 2012

Il Tribunale di Livorno ha posto fine alla vicenda della De Tomaso accogliendo l’istanza di fallimento. Termina così la querelle del suo rilancio annunciato da anni.

DOPO 53 ANNI: SIPARIO - È calato definitivamente il sipario sulla vicenda del rilancio della De Tomaso, la marca automobilistica fondata a Modena nel 1959 dall’argentino Alejandro De Tomaso, che si dedicò alla realizzazione di vetture sportive al termine della sua carriera di pilota. Dopo lunghe e intricate vicissitudine economiche e giudiziarie, il Tribunale di Livorno ha dichiarato il definitivo fallimento della De Tomaso.

FINITA CON IL FONDATORE - La produzione della De Tomaso cessò nel 2004, quando Alejandro De Tomaso era morto da qualche mese, nel 2003. Ci fu poi un tentativo di rilancio con la partnership della russa Uaz, poi più niente sino alla vendita del marchio all’imprenditore piemontese Gian Mario Rossignolo.

De tomaso deauville concept 2011 4
 

CINESI FALSA SPERANZA - Secondo i progetti di Rossignolo, la De Tomaso avrebbe dovuto rinascere in un primo momento utilizzando gli stabilimenti della Pininfarina a Grugliasco, nella cintura torinese, e in quello che era della Delphi a Guastocce, in provincia di Livorno; poi si parlò anche dell’acquisizione dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. Due i modelli ipotizzati, il primo dei quali sarebbe dovuta essere la Deauville (nelle foto), una crossover elegante e sportiva. In realtà l’operazione non è andata a buon fine e, dopo un momento in cui sembrò che la De Tomaso potesse passare a un gruppo cinese (qui la news), è arrivata la decisione del fallimento

ANCHE F1 - Nel corso della sua storia la De Tomaso si è fatta conoscere per le sue belle GT, apprezzate un po’ perché rare e un po’ per le loro prestazioni. Nel 1970 una De Tomaso partecipò anche al campionato mondiale di Formula 1, gestita da Frank Williams.

> La storia recente della De Tomaso

De Tomaso Deauville
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Ritratto di fabri99
10 luglio 2012 - 13:08
4
Lo guardi pure tu?? Ahahahahahaha...
Ritratto di francesco alfista
7 luglio 2012 - 19:25
se queste case vengono prese in mano da imprenditori da " 4 soldi" mi dispiace solo che si infanghi la storia sportiva di questo marchio e del suo fondatore!!
Ritratto di Falcon87
7 luglio 2012 - 21:51
A me dispiace solo per i lavoratori che avevano riposto una speranza in questo progetto... Alla fine sono loro che pagano! Di certo non mi dispiace che non venga prodotto questo ennesimo obrobrio.
Ritratto di Claus90
7 luglio 2012 - 22:31
secondo me la de tomaso sarebbe dovuta rinascere con la pantera in chiave moderna, quello è il suo spirito, però mi dispiace che sia fallita prima di iniziare.
Ritratto di fabri99
8 luglio 2012 - 10:57
4
Non è proprio una cosa proprio felicissima vedere chiudere per sempre un marchio, ma ancor meno, vedere altri operai senza lavoro! Peccato davvero, perchè anche la Deuville era davvero carina... Avrebbero dovuto partire subito con la Pantera però! O con altre sportive, quali Mangusta, Qvale Modena... Saluti ;)
Ritratto di Cinque porte
8 luglio 2012 - 11:32
Vecchio cr&tino! Sei stato la rovina di marchi di alto blasone che hanno fatto la storia Dell'auto MONDIALE! Se te ne restavi in Argentina era meglio!!!
Ritratto di trautman
8 luglio 2012 - 11:43
Un fallimento annunciato. Sarebbe da pubblicare quanti soldi ha perso Rossignolo e quanti Regioni,Stato,Comunita' Europea.
Ritratto di fogliato giancarlo
8 luglio 2012 - 14:59
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di MatteFonta92
8 luglio 2012 - 16:46
3
Peccato... un altro pezzo dell'eccellenza italiana che se ne va perso. Proprio quando in questo momento particolare c'era bisogno di tutto il supporto possibile di tutti i marchi del nostro paese per rilanciare la nostra economia ristagnante.
Ritratto di opinionista
9 luglio 2012 - 18:37
2
É vero! Potevano mantenere una produzione artigianale di una nuova vettura supersportiva magari in collaborazione con qualche casa piu blasonata, ma.... Evidentemente in periodi di magra il rilancio del marchio in questi termini non risultava abbastanza appetibile e gli investimenti sarebbero risultati troppo onerosi e impegnativi per ripartire da "0".
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