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FCA: ottimi risultati nel terzo trimestre 2020

Pubblicato 29 ottobre 2020

Pur consegne e fatturato in calo, il gruppo FCA ha chiuso un ottimo terzo trimestre con un utile netto di 1,20 miliardi.

FCA: ottimi risultati nel terzo trimestre 2020

RITORNO AL PASSATO - Superati i mesi più difficili dell’emergenza sanitaria, nei quali hanno dovuto ridurre le attività e sostenere enormi costi, le case automobilistiche sono tornare ad operare in condizioni simili a quelle pre-Covid e vedono crescere le consegne, seppur lentamente. Questo graduale ritorno alla normalità ha influito sui loro ultimi bilanci, in miglioramento: a livello globale, fra luglio e settembre 2020, la FCA ha registrato un fatturato di 25,81 miliardi di euro, il 6% in meno rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso, e ha venduto 1.026.000 veicoli, con una contrazione del 3%.

BOOM DELL’UTILE - Nel periodo luglio e settembre 2020, la FCA ha registrato un vero e proprio boom nell’utile netto, di 1,2 miliardi, addirittura il 773% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Come si spiega un risultato così positivo? Essenzialmente con l’ottima performance del Nord America, il mercato più redditizio per la FCA, dove ha registrato un ebit, ovvero il margine di guadagno prima di tasse e interessi, pari a 2,54 miliardi, 525 milioni in più di 12 mesi prima. E questo nonostante il calo delle consegne, diminuite di 46.000 unità a 554.000, e del fatturato, inferiore di 583 milioni a 18,48 miliardi. 

MALE L’EUROPA - Il risultato del Nord America, dove la FCA ha un margine del 13,8% per ciascuna auto venduta, fa il paio con quello dell’America Latina: le consegne sono passate da 150.000 a 145.000 unità, e il fatturato è stato di 1,532 miliardi, in diminuzione di 659 milioni, ma la FCA ha comunque registrato un ebit di 46 milioni. Il trimestre si è concluso negativamente nell’Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), dove il gruppo ha venduto 297.000 auto, circa 27.000 in più, e registrato 4,59 miliardi di ricavi, in calo di 65 milioni, ma l’ebit è stato negativo per 125 milioni. In Asia, le consegne sono state soltanto 25.000, circa 10.000 in meno, e il fatturato è stato di 570 milioni con una contrazione di 117 milioni, per un ebit negativo di 32 milioni. 

COSÌ COSÌ LA MASERATI - Il terzo trimestre del 2019 è stato in chiaro-scuro anche per la Maserati, il marchio di lusso della FCA: le consegne sono passate da 4.600 a 4.900 unità, ma il costruttore modenese ha avuto un ebit negativo di 70 milioni.





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Ritratto di Rebesco
30 ottobre 2020 - 07:59
Sarei curioso di sabere come era la soluzione oggi se avessero sfruttato meglio i pianali.. Magari con una Musa più rifinita sul pianale 500x-Renegade.. Se piuttosto di fare una finta lancia Thema e Lancia Voyager, non avessero stuprato i marchi mantenendo gli originali.. Se avessero chiamato l'ultima delta Lybra.. viste le dimensioni e usato il pianale Giulietta per una Delta vera. Tra l'altro il pianale Giulietta era più che ottimo per fare una vera Lancia Thema.. Ogni volta che FIat ha fatto una macchina di successo.. non gli ha dato seguito.. ora tocca anche alla Punto...
Ritratto di katayama
30 ottobre 2020 - 10:18
300 pezzi in più per Maserati con una perdita di 70 mln. Continua a perdere più di 14'000 Euro per ogni auto venduta. Ma quello del "lusso" non era il settore in cui si marginava di più? Se continuano così, con Maserati forse s'arriva al pareggio a fine anni 20.
Ritratto di Spock66
30 ottobre 2020 - 10:51
Maserati in questo momento serve solo a dare un po' di prestigio al gruppo, lavorando in perdita. A mio modestissimo parere, non è con le supercar da 200.000 euro come la MC20 che si possono risollevare i conti, nè con grandi SUV che stanno già stancando e che le nuove regole rendono sempre meno appetibili (vd Francia)..resto dell'idea (magari solo mia) che una sportivetta vera (non quel catafalco da 2 ton della Ghibli), due porte, leggera ed elegante, da piazzare nel range 50-70k, con versioni spider e magari anche 4porte (tipo la 224 e la 424 anni 90), potrebbe incrementare sia i profitti che l'immagine del marchio, meno finto super-elitario (tanto per quello se non sei Porsche o Aston non ce la fai) e più gentleman-driver..se poi vogliamo farla elettrica, sia pure, magari sul taglio della Tesla 3 o Y...
Ritratto di katayama
30 ottobre 2020 - 12:08
Ti riporto lo stralcio d'un mio precedente commento, fra molti altri dello stesso tenore, in calce all'articolo sull'aggiornata Panda: "...una sedan Maserati avrebbe dovuto essere essere il trim di lusso della Giulia, della mai nata Alfa seg. E ... come la Grecale lo sarà della Stelvio, e speriamo che ci sia pure una "sorella" della Giulia ... mica quelle "auto grandi e costose" che, in linea generale, chi le vorrebbe non se le può permettere e chi se le può permettere tanto poi finisce che compra tedesco". Come vedi siamo abbastanza in linea.
Ritratto di Spock66
30 ottobre 2020 - 12:42
Si, soprattutto sulla tua parte finale concordo in pieno. Riguardo al modello, va bene riutilizzare la Giulia, ma io farei un atto ancora più radicale passando alla 2 porte come modello di punta, per poi eventualmente pensare a una versione a 4 (ho fatto l'esempio della 424, che era nata come Biturbo, poi 222 e alla fine 224 e 424). Io credo che nei momenti di crisi bisogna osare ma con intelligenza. Nel segmento 2 porte sportive sui 50+ keuro c'è di fatto solo la BMW serie 4 (forse anche la A5, ma ha perso molto appeal), quindi sarebbe fortemente contendibile con un prodotto "centrato", tipo una nuova Biturbo, magari full electric (o sennò V6), fatto con coraggio e convinzione, mettendoci quel "quid" di eleganza in più che solo un'italiana può avere...
Ritratto di Spock66
30 ottobre 2020 - 12:44
Per chiarire, se al prezzo di un SUV medio (X3, Q3), mi prendo una coupè da sballo, perchè no ??
Ritratto di katayama
30 ottobre 2020 - 13:17
Sul pianale Giorgio si possono fare tante cose, come sul raffinato Compact dell'ormai quasi fuori produzione Giulietta (anche se la Tonale vira sul più prosaico Small Wide della Compass). Perché anche la triade presidia il seg. C e pure con trazioni anteriori, per dire. Maserati ha una storia ben antecedente gli '80 e '90, certo, ma chi se la ricorda più? De Tomaso era un vero "car guy" e c'aveva azzeccato, sebbene con una produzione semi-industriale e poco affidabile. I f.lli Maserati fondarono OSCA, che non faceva certo supercar, "coupettone" o berlinone, e i f.lli Orsi, che acquistarono il marchio, erano degli industriali pronti a cavalcare il boom degli anni 50 e 60. E lo fecero, con prodotti d'élite che hanno lasciato il tempo che anno trovato, letteralmente. Tornando ad oggi, quasi manco ci s'accorge delle termiche (a livello europeo, ma anche da noi), scriteriato quindi aspettarsi una svolta con le ibride e, a maggior ragione, con le elettriche. Non è che siano tutti lì ad apettarle, ecco. Non è successo fino a ieri, non succederà nemmeno domani.
Ritratto di Giuliopedrali
30 ottobre 2020 - 16:37
Possono dire tutto quello che vogliono ma la Biturbo e derivate fu l'unica Maserati a destare davvero interesse, il resto è stato tutta una discesa (agli inferi...) Maserati come già detto farà sempre circa questi numeri qua da artigiano modenese, possono anche investirci 3 miliardi come vogliono fare... Alla fine ora alla triade nel mondo per il premium si aggiunge oltre a Tesla e Genesis anche Xpeng e Nio, dove volete li faccia i numeri Maserati: in Antartide?
Ritratto di katayama
30 ottobre 2020 - 18:05
Eh, magari su Marte, basta rivedere la carburazione. Gliele trasporta Musk. Basta fargli una telefonata e vedere se è d'accordo come sui carbon credits, ed è fatta.
Ritratto di Giuliopedrali
30 ottobre 2020 - 19:03
Che poi fosse per me una Maserati (ne avessi da buttare) la prenderei subito, anche se non sarà la Rolls Royce Silver Spirit verde scuro del 1987 con targa olandese a 16.900 Euro che sto guardando da giorni su Autoscout: spettacolo! Però ora alcuni marchi sconosciuti, nel campo del premium stanno creando l'hype che Maserati aveva creato con la Biturbo negli anni 80, ricordo: tutti la desideravano.
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