La FCA azzera il debito

Nel bilancio al 30 giugno 2018 torna ad esserci denaro in cassa, dopo che l’azienda è stata per anni indebitata. Crescono giro d’affari e vendite. 

UN SUCCESSO - I risultati economici del primo semestre 2018 premiano il lavoro svolto da Sergio Marchionne e “consegnano” al suo successore Mike Manley un’azienda priva di debiti, cosa che non accadeva da anni. Al 30 giugno infatti la FCA aveva in cassa 456 milioni di euro, quando al 31 marzo aveva debiti per 1,3 miliardi e al 31 dicembre per quasi 2,4 miliardi. L’azzeramento del debito non è stato ottenuto a scapito dei guadagni e delle vendite, visto che la FCA ha incassato 28,993 miliardi di euro nella prima metà del 2018 (+4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e consegnato 2,505 milioni di automobili (+6%). Fra le poche “macchie” nel bilancio semestrale presentato oggi dalla FCA ci sono i guadagni netti, sempre elevati ma inferiori al 30 giugno 2017: sono passati da da 1,796 miliardi a 1,775 miliardi (-1%). Senza considerare le spese straordinarie sostenute nei primi sei mesi dell’anno, però, il guadagno sarebbe stato di 2,019 miliardi (+15%).

VENDITE RECORD IN AMERICA - L’area del mondo più remunerativa per la FCA rimane il Nord America, dove ogni auto venduta nel primo semestre 2018 ha fatto incassare all’azienda l’8% (la media a livello mondiale è stata del 5,7%, in Europa del 3%). In Nord America la FCA ha incassato 17,539 miliardi di euro, contro i 6,330 dell’Europa, mentre le auto consegnate sono state 676.000 (contro le 576.000 dell’anno scorso). La situazione economica è stata favorevole anche in America Latina, dove la FCA ha visto aumentare il suo giro d’affari a 2,106 miliardi (+26%). Nella regione Asia-Pacifico il costruttore ha perso invece il 28% delle sue entrate (da 976 a 652 milioni). In Europa il giro d’affari è passato da 6,010 a 6,330 miliardi (+6%). Alla luce di questi risultati la FCA conferma un utile netto di 5 miliardi per fine anno, ma rivede al ribasso le entrate (da 125 a 115/118 miliardi) e le stime sul denaro a disposizione (da circa 4 a 3 miliardi).



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