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Mike Manley è il nuovo ad del gruppo FCA

21 luglio 2018

Un comunicato della FCA ufficializza l’aggravamento delle condizioni di Marchionne e nomina Mike Manley alla guida del gruppo.

Mike Manley è il nuovo ad del gruppo FCA

EPILOGO PREVEDIBILE - Come lasciava intuire la repentinità della convocazione del consiglio di amministrazione con l’ordine del giorno della successione a Marchionne, alle 18,00 di oggi l’azienda ha diffuso un comunicato con il quale informa che le condizioni cliniche di Sergio Marchionne sono peggiorate nel decorso post operatorio seguito all’intervento a cui era stato sottoposto a giugno. In conseguenza di ciò il manager italo-canadese, a capo della Fiat dal 2004 e poi di Fiat Chrysler non potrà riprendere le sue funzioni e il gruppo ha provveduto a indicare il nuovo amministratore delegato. 

GRANDI RISULTATI CON JEEP - Il prescelto è l’inglese Mike Manley, fino a oggi a capo dei marchi Jeep e RAM, e in precedenza responsabile dell’area Asia-Pacifico del gruppo. Ora nella nuova posizione di amministratore delegato del gruppo ricoprirà anche la carica di responsabile dell’area Nafta (Nord America). Manley ha iniziato la sua carriera nel settore auto lavorando per il gruppo Daimler, occupandosi soprattutto di distribuzione dei prodotti. Quando il gruppo Chrysler è stato rilevato dalla Fiat è stato posto a capo delle operazioni del marchio Jeep, ottenendo risultati formidabili (da 340 mila unità vendute all’anno il marchio americano è arrivato a oltre un milione, producendo grandi profitti per il gruppo). 

PROGRAMMA CONFERMATO - Il presidente della FCA, John Elkan, si è dichiarato vicino alla famiglia Marchionne ed ha invitato a rispettare la riservatezza del momento. Quanto alla prospettiva operativa del nuovo management ha affermato che Manley e tutti gli altri manager lavoreranno per portare avanti il piano industriale 2018-2022 elaborato sotto la guida di Marchionne e varato poco tempo fa. 

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Ritratto di Giuliopedrali
22 luglio 2018 - 09:01
Io sono sempre d'accordo con Morino. Aggiugo: lasciando stare Fiat di cui non vedo highlights se non le 500 che però ormai hanno una dozzina di anni... Chrysler (o volendo pure Dodge) è davvero l'ultimo marchio sulla terra.
Ritratto di treassi
22 luglio 2018 - 09:36
Morino credo sia stato crudele, ma è triste verità. L'ultimo piano industriale di neanche 2 mesi fa non è piaciuto a nessuno. Fumoso e con progetti solo finanziari. Mandato via a mercato chiuso e con la scusa della salute per non danneggiare il titolo. Jeep è un esempio che se si investiva nella produzione e seguendo cosa chiede il mercato si può crescere. Chi voleva un'Alfa lussuosa e acquistabile da pochi? Era sportiva? Si. Con qualche imperfezione? Si. Ma accessibile alle famiglie di ceto medio. Lancia poi? Lasciata con un solo modello in listino… impensabile a chi pensa per giunta solo ai numeri...
Ritratto di Giuliopedrali
22 luglio 2018 - 10:03
Insomma si passerà dalla gloriosa Fabbrica Italiana Automobili Torino alla nebulosa FCA a JeepCA...
Ritratto di dottorstrange
22 luglio 2018 - 13:34
Quante sciocchezze...e quanta inutile crudeltà e livore. Davvero, bruttissime persone e squallidi commenti.
Ritratto di Rieccomi
23 luglio 2018 - 11:44
Le Alfa che dici tu non se l’è filava nessuno all’estero. Anzi erano una bandiera di arretratezza e sciatteria. Alfasud e 33 erano inaffidabili e si sfondavano dalla ruggine, le prime serie specialmente.
Ritratto di Giuliopedrali
23 luglio 2018 - 11:59
Guarda le riviste specializzate dell'epoca tedesche olandesi o inglesi poi mi sai dire. Per completezza aggiungo che all'epoca Ford, Opel e Vauxhall facevano ancora tristissime utilitarie a 3 volumi a trazione posteriore che ti ribaltavi in parcheggio... Fino al 1980 Opel Kadett e Ford Escort con progetti superati già vent'anni prima. Ma dove vivi?
Ritratto di Rieccomi
23 luglio 2018 - 12:15
Vivo a casa mia. Entrambe i miei zii avevano l alfasud e si sfondò il pianale per la ruggine. Sedile guida sul marciapiede. Era la prima serie. All’estero Alfa è lancia negli anni 70 e 80 si fecero terra bruciata per l’inaffidabilità. Erano talmente messi male che tentarono l’operazione Arna. Agghiacciante, come i tuoi discorsi.
Ritratto di Giuliopedrali
23 luglio 2018 - 12:46
A mio padre si è sfondato il pianale di un Austin invece, con l'Alfasud quella a cui l'ho regalata alla fine perché era vecchissima ci ha fatto un viaggetto fino in Russia poi, anzi forse era ancora URSS... Non dico che non sia vero della ruggine, ma all'epoca era un problema comune, ma appunto con una Kadett 1973 antidiluviana, anzi se c'era un diluvio meglio di no perché oltre la ruggine sbandavi a 30 all'ora...
Ritratto di Giuliopedrali
23 luglio 2018 - 13:56
Tra l'altro anzi forse le Alfa più economiche, boxer di una volta erano le più vendute in nord Europa. L'unico vero successo all'estero Alfa, però fu la mitica Duetto in USA. L'Alfasud invece agli antipodi: oltre ad aver avuto discreto successo in Argentina e Cile, fu usata come police interceptor in Australia e costruita e venduta in Sudafrica.
Ritratto di 82BOB
24 luglio 2018 - 09:51
Forse non conosce la storia dell'Alfasud Giuliopedrali... l'auto, come progetto, era tecnicamente avanzata, ma la qualità costruttiva era al limite della decenza. Soprattutto la prima serie per problematiche legate all'inadeguatezza della manodopera, poiché fatta in stabilimenti del Sud Italia dove gli operai non erano stati adeguatamente formati, per motivi legati ad agitazioni sindacali che hanno sballato le tempistiche di produzione e per qualità scadente dei lamierati impiegati e delle soluzioni usate per porre rimedio a questi problemi. Quindi le Alfasud cadevano a pezzi dopo pochi anni ed in maniera maggiore rispetto ad altre marche. Poi determinate soluzioni tecniche avanzate introdotte nell'auto hanno creato problemi di manutenzione (i freni entrobordo, per esempio, che nella 33 infatti sono stati spostati sulle ruote). Resta comunque una bellissima auto, la più venduta dall'Alfa Romeo, che se fosse stata prodotta in un altro periodo storico probabilmente godrebbe di ben altra fama internazionale (ricordiamo le versioni Ti e GT). Per Lancia all'estero vale lo stesso discorso... Un conto è fare lamiere per il paese del sole, un altro è farlo per la perfida Albione! Scusate l'OT!
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